Su Favara anche la Chiesa fa sentire la sua voce

In margine al dibattito di queste ore sulla situazione di Favara.  Difficile prevedere quello che sarà deciso, perché le notizie che rimbalzano sono diverse e non pochi a Favara seguono con molta attenzione ed interesse quello che man mano trapela e che sicuramente avrà comunque una significativa ricaduta sul prosieguo della vita amministrativa della città.

In breve sintetizziamo:  nei giorni scorsi  ci sono state le dimissioni da capogruppo consiliare  di Carmelo Sanfratello, con  l’ulteriore comunicato in cui  lo stesso ha rivendicato il diritto alla sua indipendenza politica pur rimanendo nel programma ideale del Movimento 5-Stelle favarese, a cui si sono aggiunte proprio  ieri  le dimissioni di tre dei cinque assessori pentastellati in carica.

Tutto questo ha provocato – e non poteva essere diversamente – quello che è stato definito un terremoto politico-amministrativo, su cui è intervenuta, dopo mesi e mesi di assoluto silenzio, anche la Sindaca Anna Alba, con un  comunicato-stampa in cui precisando ripetutamente di non  volere polemizzare con nessuno e di volere continuare a lavorare per la città, ha chiamato in causa il Movimento, l’unico capace di giudicare il suo operato “silenzioso” da cui a breve potrebbero  – ha precisato –  vedersene i frutti. Chiedendo altresì  di non continuare col fuoco amico, con la strategia di fare arrivare sul  suo tavolo le cose in  maniera sempre più complicata e finendola con la logica delle congiure.

Un comunicato che è stato accolto con rispetto e su cui si sta riflettendo.

Intanto ricordiamo che Favara, con tanta ansia di rinnovamento, dopo tutto quello che era successo nei cinque anni di amministrazione precedente, si è consegnata totalmente al Movimento 5-Stelle, eleggendo la Sindaca Alba al ballottaggio con oltre  il 70 per cento dei voti validi e regalandole anche la maggioranza consiliare con 14 Consiglieri pentastellati sui  24 che compongono la massima assise cittadina.

In questa situazione dal giugno 2016  la città è stata sempre  amministrata da una  Giunta monocolare (con un ricambio quasi totale alcuni mesi fa)  e da una maggioranza consiliare stabile.

I  risultati  sono sotto gli occhi d tutti….  E proprio questi risultati adesso in queste ore,  vengono valutati, suscitando tanti, proprio tanti  problemi.

Tante le voci, tanti i pareri, diverse  e contrapposte le possibilità di soluzione, con qualche presa d’atto dell’on. Di Caro, deputato pentastellato favarese all’ARS, che sicuramente in queste ore sta partecipando da protagonista sul da farsi.

Anche la Chiesa non ha mancato di far sentire la sua voce. Proprio otto giorni fa, solennità de Corpus Domini,  l’arciprete-vicario foraneo  don Giuseppe D’Oriente, in una Chiesa Madre gremita all’inverosimile  e con gente anche fuori, durante la  concelebrazione richiamava tutti, clero compreso, a vivere con spirito di servizio il proprio ruolo, toccando nervi scoperti e mettendo il dito sulla piaga. ”Non è possibile – diceva nella sostanza – che tutti i ruoli siano coperti e specie nella vita pubblica, dove, tra l’altro, è assicurato uno stipendio mensile, le cose possano andare come vanno, quasi che nessuno abbia il potere e senta la responsabilità di intervenire”. Una città, insomma in cui pare sia assente ogni autorità, con la cultura magari da parte di non pochi dipendenti che, oltre allo stipendio a cui si ha diritto per il solo fatto di essere impiegati pubblici, poi per lavorare effettivamente però pretendono altri soldi, magari in forma di straordinario,  di premialità o quant’altro.

Un messaggio forte e crudo. Che poi alla fine della processione è  stato ripreso da Fra Salvatore Di Bartolo, Guardiano del Convento, prima della benedizione eucaristica, , con altre parole. Cioè , con l’invito a tutti, di iniziare dalla propria persona, senza aspettare che ad iniziare a cambiare siano sempre anzitutto gli altri, parlando di un circolo vizioso che intossica il tessuto sociale favarese.

Diego ACQUISTO

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