SANT’ANTONIO

45

venerdì 13.6.2003

SANT’ANTONIO

servizio di don Diego Acquisto

Santo popolarissimo S. Antonio, portoghese di nascita, francescano ed italiano per sua libera scelta. Nacque a Lisbona nel 1195, mori a Padova nel 1231, il 13 giugno, che in quell’anno, così come quest’anno era un venerdì. Proveniente da una nobile famiglia, discendente dal crociato Goffredo di Buglione, iniziò il noviziato a quindici anni nel monastero di San Vincenzo a Lisbona, trasferendosi poi nel monastero di Santa Croce di Coimbra, il maggior centro culturale del Portogallo, appartenente all’Ordine dei Canonici regolari di Sant’Agostino, dove studia scienze e teologia con ottimi maestri, preparandosi all’ordinazione sacerdotale che riceverà nel 1219, quando ha ventiquattro anni. Quando sembrava dover percorrere la carriera del teologo e del filosofo, decide di lasciare l’ordine agostiniano, anelando ad una vita religiosamente più severa. Il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d’Assisi. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, entra nel romitorio dei Minori e fa subito professione religiosa, mutando il nome di Fernando, come si chiamava dalla nascita, in Antonio in onore dell’abate, eremita egiziano. Predicatore del Vangelo, esercitò il suo ministero dell’Italia del nord e nella Francia meridionale. Combatté le eresie, facendo opera di evangelizzazione. Della sua predicazione restano significative testimonianze nei suoi scritti omiletici. Taumaturgo, fu maestro di dottrina spirituale e di teologia e ravvisò la perfezione nell’accordo tra la vita contemplativa e la vita attiva. Grande mariologo, convinto assertore dell’assunzione della Vergine, su richiesta di papa Gregorio IX nel 1228 tiene le prediche della Quaresima e da questo papa è definito “arca del Testamento”. Si racconta che le prediche furono tenute davanti ad una folla cosmopolita e che ognuno lo sentì parlare nella propria lingua. E’ universalmente venerato dal popolo cristiano. Le reliquie del Santo si custodiscono nella basilica omonima, a Padova, che è meta di continui pellegrinaggi. Patrono degli affamati, dei naufraghi, dei messaggeri, degli orfani, dei prigionieri, viene invocato per il ritrovamento degli oggetti smarriti.

Nei giorni seguenti la sua morte iniziarono i miracoli, alcuni documentati da testimoni. Ma, anche in vita Antonio aveva operato strepitosi miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni, compreso il riattaccare una gamba, o un piede, rendendo innocui cibi avvelenati, predicando ai pesci, costringendo una mula ad inginocchiarsi davanti all’Ostia consacrata; fu visto in più luoghi contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in braccio. Poiché un marito accusava la moglie di adulterio, fece parlare il neonato “frutto del peccato” secondo l’uomo, per testimoniare l’innocenza della donna. I suoi miracoli in vita e dopo la morte hanno ispirato molti artisti fra cui Tiziano e Donatello.Ricordato dovunque, in tutti i paesi della nostra diocesi, è stato festeggiato oggi particolarmente a Favara, anche con una solenne processione, essendo il Patrono della Città.

I commenti sono chiusi.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More