PARITÀ SCOLASTICA

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Notiziario di Telepace

giovedì 06.11.2003

PARITÀ SCOLASTICA

servizio di don Diego Acquisto

E’ urgente “procedere verso il traguardo definitivo della effettiva parità scolastica che garantisca libertà di scelta ai genitori”: a ribadirlo, in una nota stilata a conclusione del convegno nazionale che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, è la Federazione istituti delle attività educative, la Fidae. Alla vigilia del dibattito parlamentare per la Finanziaria 2003, la Fidae, portavoce delle circa tremila scuole cattoliche primarie e secondarie presenti nel nostro Paese, afferma che per “garantire la libertà di scelta dei genitori per il percorso formativo dei figli senza discriminazioni di carattere giuridico o economico nel sistema nazionale di istruzione” è necessario “consolidare quanto già raggiunto sul piano giuridico” con “la effettiva parità economica”.

Un “traguardo civile da decenni raggiunto nei Paesi dell’Unione europea e in quasi tutti quelli dell’Europa orientale: il finanziamento pubblico per il pubblico servizio dell’istruzione, che viene effettuato – precisa la nota – non solo per le scuole statali, ma anche per le scuole paritarie”. Rinnovando l’appello “a valorizzare le potenzialità educative del mondo cattolico con la piena e concreta realizzazione della parità scolastica”, ripetuto in varie circostanze dal presidente della Cei, card. Camillo Ruini, la Fidae attende un segnale “nella prossima legge finanziaria” ed indica ai legislatori come “strumento adeguato”, la “dotazione finanziaria alle scuole paritarie in base al numero degli alunni”.

Come si vede i problemi della scuola non statale vengono ancora alla ribalta della cronaca e giustamente l’opinione pubblica si chiede perché mai per l’Italia sia un passo così difficile e travagliato, allinearsi alla cultura dei paesi europei di più avanzata democrazia, in cui non ha senso un monopolio dello Stato sul delicato tema della formazione dei suoi cittadini.

Come è noto, in Italia, dopo 50 e più anni di dibattiti e lacerazioni ideologiche, finalmente la parità scolastica delle scuole statali e non statali, – che tutte svolgono un servizio pubblico – è stata formalmente riconosciuta. Ma si stenta ancora a rendere effettiva questa parità, non stanziando per le scuole non statali le risorse finanziarie adeguate, in rapporto al servizio che prestano alle famiglie. In questo senso, dobbiamo riconoscere che la Sicilia è in qualche modo all’avanguardia, anche se dall’esperienza del bonus alle famiglie, forse qualche correttivo bisogna apportarlo, se non altro per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, che deve garantire una efficiente, equa e tempestiva assegnazione degli aiuti economici a tutte le famiglie che scelgono per i figli la scuola non statale, specie se meno abbienti.

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