TEMPO di AVVENTO

48

Notiziario di Telepace lunedì 01.12.2003

TEMPO di AVVENTO

servizio di don Diego Acquisto

Per la Chiesa è iniziato ieri, prima domenica di Avvento, il nuovo Anno Liturgico, destinato al culto ufficiale e pubblico a Dio. La prima domenica di Avvento è come il capodanno dello spirito. Quando inizia qualcosa, si comincia a guardare al futuro e con l’Avvento i cristiani guardano ad un futuro prossimo ed a un futuro molto più lontano. Tempo di attesa, l’Avvento celebra tutto il grande mistero della speranza cristiana, dalla prima venuta del Signore nella povertà di Betlemme, 2000 anni fa, sino all’ ultima venuta, alla fine del mondo e della storia, come Re della gloria; una venuta questa che colmerà l’attesa della Chiesa. Entro queste due venute, due avventi, si situa però un’altra venuta, quella quotidiana, quella che ha luogo nella Chiesa e nella vita cristiana, per mezzo dei sacramenti e non solo. Una continua venuta, questa, nel segreto di ogni anima, in quanto le realtà possedute non sono ancora definitive e la speranza cristiana è segnata da un ritmo progressivo, perché , mentre lascia dietro di sé le tappe raggiunte, si protende sempre verso nuove mete. Il credente e comunque ogni uomo di buona volontà, affina la sua capacità di valutare gli eventi del mondo, con un atteggiamento critico e propositivo verso i fatti della storia, destinata ad arrendersi  al progetto salvifico di Dio.

La Chiesa vivamente raccomanda che lo spirito di attesa e di speranza, proprio di questo tempo, sia espresso nell’ascolto più assiduo della Parola di Dio, aprendo il proprio animo allo spirito missionario ed ecumenico, in comunione con le gioie e le sofferenze dei fratelli sparsi nel mondo e con iniziative concrete di carità. Il fascino delle tradizioni e delle nenie natalizie che in questo periodo ritornano, ed delle quali non c’è che da rallegrarsi, nulla deve togliere ad un impegno più incisivo di costante purificazione delle strutture sociali come delle singole persone, chiamate comunitariamente a crescere nella cultura della solidarietà e della cooperazione.

I commenti sono chiusi.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More