La Sindaca di Favara Anna Alba: “Sulle tracce del frontespizio”

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Lunedì 6 febbraio 2017
Proprio così, cioè sulla rivista quadrimestrale fiorentina che prendendo spunto dalla celebre rivista “Il Frontespizio”, che ebbe vita nel decennio soprattutto 1929-1939 con la direzione di Piero Bargellini, opera adesso da qualche tempo a Firenze, – come tiene a precisare il suo attuale direttore don Vincenzo Arnone, favarese illustre trapiantato in terra toscana – “sulle sue tracce”, con l’ambizione della stessa “passione culturale, letteraria e religiosa”.
Un impegno ed un desiderio di cui non si fa mistero, perché “certi che ancora oggi” questo tipo di passione pur con gli opportuni adattamenti storici, “è di grande validità per un mondo in continua evoluzione”. E si dice chiaramente che “a rileggere certe affermazioni di Piero Bargellini, che fu l’anima della Rivista, ci si rende conto di come il programma non fosse così chiuso, anzi “Il Frontespizio”, essendo una rivista cattolica, non aveva nessuna idea particolare, perché aveva l’idea universale della Chiesa”. Cosa verissima anche oggi, anche se le sfide e le problematiche sociali e culturali sono molto più accentuate.
Ed allora la rivista “SULLE TRACCE DEL FRONTESPIZIO”, nel suo ultimo numero, ha pubblicato un servizio su “ L’ITALIA CHE CAMBIA O INTENDE CAMBIARE-TRE SINDACI D’ITALIA A CONFRONTO”.
Sono stati scelti tre sindaci delle tre zone d’Italia, il Nord, Il Centro e il Sud: il sindaco di Varese Davide Galimberti, il sindaco di Sesto Fiorentino (FI) Lorenzo Falchi e quello di Favara (AG) Anna Alba; tutti e tre eletti nelle Amministrative del giugno 2016 in tre partiti diversi: il PD, Sinistra Italiana e Cinque Stelle.
Prima di dare la parola ad ognuno dei tre, l’autorevole testata che annovera nella sua redazione nomi di tutto rispetto del panorama culturale italiano, fa una premessa di questo tenore: “La parola d’ordine che corre tra la bocca di tutti è riforma, cambiamento. Le rapide trasformazioni scientifiche e sociali non danno troppo tempo a ripensamenti e attese; bisogna cambiare, e in meglio. Se ciò vale a livello nazionale, ancora di più vale a livello locale, municipale, all’ombra del campanile, dove il distacco tra i rappresentanti del popolo e la gente è molto sottile. L’arte di governare una città è difficile: richiede saggezza, competenza, e quella equilibrata malleabilità mentale che ci tiene lontani dall’ottusità e dall’indifferenza”.
A leggere le risposte dei tre, francamente si resta colpiti dalla disarmante semplicità della Sindaca Anna Alba, a cui il popolo favarese, dopo 70 anni di sindaci tutti uomini e persone di grande esperienza e maturità politica ha preferito, a larghissima maggioranza, affidare le redini di una città, che alcuni dal punto di vista finanziario definivano gravemente agonizzante ed altri, invece “morta” e per giunta già da qualche tempo.
Sappiamo come sono andate le cose e non stiamo qui a ripeterle, mentre si attendono i Commissari che si dovranno principalmente occupare del disastroso pregresso, come sta avvenendo nella vicina Casteltermini e nell’ancora più vicina Porto Empedocle, dove la dichiarazione del dissesto, a differenza di Favara, in Consiglio Comunale è stata approvata all’unanimità.
Dicevamo della disarmante e contemporaneamente affascinante semplicità di Anna Alba rispetto agli altri due sindaci di due città non meno problematiche di Favara, sicuramente con maggior numero di abitanti, cioè Davide Galimberti, sindaco di Varese (VA), città di 80.000 abitanti e Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino (FI), città di 50.000 abitanti .
Anna Alba sostanzialmente dice di avere accettato la sfida di candidarsi per dare corpo e struttura alla voglia di cambiamento di tutta la gente, di avere nella vittoria avuto sempre accanto la Squadra del suo partito e la simpatia di tutta la gente che voleva cambiare e rinnovare. E adesso da eletta di aver preso in pieno la responsabilità di primo cittadino, sentendosi vicina tutto il partito. Alla domanda sulle priorità, dopo avere accennato che sono tante e varie, parla “anzitutto del servizio ai cittadini nella quotidianità, nella vita di ogni giorno e nella visita settimanale, già iniziata a fare ad alcuni ammalati o famiglie disagiate”. Ma sicuramente il passaggio più significativo, a nostro parere, è quello in cui dice di ritenere prioritario trasmettere il senso della legalità, della lealtà, del senso civico, del rispetto degli altri, curando il buon rapporto con le altre istituzioni del paese, le Parrocchie, le associazioni di volontariato, di cultura.
Bene – ci viene da dire – bene Sindaca , sicuramente amata e benvoluta, capace di stare in mezzo alla gente, di sapere interloquire con tutta la stampa e tutti i giornalisti locali, con i quali, come pure con la gente, sarebbe proprio da ciechi non avvertire il diverso, positivo rapporto rispetto al recente passato.
Ma a commento di tutto, sempre in questo clima di cordialità, alcune domande, dopo ormai oltre sei mesi dall’insediamento, le incominciamo a cogliere e tutte nella linea della preoccupazione di volere continuare ed anzi incrementare questo clima. Perciò il desiderio (e l’urgenza !) di non volere ulteriormente procrastinata la promessa discontinuità con il passato,… una discontinuità legata a quella voglia di cambiamento per cui è discesa in campo e che ha determinato il risultato elettorale.
I problemi da risolvere sono tanti, sicuramente non risolvibili con la bacchetta magica,… dal costo elevato dei servizi di acqua e rifiuti, all’impegno a riscuotere e recuperare (se necessario anche in maniera coattiva) i crediti del Comune, alla strategia più idonea per scovare gli evasori di modo da mettere finalmente in pratica quell’azzeccato slogan, subito però dimenticato, che diceva “pagare tutti per pagare meno”….uno slogan che ha portato molti consensi a chi lo ha lanciato in campagna elettorale…mettendolo però da parte subito, una volta raggiunto lo scopo.

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