“Viam scire”, ovvero Conoscere la strada

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Notiziario di Telepace – lunedì 22.11.2004

“Viam scire”, ovvero Conoscere la strada

servizio di don Diego Acquisto

“Dopo la questione sociale e la questione politico_istituzionale oggi siamo posti di fronte alla questione antropologica”. Il cardinale CAMILLO RUINI ha ripreso uno dei temi più presenti nelle sue riflessioni intervenendo nei giorni scorsi a Roma all’incontro di apertura di “Viam scire”, cioè il percorso della diocesi romana “dentro” il progetto culturale orientato in senso cristiano. L’attenzione e l’impegno della Chiesa nei confronti di ogni essere umano, ha ricordato il cardinale vicario per la diocesi di Roma, che, come sappiamo è anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sono particolarmente vivi e intensi perché essa, esperta in umanità, avverte l’urgenza di riaffermare e testimoniare che “il cristianesimo porta a compimento l’umanesimo e nello stesso tempo lo supera”.

Un progetto quello culturale, in cui ad essere coinvolti “non sono solo gli intellettuali ma tutto il popolo di Dio” e in cui l’obiettivo da raggiungere è “la formazione di personalità non appiattite ma capaci di porsi i grandi interrogativi della vita e assumersi responsabilità per il bene comune”.

Servizio e ricerca, insomma, servizio e ricerca, da portare avanti con grinta ed incisività, tenendo conto delle grandi sfide di oggi, particolarmente quelle riferite alla vita e alla famiglia, riproponendo “una identità cristiana senza rivendicazione chiusa” e nello stesso tempo esigendo “un ruolo pubblico del cristianesimo”, in un rapporto tra antropologia e teologia. Per stare con amore dentro la storia” occorre dire  che “la fede cristiana   – ha concluso il card. Ruini – rimanda al mistero, all’incontro dell’uomo con Cristo” e che “la missione della Chiesa è tanto più antropocentrica quanto più è teocentrica”.

Parole illuminanti e direttive preziose per tutti, quelle del Card. Ruini, per evitare che il futuro dell’uomo , sia il frutto di cambiamenti indotti dal cosiddetto pensiero debole, che invece deve essere modificato e convertito per incidere positivamente sulle trasformazioni in atto, orientandole alla luce del Vangelo. Si fa infatti osservare che un’errata impostazione della questione antropologica, produce effetti disastrosi non solo nel campo degli affetti (soprattutto in ordine all’assunzione di impegni che valgano per tutta la vita), ma anche del lavoro e dell’economia («in quanto una mancata o inadeguata realizzazione del soggetto umano comporta effetti devastanti sugli stessi andamenti economici»). Urgente pertanto riscoprire «l’anima cristiana» della nostra civiltà, anche per avviare un percorso di «rispetto reciproco, e, per quanto possibile, anche di collaborazione con altre posizioni culturali e religiose.

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