Santi Apostoli SIMONE e GIUDA

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Notiziario di Telepace martedì 28.10.2003

Santi Apostoli SIMONE e GIUDA

servizio di don Diego Acquisto

Festa liturgica oggi dei Santi Apostoli Simone e Giuda, due apostoli della cui azione tace la storia e dei quali perciò non conosciamo precisamente dove si è svolta la loro missione apostolica, ma venerati fin dai primissimi tempi dalla Chiesa delle origini, come martiri e apostoli, essendo inseriti tutti e due nella lista, dagli evangelisti e Matteo (10,4) Marco (3,18), e Luca (6,15), il quale, ultimo, ne parla anche nel libro degli Atti degli Apostoli.

Il Simone di oggi è il secondo tra gli apostoli di Gesù che portò quel nome. Il primo fu colui al quale Gesù stesso mutò il nome con quello di Cefa, cioè Pietro. Il Santo di oggi è invece Simone detto il cananeo, perché di Cana di Galilea o lo Zelota, cioè del partito degli intransigenti contro i Romani.

  1. Giuda, non va confuso con l’omonimo apostolo traditore Giuda Iscariota, il figlio della perdizione. Quello di oggi è Giuda fratello di Giacomo, soprannominato Taddeo, cioè dal petto largo , che vuol dire poi magnanimo.

Il nome di Giuda, prima che l’infelice tradizione lo rendesse odioso, era uno dei più belli nella storia ebrea, era stato portato da uno dei figli di Giacobbe, ed a Giuda si intitolò una delle dodici Tribù, quella dalla quale sarebbe fiorito, in Betlemme, terra di Giuda, il virgulto del Messia.

Nell’ultima cena, accanto al suo omonimo Giuda Iscariota, Giuda Taddeo chiede a Gesù “perché si era manifestato solo ai discepoli e non al mondo”. E Gesù gli risponde: “Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola”. E’ la lezione dell’amore mistico, che San Giuda Taddeo, cioè, magnanimo, dal cuore grande, provoca con la sua domanda. L’amore di Dio unisce, mentre l’amore di se stessi divide. Per questo S. Giuda scrisse una breve lettera, inserita tra i libri della Bibbia, nella quale rimprovera i fomentatori di discordie, che chiama “nuvole senza acqua”, “alberi d’autunno, senza frutto”, “mormoratori queruli che vivono secondo i loro appetiti…e se lodano qualcuno, lo fanno per fini interessati”. Quanto basta per farci capire che la sua pur breve lettera, ci fa intravedere la figura di S. Giuda, come maestro fermo e sapiente, che esercitò con zelo e amore, così come tutti gli altri Apostoli, la missione affidatagli da Gesù.

Attuale il messaggio di questi due apostoli, posti per ultimi nella lista. Un particolare questo che ci fa pensare alla parabola evangelica degli operai chiamati per ultimi a lavorare nella vigna, ma che ricevono un salario uguale ai primi. Un richiamo a tutti a svolgere con dignità e coerenza la propria missione nel mondo. Missione il cui frutto non dipende né dal prestigio umano, né dalla pubblicità, né tanto meno dal successo, ma solo dal rimanere edificati sul fondamento che è Cristo, pietra angolare, e sulla testimonianza apostolica.

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