San Pasquale Baylon, un santo da invocare pure contro il femminicidio

Si tratta di un Santo spagnolo, vissuto tra il 1540 ed il 1592,  che la liturgia cattolica propone oggi 17 maggio alla venerazione dei fedeli.

Nella Chiesa di S. Vito di Favara, dove si conserva una pregevole statua lignea, oggi per iniziativa del Consiglio Pastorale, esposizione del Ss. Sacramento, S. Rosario e S. MESSA con  canti, preghiere ed omelia  su aspetti della vita del Santo, innamorato dell’Eucaristia e patrono dei Congressi Eucaristici. A conclusione distribuzione di dolci e panini con la ricotta.

Fratello laico francescano, definito “serafino” ed anzi  “teologo” dell’Eucaristia,  S. PASQUALE è perciò proclamato patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici, sebbene di scarsa istruzione e cultura.

Ma  che  nella pietà popolare corrente soprattutto in Italia, probabilmente per un’assonanza con il suo cognome (“San Pasquale Baylonne, protettore delle donne”), viene comunemente  invocato in generale   dalle donne. Perché salvi e protegga le donne dalla violenza, ed aiuti le donne  nubili in cerca di marito a trovare il compagno davvero giusto della vita, con cui condividere nella fedeltà e nell’amore reciproci, le gioie e le prove della vita familiare

Un’invocazione particolare a San Pasquale nel contesto culturale della società di oggi, contro il cosiddetto femminicidio, cioè la violenza di genere anche tra coniugi: una piaga spaventosamente in aumento.

Perché la caratteristica principale degli  eccidi delle donne di cui spesso riferisce la cronaca,  è la loro alta presenza  in ambito familiare o all’interno di relazioni sentimentali, ponendo in  risalto il ruolo dell’autore che in genere è marito, compagno, o ex  familiare.

E San Pasquale, pur nella sua semplicità,  è  ritenuto un santo  protettore, anche nel complicato intreccio dei rapporti sentimentali e familiari.

Un Santo “pentecostale”,  non solo perché nato il 16 maggio e morto a 52 anni il 17 maggio – giorni che entrambi, nel 1540 (anno della nascita) e 1592 (anno della morte)  furono giorni di domenica di Pentecoste – ma soprattutto perché favorito da straordinari doni dello Spirito Santo, tra cui quello della sapienza infusa. Per cui anche se assai poco colto,  era costantemente richiesto per consiglio da tanti, anche illustri personaggi e su problemi delicati.

Alimentò e fece crescere nel suo cuore un amore immenso e sconfinato amore verso l’Autore e sorgente dell’Amore, cioè Gesù di Nazareth, Dio ed uomo ad un tempo, che ci ha lasciato la sua  misteriosa ma reale presenza nel sacramento dell’Eucaristia.

La sua appassionata devozione per l’Eucaristia ha ispirato nei secoli tanti artisti che nelle loro opere d’arte, in genere,  l’hanno sempre raffigurato, nell’atto di adorare il Santissimo Sacramento nell’ostensorio.

Umile  fraticello, sempre premuroso e benevolo verso tutti, ammesso alla vita religiosa francescana, San Pasquale prestò   i suoi servizi come pastore, portinaio e  cuoco del convento.

Mansione quest’ultima che gli ha procurato pure la devozione  dei cuochi e dei pasticcieri, perché secondo una tradizione largamente diffusa dalla Spagna in tutta Europa, sarebbe l’inventore  dello  zabaione, il cui nome deriverebbe proprio   dal suo.

Diego Acquisto

 

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