Possibile anche la candidatura di Margherita La Rocca Ruvolo come sindaco di Agrigento

Il capoluogo di provincia, alla scadenza naturale che è la prossima primavera, si prepara alle elezioni amministrative per rinnovare il Consiglio Comunale ed eleggere un nuovo Sindaco, oppure confermare il Sindaco Firetto, qualora – come si dice – lo stesso dovesse decidere di riproporsi per i prossimi cinque anni.

Ricordiamo che nella primavera del 2015, Lillo Firetto, allora deputato regionale eletto nelle liste dell’UDC, e sostenuto quindi da questo Partito, oltre che dal Nuovo Centrodestra di Alfano, anche da diverse liste Civiche e dallo stesso PD, smentendo le previsioni di non pochi, risultò eletto al primo turno, e quindi senza la necessità di andare al ballottaggio, affermandosi nettamente sugli altri sei candidati, tutte persone di grande spessore umano, culturale e politico.

Questa nostra testata, che aveva seguito – (come intende fare sin d’adesso) – con grande attenzione tutte le problematiche relative alla scelta elettorale, dando voce a tutti, con un’informazione serena ed obiettiva, formulava allora subito i migliori auguri di buon lavoro.

Un impegno, quello di seguire con attenzione le problematiche, che rinnoviamo adesso, sin da ora, mentre già in questi giorni si propongono nomi e si annunciano alleanze e strategie, auspicando che tutto si svolga con serenità, col lo scopo di puntare unicamente al bene della città, evitando perciò dannose asprezze e sterili polemiche.

Cose tutte che ogni popolo deve praticare , come già pare che abbia da qualche tempo iniziato a fare anche il popolo agrigentino ! E lo faceva notare lo stesso Firetto appena eletto, quando osservava che con la sua elezione era cambiata “quella naturale tendenza agrigentina, storicamente pessimista, secondo cui ad Agrigento nulla si pensava potesse cambiare”.

Tra i tanti nomi che ogni giorno balzano all’onore della cronaca in questo periodo di non immediata preparazione, a parte quello di Firetto, -(di cui già gli agrigentini conoscono tutto e che giudicheranno nel caso in cui si ripresenterà per il secondo mandato) – il nome che forse suscita più interesse e simpatia è quello di una donna.

Intanto perché si fa osservare che anche Agrigento, dopo i tantissimi anni, precisamente 74, … ed in effetti cioè da sempre, da quando è iniziata la vita repubblicana,… a guidare la macchina amministrativa sono stati sempre e solo uomini. Adesso la guida di una donna sarebbe davvero una novità assoluta.

Per la verità quando nel marzo 1993 con la nuova legge regionale, si concesse al popolo di potere scegliere direttamente il Sindaco, in Agrigento-città al ballottaggio arrivò una donna, che però fu sconfitta da un uomo, di cui anche in questi giorni si fa pure il nome, come di uno dei possibili candidati a sindaco nella prossima competizione.

Dicevano di un nome femminile che – ci sembra – attiri consenso e simpatia. Si tratta dell’on. Margherita La Rocca Ruvolo, attuale deputato regionale alla sua seconda esperienza, sposata col prof. Giovanni Ruvolo, mamma di due splendide ragazze, in atto anche sindaca di Montevago e presidente della Commissione Regionale della Commissione Sanità. Una donna, con grinta e tanta preparazione culturale, in campo psicologico, sociologico e teologico, sicuramente non sgradita alla Curia Agrigentina che non può dimenticare il suo impegno a seguire, sempre con coraggio, grinta e  senza tentennamenti, l’iter burocratico per i lavori necessari alla riapertura della Cattedrale.

Ex insegnante di religione, una donna che tanta stampa, nelle ultime elezioni regionali dell’autunno del 2017, descriveva come “la donna politicamente più corteggiata in Sicilia”, per i consensi che riusciva ad ottenere.

Da sempre impegnata nel volontariato, tra l’altro, con l’associazione on-lus “A cuore aperto” che presta preziosi servizi sanitari, anche in favore dei paesi africani e segnatamente nella Missione di Ipogolo, villaggio del centro sud della Tanzania, dove più volte all’anno i coniugi Ruvolo-La Rocca si recano, con un crescente numero di volontari qualificati.

Mi viene proprio da dire che nelle prossime elezioni amministrative, per gli agrigentini – nel caso in cui non si voglia riconfermare Lillo Firetto che eventualmente dovesse decidere di riproporsi –  è arrivato il momento di usare il buon senso.

Proprio così, usare il buon senso, dopo che già, su nomi ed alleanze ufficiali e sottobanco, se ne incominciano a sentire ancora di tutti i colori.

Ricordiamo che la volta scorsa si è arrivati pure ad ipotizzare come sindaco per Agrigento, l’arcivescovo-cardinale don Franco Montenegro.

Intanto ricordiamo tutti il grande valore dell’impegno socio-politico nella spiritualità cristiana, che è quella dell’incarnazione.

Il Sindaco Firetto si riprometteva all’inizio di partire dalla necessità di far gustare la gioia del lavoro disinteressato per il bene comune, impegnandosi anzitutto nella routine delle cose più facili e semplici. “per ripristinare l’ordinario in città, in termini di pulizia, decoro urbano, manutenzione”, “per passare a fermare il pauroso allargarsi della povertà e dei disservizi”. E via via contestualmente passare poi al resto. Gli Agrigentini potranno giudicare.

E nel caso negativo, accogliere il contributo che viene da un altro Comune, questa volta non vicino come Porto Empedocle, ma davvero della periferia agrigentina, cioè da Montevago. Che mette a disposizione una donna , come l’on. Margherita La Rocca Ruvolo, che già ha dato tante  prove di notevoli capacità e coraggio, nell’affrontare le sfide sul tappetto del terreno in cui è stata chiamata d operare.

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