PARROCCHIA RIPENSATA

50

Notiziario di Telepace

mercoledì 29.10.2003

PARROCCHIA RIPENSATA

servizio di don Diego Acquisto

La Parrocchia italiana continua ad essere al centro di un dibattito culturale, vivace ed articolato, in vista di importanti decisioni che potranno essere prese dai Vescovi, in occasione della loro Assemblea Generale del  prossimo maggio.

“E’ finita la parrocchia che si sovrapponeva alla società civile”, ma non quella che “dà a tutti la possibilità di accedere alla fede”, anche mostrando che “la vocazione cristiana non comporta l’abbandono della professione, della famiglia, del lavoro, del proprio status sociale”. Ne è convinto Franco Giulio Brambilla , della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, intervenuto al seminario sul tema “Ripensare la parrocchia”, organizzato, nei giorni scorsi, dal Servizio Cei per il progetto culturale in vista dell’Assemblea straordinaria dei Vescovi in programma ad Assisi, dal 17 al 20 novembre. E l’interrogativo che si è posto l’illustre pastoralista, che sull’argomento Parrocchia ha diverse ed apprezzate pubblicazioni, è quello dell’”appartenenza” o della “scelta”. Perché “quando ognuno stabilisce un rapporto pratico con la fede, senza la richiesta di ulteriori appartenenze, ritrova la parrocchia”. “Il credente trova la comunità parrocchiale ancora oggi persuasiva per una serie di momenti che costituiscono la trama della sua esperienza: per i sacramenti dei figli, per la scuola materna, per il gruppo giovanile accogliente, per la scuola privata sicura, per un percorso di approfondimento di fede o un cammino culturale, per l’animazione della terza età, per i momenti di sofferenza e per la vicinanza nell’evento della morte”. Nello stesso tempo, però la parrocchia “sembra oggi incapace di rispondere ai nuovi fenomeni civili di mobilità, di appartenenza debole, di urbanesimo industriale” e “sembra avviarsi ad una modalità di presenza sul territorio che si prospetta come una galassia di piccole comunità selettive ed elettive”, in base alla quale “ognuno sceglie la comunità nella quale percorrere un tratto della propria esperienza cristiana”.

Per reagire a questa tendenza, – è la tesi del prof. Brambilla, – bisogna superare “l’immagine della parrocchia identificata con il Parroco, autonoma e autosufficiente”, per valorizzare invece la Parrocchia come luogo in cui “operare la saldatura tra fede cristiana e condizioni della vita civile quotidiana”, partendo da un “nuovo” concetto di territorio, dove la Parrocchia deve continuare ad essere percepita dalla gente comune come la ‘casa di tutti, luogo in cui tutti quasi istintivamente  sentono di potersi trovarsi a loro agio, pur a diversi livelli di appartenenza alla fede e alla Chiesa. Una parrocchia insomma che, evitando ogni scelta élitaria, sappia accompagnare le persone dentro questa diversità interiore.

I commenti sono chiusi.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More