VERSO UNA NUOVA EUROPA

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Notiziario di Telepace – mercoledì 27.X.2004

VERSO  UNA  NUOVA  EUROPA

servizio di don Diego Acquisto

Siamo alla vigilia della firma a Roma del Trattato costituzionale dell’Unione Europea, e venerdì prossimo 29 ottobre sarà una data da ricordare. Nei giorni scorsi autorevoli esponenti della Chiesa hanno denunciato un clima ostile al cristianesimo nella società europea e anche all’interno delle istituzioni dell’Ue. Sicuramente un errore non riconoscere le “radici cristiane” dell’Europa nel preambolo del Trattato, dato che l’Europa davvero si è formata, è cresciuta e si è rafforzata poggiando su solide radici cristiane e religiose.

L’augurio comune in campo cattolico è comunque che con la firma del Trattato, l’Europa sappia superare quell’atteggiamento prevenuto, verso le convinzioni etiche e culturali dei cristiani, smentendo con i fatti quella che, da taluni , con parole forti, è stata definita una ‘lobby anticristiana’. In questo contesto i cristiani, lungi dallo scoraggiamento, devono anzi accrescere il loro impegno per costruire un’Europa unita, che abbia per obiettivi la pace, il perseguimento del benessere, lo stato di diritto, l’apertura internazionale. Per questo, come ha voluto ricordare ai cristiani Mons. Bruno Forte, neo-arcivescovo-metropolita di Chieti-Vasto, intervenendo a Parigi al Congresso internazionale per l’evangelizzazione in Europa, “NO A DISIMPEGNO, NO a  DIVISIONE , NO a NOSTALGIA PER IL PASSATO”.

Lo slancio missionario dei cristiani in Europa – ha aggiunto -dipende però oltre che da questi tre “no”, contemporaneamente, anche da altrettanti “sì”. Il primo ‘sì’ alla responsabilità comune, in virtù della quale tutti sono chiamati all’amore reciproco e al servizio dell’ evangelizzazione”. “Il secondo sì’ alla comunione”, per cui “nessuno può considerare come un assoluto il proprio gruppo o movimento, ma impegnarsi a lavorare insime”. “Al terzo ‘no’, quello relativo alla stagnazione e alla nostalgia del passato, il ‘sì’ alla novità della Chiesa: una Chiesa comunità di amore, in una novità che la spinge a camminare nella speranza”. Perché Il cristiano non vive di nostalgia, ma piuttosto della presenza viva e attuale di Cristo nello Spirito. L’Unione europea è chiamata ad ispirarsi sempre più al “motto: Unità nella diversità”. Proprio secondo le indicazioni del Papa che nell’esortazione Ecclesia in Europa ha sollecitato i cristiani a contribuire alla realizzazione dell’edificio comunitario, portandovi i propri valori e tornando allo spirito lungimirante e convinto dei ‘padri fondatori’ _ fra i quali De Gasperi, Schuman e Adenauer _ per i quali il percorso obbligato è verso l’integrazione degli Stati e dei popoli di tutto il continente. In questo senso, anche il “silenzio sulle radici cristiane del continente” fa del trattato costituzionale un “testo perfettibile”, che tuttavia rappresenta per il momento pur sempre un passo avanti nel segno della costruzione di una democrazia sovranazionale.

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