S. FRANCESCO d’ASSISI

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Notiziario di Telepace

lunedì 04.10.2004

 

S. FRANCESCO d’ASSISI

servizio di don Diego Acquisto

 

Festeggiato dovunque oggi, in tutti i paesi della nostra diocesi, S. Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, come pure degli ecologisti di tutto il mondo. S. Francesco un ricco che è diventato povero ma nello stesso tempo un povero che è diventato ricco, un santo sicuramente molto amato e venerato in tutto il mondo, e anche dalle nostre parti, dove numerosissime sono le tracce della devozione e della presenza francescana . Ed è davvero sorprendente verificare nei nostri paesi, come San Francesco sia vivo tra la fede e l’affetto della gente e come il suo fascino non conosca limiti, né tanto meno l’usura del tempo.

Un Santo, S. Francesco, che continua a trasmettere ancora al mondo, distratto e inquieto, l’amore per il Crocifisso, l’attenzione per i poveri, lo stupore per il creato, il rispetto per gli animali e per l’ambiente.

Nato ad Assisi nel 1182, da un ricco mercante di panni, Pietro Bernardone, da una vita giovanile spensierata e mondana, in seguito ad un’esperienza traumatica come quella della guerra di Assisi contro Perugia, e della conseguente prigionia sofferta per più di un anno, ritornato ad Assisi, si converte al Vangelo e lo vive con radicale coerenza, in povertà e letizia, seguendo il Cristo umile, povero e casto, secondo lo spirito delle beatitudini. All’inizio della vocazione, il Crocifisso di San Damiano aveva chiesto a Francesco di restaurare la sua Chiesa. E non si trattava di un semplice restauro fisico come in un primo momento il giovane Francesco aveva creduto, ma di un restauro spirituale, con una testimonianza dirompente di povertà e di semplicità.

Insieme ai primi fratelli che lo seguirono, attratti dalla forza del suo esempio, predicò per tutte le contrade di Assisi l’amore per la povertà e la semplicità di vita, contribuendo al rinnovamento della Chiesa. Innamorato del Cristo, incentrò nella contemplazione del Presepe e del Calvario la sua esperienza spirituale. In contemplazione davanti al Crocifisso ricevette il dono delle stimmate e portò così nel suo corpo i segni della Passione. In lui come nei più grandi mistici si reintegrò l’armonia con il cosmo, di cui si fece interprete nel famoso Cantico delle creature, che, stremato nelle forze, dalle fatiche e dalle malattie, volle intonare nell’orticello di S. Damiano, prima di farsi trasportare alla Porziuncola, nella zona di S. Maria degli Angeli , dove è spirato alle sette di sera del 3 ottobre del 1226, in un’ora che liturgicamente appartiene al 4 ottobre, giorno in cui perciò è fissata la sua festa. Ispiratore e padre delle tantissime famiglie religiose maschili e femminili che da lui prendono il nome, non c’è dubbio che Francesco di Assisi è il personaggio più celebre di tutta l’agiografia cristiana: noto, ammirato e amato in tutto il mondo, anche in ambienti assai lontani dalla Chiesa cattolica.

A lui si sono ispirati letterati di tutte le tendenze, artisti di tutte le scuole, storici di qualsiasi impostazione; uomini politici e addirittura rivoluzionari, che hanno visto in lui un apostolo della contestazione non violenta, un precursore dell’opposizione contro il materialismo e il consumismo.

Perfino molte ribellioni, da quella medievale dei ” Fraticelli ” a quelle più recenti o recentissime degli hippies o di altri gruppi, si sono rifatte, più o meno esplicitamente a lui, Francesco di Pietro Bernardone, Poverello di Assisi, amante riamato di Madonna Povertà, santo della rinunzia e cantore della ” perfetta letizia “.

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