Santa Messa solenne per la Madonna della Neve o Cuore Immacolato di Maria

Favara-Festeggiata ieri  a S. Vito la Madonna della Neve–Santa Messa solenne nella Chiesa di S. Vito per Nostra Signora della Neve (in latino Sancta Maria ad Nives), che è il titolo più antico sotto cui dai cristiani viene invocata Maria, la fanciulla di Nazareth, prescelta da Dio per essere la madre di Gesù. Titolo principale a cui è dedicata a Favara anzitutto la Chiesa Parrocchiale di S. Vito
Un titolo che è legato a quello della Basilica che sorge sul colle Esquilino di Roma, che è il più antico santuario mariano dell’Occidente, eretta da papa Sisto III sul sito dell’antica basilica liberiana e intitolata alla Vergine, che il concilio di Efeso del 431, ha solennemente proclamato “Madre di Dio” .
Stamattina a Favara, nella solenne celebrazione animata con il canto da Gaetano di Rosa, l’assemblea liturgica ha seguito con attenzione l’omelia del celebrante, che, – a dimostrazione concreta che la fede poggia su dati concreti e storici – ha anzitutto attirato l’attenzione su date ed eventi precisi. A partire dal martirio del giovane siciliano S. Vito che è avvenuto nell’anno 303, durante l’ultima terribile persecuzione dell’imperatore Diocleziano. Alla cui morte nel 305 seguirono alcuni anni di sanguinose lotte per la successione all’impero. Lotte che si conclusero con l’affermazione come imperatore di Costantino. Il quale nel 313 emanò l’editto di Milano con cui diede la libertà di culto ai cristiani, che così poterono uscire dalle catacombe, iniziando a Roma a costruire alcuni luoghi di culto, cioè Chiese dedicate ai martiri.
Ed una di queste sul colle Esquilino, fu dedicata al giovane martire S. Vito la cui fama si era largamente diffusa anche fuori Italia. E, come sappiamo, nei secoli successivi la stessa Cattedrale di Praga, iniziata a costruire nel 1344, fu dedicata a questo martire siciliano.
I festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Neve vengono generalmente fatti coincidere con la memoria, fissata dalla liturgia il 5 agosto, della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, secondo l’indicazione del martirologio geronimiano. In tale giorno viene anche celebrato il ricordo del miracolo della nevicata che ha indicato nel sogno a Papa Liberio e contemporaneamente al nobile patrizio Giovanni nel 352, la fondazione dell’edificio sacro.
La nevicata del 4 agosto del 352, della quale Papa Liberio tracciava secondo la tradizione il perimetro preciso, fu ritenuta il prodigio che indicava il luogo, su cui intanto sorse subito dopo la prima Chiesa dedicata alla Madonna, chiamata perciò “Sancta Maria ad Nives”, nelle cui vicinanze, a qualche centinaio di metri sorgeva già una Chiesa dedicata al martire S. Vito.
Ed ecco il senso della celebrazione di stamattina a S. Vito, dove con una celebrazione solenne, in un’assemblea liturgica abbastanza partecipata, presente anche la stessa Sindaca Anna Alba, che ha guidato la preghiera dei fedeli, sono stati ricordati questi eventi storico-salvifici. Mentre la preghiera per la città e per i suoi numerosi problemi è stata proposta dal Coordinatore del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) Lillo Montaperto.

 

 

 

Non solo! tutto è stato inquadrato nelle discussioni teologiche del tempo e nel contesto dei Concili di Efeso del 325, di quello di Costantinopoli del 381 e quindi di quello di Efeso del 431, che sancì il dogma della divina maternità di Maria. Una definizione che spinse Papa Sisto III a costruire a Roma sul sito dell’antica basilica liberiana, l’attuale grande Basilica di Santa Maria Maggiore, tra il 432 ed il 435, per amplificare il messaggio teologico del Concilio di Efeso che aveva solennemente proclamato Maria “Madre di Dio” (o Theotókos).
La Chiesa parrocchiale dei S. Vito nell’antica scritta del 1812, quando è stata inaugurata la Chiesa, nel frontespizio porta la scritta “Ecclesia Ss. Mariae virginis ad Nives et sancti Viti”. E la divina maternità a Favara è stata vista e rappresentata con il simbolismo del cuore. Grande devozione perciò al CUORE IMMACOLATO di MARIA, che  altro non è che la Madonna della Neve.

Come si ricorderà nel 2012, con vari momenti celebrativi di carattere storico e liturgico, è stato festeggiato il bicentenario, con concessione da parte del Pontefice Benedetto XVI per i fedeli, in tanti giorni dell’anno, della possibilità di lucrare alle solite condizioni, l’indulgenza plenaria.
Memorabile la concelebrazione del giorno della festa di S. Vito, cioè il 15 giugno 2012; una concelebrazione presieduta dal nostro Pastore Cardinale don Franco Montenegro.

Diego Acquisto

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