Presentazione del Signore

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Notiziario di Telepace –  lunedì 02.02.2004

Presentazione del Signore

servizio di don Diego Acquisto

Festa delle luci, quella che celebra oggi la Chiesa nella liturgia con la Presentazione del Signore, una festa molto radicata nella fede della Chiesa, una festa che chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. Una festa con suggestivi, anche se discutibili, risvolti devozionali, per via della benedizione delle candele, che, soprattutto in alcune zone del sud d’Italia, è ancora usanza custodire in casa ed accendere in caso di temporali, per allontanare il pericolo dei fulmini. A livello di pietà popolare la sottolineatura in passato era tutta tesa ad evidenziare il ruolo di Maria, della quale si celebrava la purificazione. Ed in passato era chiamata proprio festa della Purificazione della. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della Sacra Famiglia, narrato al capitolo II° del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione.

Solo da poco tempo, dopo la riforma liturgica, si è voluto recuperare il vero senso cristologico, il cui significato è espresso nelle parole del Prefazio della Messa, in cui si dice “Il tuo unico Figlio, generato nei secoli eterni, presentato oggi al Tempio, è proclamato dallo Spirito Santo gloria d’Israele e luce dei popoli”. Il Signore entra nel suo Tempio e con il suo apparire irrompe nella storia e nel tempo, perché ormai questo popolo gli possa appartenere, nell’obbedienza del cuore e della fede. Gli orizzonti si aprono alla speranza ed alla salvezza, che solo il sacrificio di Cristo potrà realizzare, in tutta la sua pienezza. Intanto, l’offerta di Gesù al Padre, compiuta nel Tempio, prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce.

L’ atto di obbedienza a un rito legale, al compimento del quale né Gesù né Maria erano tenuti, costituisce pure una lezione di umiltà, a coronamento dell’annuale meditazione sul grande mistero natalizio, in cui il Figlio di Dio e la sua divina Madre ci si presentano nella cornice del presepio, vale a dire nell’estrema povertà dei baraccati, nella precaria esistenza degli sfollati e dei perseguitati.

L’incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l’aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: “Una spada ti trafiggerà l’anima”: Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio.

Nella vita ecclesiale, l’importanza di questa festa liturgica viene sottolineata con la celebrazione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

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