PIANO PASTORALE DIOCESANO 2004-2005

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Notiziario di Telepace – venerdì 17.9.2004

PIANO PASTORALE DIOCESANO 2004-2005

servizio di don Diego Acquisto

“In un mondo che cambia, talvolta smarrito nell’indifferenza e pur tuttavia sempre in attesa di buoni samaritani, la missione della Chiesa, proposta nel Piano Pastorale, resta sempre un segno di novità e un messaggio di speranza”.

Si conclude così, in un’ottica di novità e di speranza, la presentazione dell’Arcivescovo del Piano Pastorale Diocesano 2004-2005, che in questi giorni viene largamente distribuito alle varie Comunità parrocchiali, perché possa essere oggetto di riflessione da parte dei vari operatori pastorali, laici, religiosi, diaconi permanenti e Presbiteri.

Piano Pastorale che quest’anno – come precisa l’Arcivescovo – si avvale della ricchezza della Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana: “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia” . Piano Pastorale che quest’anno sarà concretamente vissuto nelle sue varie fasi, attorno all’Eucarestia, avendo il Papa indetto, a partire dal prossimo 10 ottobre, l’Anno Eucaristico.

E mons. Ferraro, a tal proposito, fa osservare che tale proclamazione da parte del Papa, ci consente di recuperare nella nostra diocesi, a poco più di appena un anno di distanza, tutte le esperienze già fatte nell’Anno del Congresso Eucaristico Diocesano, con le varie iniziative collegate alla Staffetta Eucaristica, oltre alla possibilità di approfondire la catechesi sul “Giorno del Signore” e di rivedere la prassi della catechesi eucaristica, sia per i fanciulli, sia per i cresimandi, sia per i nubendi, sia per le famiglie, la cui missione educativa è insostituibile. Non solo. Ci si propone di prestare una particolare attenzione alle varie espressioni di pietà popolare, che soprattutto nelle feste religiose costituiscono la manifestazione pubblica della fede. E su questo versante sembra davvero che lavoro ce ne sia da fare un bel po’ in tutti i paesi della diocesi, a partire dal capoluogo, dove è difficile dimenticare, soprattutto dopo quello che è successo quest’anno, nel luglio scorso, i problemi collegati con la venerazione di S. Calogero. Come è stato altre volte autorevolmente ribadito, il PPD “non cambia ogni anno, ma focalizza delle mete, prima non raggiunte”. Si tratta sostanzialmente allora, in questo nuovo anno pastorale, di proseguire il cammino iniziato negli anni precedenti, e di passare – come viene proposto – dall’ascolto alla comunione. Un traguardo questo della comunione, abbastanza ambizioso ed impegnativo, perché la comunione è anzitutto dono di Dio, e comporta poi un sincero sforzo umano da parte di tutti i soggetti interessati, nessuno dei quali mai deve sentire di possederne il monopolio, pena la sua negazione alla radice. Un processo, quello della comunione che da tutti richiede di essere umilmente servito, non a parole, ma con gesti concreti e nella routine quotidiana, senza retorica e nell’anonimato, senza preconcetti e con la più grande disponibilità ad una continua conversione. Comunione che d’altronde ha bisogno di essere approfondita nella sua valenza teologica e di prassi pastorale, affrontando senza infingimenti le normali tensioni relazionali, sfuggendo al rischio della superficialità e dei luoghi comuni. E l’impegno di costruire la comunione non può mai prescindere dall’ascolto del Vangelo che “investe tutto il campo della vita privata e sociale” e costituisce oggi una vera e propria urgenza, “nel contesto – come scriveva Mons. Ferraro qualche tempo fa – di fenomeni spirituali di decadenza interiore, come l’indifferenza del cuore, il relativismo morale, le trappole del trasgressivismo, le nuove forme di schiavitù, dipendenza, depressione, disperazione”.

Il Piano Pastorale 2004-2005 poi, nella continuità con quanto programmato negli anni precedenti, contiene oltre alla presentazione dell’Arcivescovo, anche una presentazione del Vicario Generale, mons. Salvatore Muratore e del Vicario Episcopale, Don Mimmo Zambito.

Nelle linee generali, ci sembra che il Piano Pastorale Diocesano solleciti la continuazione di tutte le varie attività iniziate negli anni precedenti e fruttuosamente collaudate dai diversi Uffici Diocesani della Curia, , ma non manca qualche significativa precisazione, unitamente a qualche proposta davvero innovativa, come ad esempio, quando si dice che l’Ufficio Stampa della Curia Arcivescovile non coincide con la figura di portavoce dell’Arcivescovo ; della quale figura l’Ufficio non solo auspica la costituzione, ma tiene a precisare di volersi attivare affinché “si arrivi al più presto a designarne la figura”. Una novità questa, della figura del portavoce dell’Arcivescovo, che, appena attuata, sicuramente non mancherà di incidere nel panorama mediatico agrigentino.

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