TV  e  MINORI: Bilancio negativo

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Notiziario di Telepace – mercoledì 21.01.2004

TV  e  MINORI: Bilancio negativo

servizio di don Diego Acquisto

Bilancio negativo quello rilevato nel suo primo rapporto annuale dal Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Tv e minori; Comitato insediato esattamente un anno fa dal ministro delle Comunicazioni, e composto in parti uguali da esponenti delle istituzioni, delle televisioni e degli utenti. Un Comitato creato per lavorare in stretta collaborazione con l’Authority per le telecomunicazioni, cui la legge fornisce effettivi poteri sanzionatori. Partendo da 355 segnalazioni provenienti da singoli teleutenti, da famiglie o da associazioni e istituzioni, 90 sono stati i procedimenti avviati. “Di essi _ si legge nella relazione per il 2003 presentata ieri _, 26 si sono conclusi accertando 29 violazioni del Codice di autoregolamentazione, 24 hanno generato raccomandazioni di varia portata rivolte a tutte le emittenti o ad alcune di esse”. Per quanto riguarda le infrazioni, sotto accusa sono finiti in particolare: film, reality show, varietà, pubblicità, con conseguenti informazioni distorte a danno soprattutto, ma non solo, dei minori; e comunque si fa notare nella relazione, che non c’è genere televisivo proposto al pubblico italiano che rinunci a esagerazioni di ogni tipo, volgarità, violenza. Molti problemi – si fa notare – ha creato soprattutto la proliferazione dei reality show, per cui, in questo caso, il Comitato ha richiamato “la responsabile attenzione delle emittenti sui rischi che questo genere comporta: confusione ingannevole tra realtà e finzione, voyeurismo sistematico, banalizzazione dei sentimenti”.

Tutta una serie di pericoli che, per sua natura, il genere comporta e che il Comitato considera particolarmente insidiosi per le nuove generazioni, quali la confusione sistematica tra realtà e finzione, tra la cronaca vissuta e quella recita, tra realtà plastificata e artificio travestito di naturalezza.

Dobbiamo però dire che dal Comitato giungono però anche proposte costruttive, fra cui il suggerimento di una serie di seminari per l’approfondimento di temi legati alla fruizione della Tv e iniziative “in funzione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale”. Il resoconto del 2003 si conclude con l’invito “a non farsi cadere le braccia, anche se l’emittenza, sia della RAI che di MEDIASET, non sempre ha dato segni di sensibilità nuova, adeguata agli impegni che pur ha assunto responsabilmente”.

In questo contesto, cade proprio nel momento opportuno l’incontro-dibattito, programmato dall’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali, della nostra Curia Arcivescovile, diretto da don Carmelo Petrone, per venerdì prossimo 23 gennaio, alle ore 17, nella Chiesa di S. Pietro ad Agrigento, sul tema “Figli della TV”, nel quadro del rapporto, spesso problematico, cha la famiglia vive con la Televisione. Un incontro-dibattito a cui interverranno, tra gli altri, il dott. Paolo Bafile, vice presidente nazionale del Consiglio degli utenti presso l’Autorità delle Garanzie nelle comunicazioni e la dott.sa Gianna Cappello, docente di storia della Radio e della Televisione presso l’Università di Palermo.

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