San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote e martire

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Notiziario di Telepace – sabato 14.08.2004

San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote e martire

servizio di don Diego Acquisto

Memoria liturgica oggi di San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire, nato in Polonia nel gennaio 1894 e morto ad Auschwitz, nel bunker della fame, il 14 agosto 1941 . La sua testimonianza illumina di luce pasquale l’orrido mondo dei lager nazisti, una delle pagine più nere della recente storia del secolo appena trascorso. San Massimiliano Maria Kolbe deportato ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, in uno slancio di carità offrì la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Giovanni Paolo II che nel 1982 lo ha definitivamente elevato alla gloria degli altari con la canonizzazione, dopo che Paolo VI nel 1971 lo aveva beatificato, lo ha chiamato “patrono del ‘900”, definito “difficile secolo”. Come si legge nel Messale Romano, la figura di San Massimiliano Maria Kolbe si pone al crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte. Sempre il Papa, durante la solenne cerimonia della canonizzazione ha detto che San Massimiliano Maria Kolbe con il suo martirio ha riportato “la vittoria mediante l’amore e la fede, in un luogo, quello tristemente famoso di Auschwitz , costruito per la negazione della fede in Dio e nell’uomo”.

Consacratosi giovanetto al Signore nella famiglia francescana dei Minori Conventuali, il giovane Massimiliano fi inviato a studiare a Roma, dove si laureò in filosofia all’Università Gregoriana e in teologia al Collegio Serafico, venendo ordinato sacerdote il 28 aprile 1918. Allo spirito francescano unì un grande amore per la Madonna, fondando non ancora sacerdote, con il permesso dei superiori, la “Milizia dell’Immacolata”, associazione religiosa per la conversione di tutti gli uomini per mezzo di Maria. Animato dall’ ardente desiderio di espandere il suo Movimento mariano oltre i confini polacchi, fondò un giornale, “Il Cavaliere dell’Immacolata” , che nel giro di pochi anni, raggiunse la tiratura di milioni di copie, ed a cui si aggiunsero poi altri sette periodici. Nel periodo più oscuro del secolo scorso, quando imperversavano e trionfavano in Europa, totalitarismi di destra e di sinistra, egli profetizzò che la Madonna avrebbe vinto e lo stesso Cremlino, simbolo del potere sovietico stalinista, sarebbe stato conquistato da Maria.

Il 28 maggio 1941, P. Massimiliano arrestato dai nazisti, fu trasferito ad Auschwitz; fu messo insieme agli ebrei perché sacerdote, con il numero 16670 e addetto ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio.

La sua dignità di sacerdote e uomo retto primeggiava fra i prigionieri, un testimone disse: “Kolbe era un principe in mezzo a noi”. Alla fine di luglio fu trasferito al Blocco 14, dove i prigionieri erano addetti alla mietitura nei campi; uno di loro riuscì a fuggire e secondo l’inesorabile legge del campo, dieci prigionieri vennero destinati al bunker della morte. Eroicamente chiese di morire al posto di uno dei dieci, un padre di famiglia che poi sarà presente alla sua canonizzazione.

Una figura luminosa e profetica quella di S. Massimiliano Kolbe, che nel calendario molto opportunamente cade alla vigilia della solennità della Madonna Assunta, che glorificata subito nell’anima e nel corpo, dopo la conclusione della sua vita sulla terra, richiama tutti al traguardo di gloria a cui siamo destinati,

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