Senza fatui entusiasmi né ondate irrazionali di entusiasmo popolare, Favara pensa alle elezioni amministrative del prossimo anno

Favara incomincia a pensare

alle elezioni amministrative del 2021

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“I disfattisti dicono pensosiche al peggio

non c’è fine in questo mondo,

ma gli imbecilli sono speranzosi  – che tutto cambierà

da cima a fondo!”

 

Penso proprio che quanti a Favara  si sono riuniti nei giorni scorsi per un primo esame generale delle condizioni della Città in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera, non siano proprio  né “disfattisti pensosi”,“imbecilli speranzosi”, ma persone che  con i piedi bene piantati a terra e soprattutto dotati di notevole  coraggio,  sanno ben guardare la realtà.

Una riunione quindi questa dei giorni scorsi, in cui si sono incontrati personalità di sensibilità ed ideologie diverse.

Una riunione  che fa ben sperare e di cui sicuramente da lassù dove si trova, potrà rallegrarsi anche  il compianto prof. Giuseppe Valenti (nella foto), uomo di grande cultura e di raffinato humour, osservatore acuto del tessuto sociale favarese, autore tra l’altro della  graffiante  poesia, da cui abbiamo estrapolato i versi di cui sopra. Versi  che consigliamo di leggere e meditare, unitamente al resto, per gli insegnamenti che propone  per il bene di questa città, in maniera sferzante ed incisiva.

Chi scrive non ha partecipato alla riunione, ma venutone a conoscenza  dai social non ha mancato subito di esprimere il proprio compiacimento per l’iniziativa!  Perché Favara ha le energie per guardare positivamente al futuro, accettando con coraggio gli errori commessi.

E per stimolare l’impegno, proprio nei giorni scorsi, in  questo  senso avevo fatto riferimento all’iniziativa del parroco di Ribera che sta facendo discutere, consigliando una rilettura di quel CARTELLO  che potrebbe fornire elementi di riflessione anche per Favara.

Non solo ! tenevo e tengo ancora a precisare che nel mio possibile ho cercato e cecherò sempre di sposare in pieno al di là delle diverse ideologie assolutamente legittime in democrazia, anzi – vorrei dire – necessarie, quella visione di Chiesa che non sta solo a guardare, ma che segue con trepida attenzione le problematiche concrete, per le quali specie quanti si dicono cristiani, con lo spirito sturziano di essere “liberi e forti”, devono giocare tutti i loro talenti, con l’unico obiettivo di perseguire il bene comune, sostanziato di solidarietà e di attenzione sempre per la fasce più deboli, ma sempre nella verità, contro ogni forma di ingiustizia e violenza comunque camuffata.

Insomma è davvero il caso di riprendere subito il clima di civile confronto democratico che ha sempre contraddistinto i periodi migliori della politica favarese, evitando le cadute di stile che non giovano a nessuno.

Giustamente dalla lettura delle notizie di cronaca, nella riunione indetta per iniziativa di Antonio Palumbo (nella foto), attuale segretario provinciale di “Rifondazione Comunista”,  lui stesso ha tenuto subito a precisare che la riunione ha  voluto essere solo  “Un inizio di confronto per costruire un progetto credibile, ma anche una squadra credibile e competente che dovrà affrontare e risolvere le problematiche….”. Una riunione insomma, per pensare ad un progetto comune che coinvolga partiti, movimenti, associazioni e liberi cittadini.   Una riunione che, come precisa il collega Moscato,“…nasce dalla necessita di iniziare a parlare dell’elezioni amministrative che interesseranno Favara il prossimo anno. Il 2021, infatti, scade il mandato della sindaca Anna Alba e della sua amministrazione monocolore targata Movimento 5 Stelle”.

Ed introducendo i lavori dell’incontro,  Antonio Palumbo promotore dell’iniziativa, non poteva non incominciare anzitutto dalla valutalutazione degli attuali  problemi  di Favara; problemi che la sindaca Anna Alba ha ereditato,  e qundi di quella che era la sua visione amministrativa per risolverli, dei suoi propositi elettorali e di quello che in realtà è stato fatto o non fatto.

Perciò, come non ricordare anzitutto il punto di partenza  che il Movimento 5-Stelle, a partire soprattutto dall’aprile 2016, in preparazione allora  alle elezioni che lo avrebbero visto poi largamente trionfante, ripeteva in ogni occasione, oralmente e per iscritto, che cioè,  l’ “onestà, la trasparenza e la competenza,  per il M5S, sono dei prerequisiti essenziali per chi vuole amministrare una città”.

Onestà, trasparenza e competenza, così come adesso Antonio Palumbo, a cui   ha fatto pure prioritariamente riferimento anche l’avv. Mimmo Russello, già sindaco di Favara prima di Manganella, sicuramente di diversa sensibilità da Palumbo, presente anche lui all’incontro insieme a tanti altri, di diversa e variegata provenienza socio-politica, “vecchi” e navigati politici così come tanti  ragazzi e ragazze, impegnati in associazioni culturali, di volontariato” e comunque interessati a dare il proprio contributo per la città.

Avv. Russello (nella foto) che, rimarcando soprattutto il punto della competenza, ha testualmente affermato: “ E’ assurdo che a ricoprire gli importanti e vitali ruoli di consigliere comunale o assessore siano soggetti che non hanno la minima conoscenza degli elementi fondamentali di cosa vuol dire un atto deliberativo,  o qualsiasi azione amministrativa”.

 Non solo ! Lo  stesso ex sindaco Mimmo Russello, sicuramente tra le personalità più qualificate dell’incontro,  giudicando l’attuale situazione particolarmente grave, avrebbe anche  invitato il prossimo sindaco a fornirsi, figuratamente, di giubbotto antiproiettile prima di salire le scale del Municipio, tanto  la situazione è esplosiva.

Ex sindaco Russello che coniugando sui social il pensiero sturziano di aggredire gli attuali problemi con spirito “ libero e forte”, ha pure suggerito a tutti i favaresi, utilizzando una famosa frase di Hemingway di  “non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te” .

Abbiamo voluto riferire quanto sopra per fornire un’idea della situazione, così come si va delineando a Favara , con una ripresa d’impegno da parte di molti, dopo le vacanze estive, nel prossimo autunno.

In tutti la ferma e lodevole volontà di riparare gli  errori commessi, anzi valorizzarli con un’opportuna riflessione per non ripeterli, favorendo nel legittimo giuoco democratico,  il consenso solo  per quelle forze e per quelle risorse umane che meglio possano avviare o soluzione, finalmente,  i tanti problemi della città.

Una città martoriata, Favara, che merita ben altro  e che  ha diritto a ben altro, con le energie e le forze che sicuramente, da parte di molti, ci si augura, che decisamente possano venire fuori perché esistono; col giusto e saggio realismo politico, che la situazione richiede, senza fatui entusiasmi, né ondate irrazionali di entusiasmo popolare che poi si dovessero scoprire fondati sul nulla o quasi.

Diego Acquisto

26-7-2020

 

 

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