Urgenza di un Patto per salvare Favara

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E’ il momento di un Patto per Favara—-Mentre continua l’agonia di questa città  ancora sommersa  dai rifiuti, rimossi solo in piccola parte e solo da alcuni punti   della città, si avverte più che mai l’esigenza da parte delle persone più responsabili  della Città dell’Agnello Pasquale,  di un Patto straordinario per salvare Favara. E ciò anche in conseguenza del fatto, per molti inspiegabile, della lentezza con cui procedono i lavori per dare  esecuzione ad una delibera di somma urgenza riguardante la situazione igienico sanitaria gravissima che i cittadini devono fronteggiare, per lo sciopero degli operatori ecologici, con il supporto delle Ditte di riferimento. Ditte con cui l’Amministrazione Comunale  ha stipulato un oneroso patto, che pare aumentato di due milioni negli ultimi cinque anni.

Premesso quanto sopra, con tutte le riflessioni collegate, ricordiamo subito che nella mattinata del 7 luglio u.s., la sindaca di Favara Anna Alba, dopo formale richiesta, nei giorni precedenti, da parte dell’ASP, ha firmato subito, accogliendo anche il suggerimento in precedenza ricevuto dalla Prefettura,  la delibera ai sensi dell’art. 191 del D.lgs. n 152/2006  “perché sussistono le ragioni e le condizioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela”.

Si pensava che, dopo tale delibera, come logico,  al massimo nel giro di tre-quattro giorni la città sarebbe stata ripulita. Invece siamo a quasi due settimane ed ancora non si riesce a capire sino a quando durerà questa gravissima situazione.

Perché, data l’esiguità dei mezzi impiegati per questa urgenza –  (che forse urgenza non viene considerata) – si vede pure che in qualche giorno i lavori vengono addirittura sospesi, come avvenuto sicuramente, proprio qualche giorno dopo l’inizio, cioè domenica 11 luglio, con denuncia sulla stampa e poi da parte della Sindaca, che nella conferenza stampa  quando ha annunciato le dimissioni ed ha giudicato inaccettabile proprio questa sospensione, parlando anche di certo “strapotere” delle Ditte.

Questo il quadro della situazione !

Tutta una situazione incomprensibile nel silenzio generale su questo punto da parte  delle autorità superiori, e degli  otto deputati  agrigentini all’ARS, dai quali ci si attende una presa di posizione e non solo a parole, specie da parte del deputato favarese. On. Salvatore Di Caro, che tra l’altro, proprio all’ARS,  è capogruppo dei 20 deputati del Movimento 5-Stelle, forse il più numeroso proprio in quell’Assemblea.

E poi anche degli altri deputati regionali agrigentini  che ci risulta, in qualche modo, soprattutto in questo periodo stanno mobilitando i loro amici favaresi per le prossime elezioni amministrative del 10 ottobre.

Perché non c’è dubbio che dietro i vari candidati a Sindaco, quelli che magari al momento si conoscono, come ad esempio Totò Montaperto e Peppe Infurna, che da qualche settimana hanno già ufficialmente comunicato la notizia, dietro di  loro c’è –  o ci sono – uno o magari più deputati regionali agrigentini di riferimento.  E sicuramente  tra i candidati a Sindaco ce n’è forse qualche altro che adesso mi sfugge o che comunque non ha ancora ufficialmente comunicato la candidatura.

A tutti, nessuno escluso,  di qualsiasi schieramento e colore politico, tutte le persone di buon senso favarese, che sono proprio tante, specie in questo momento, a tutti viene ricolto un appello: “Bisogna salvare Favara, e forse è proprio il caso di un Patto Straordinario per unire le forze e nel più breve tempo possibile liberare intanto la cittadinanza dall’incubo di una tremenda, possibile epidemia”.

A tutti i deputati regionali agrigentini, a partire dal favarese  on. Di Caro,  si vuole dire che questo non  é  il momento né della polemica né dell’indifferenza; né quello di mantenere una posizione trasversale, defilata ed attendista.

Ben vengano tute le iniziative di incontri e discussioni, di dialogo e di confronto, magari ricordando qualche figura emblematica del recente passato.

Si richiede subito un Patto generale, che  poi, superata quest’emergenza, come nella logica politica della dialettica democratica, ci si potrà anche dividere, per  differenziare ed evidenziare la propria proposta politica, dato che in democrazia  saranno sempre i cittadini a scegliere.

A Favara c’è  tanto buon senso nella gente comune, in quella da cui spesso meno lo si aspetta.  Gente che davvero sa capire e giudicare. Auguri !

Intanto è il momento di schierarsi senza se e senza ma per la città, a voce alta e chiara, con le parole e soprattutto con l’impegno concreto e tangibile, che se vero produce  frutti.

In coda a quanto sopra però dobbiamo dire che apprendiamo con piacere che proprio in queste ore, i circa 60 netturbini,  accogliendo l’invito di sabato scorso della Prefettura hanno ripreso il loro lavoro, anche perché  “in considerazione dello stato  di disagio da loro vissuto – pare – che sia stata data assicurazione che nei loro riguardi non saranno irrogate sanzioni di alcun genere”.

Ciò anche perché, da parte dell’ISEDA,nella nota, inviata anche alla Prefettura di Agrigento  e alle Segreterie provinciali dei sindacati  FP CGIL,  FIT CISL,  UILTRASPORTI, viene ribadito che la loro astensione “ dal lavoro è stata assolutamente arbitraria e non è riconducibile ad alcun soggetto collettivo”.

 Diego Acquisto

19-7-2021

 

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