OSPEDALE di CANICATTI’

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martedì 14.1.2003

OSPEDALE di CANICATTI’

servizio di don Diego Acquisto

Cresce in provincia il malumore contro i disservizi nel delicato settore della sanità e segnatamente per le strutture ospedaliere, giudicate inadeguate e comunque non in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, costretti a cercare altrove, in altre parti della Sicilia, la possibilità di cure affidabili, o addirittura ad intraprendere il cosiddetto viaggio della speranza, al Nord Italia o all’estero. La cronaca ha registrato, nei giorni scorsi lamentele per taluni reparti dell’Ospedale di Agrigento e di Licata, di Ribera e di Sciacca. Oggi, la cronaca dà risalto ad una protesta, piuttosto vivace che si prepara ad esplodere nei prossimi giorni, a Canicattì, dove per rendere più efficiente e funzionale l’Ospedale “Barone Lombardo”, si è costituito un apposito Comitato di cittadini, decisi ad andare sino in fondo, dopo lunghi anni di attesa e di pazienza. Un Comitato per sollecitare il Governo Regionale ad intervenire e porre finalmente termine ad una lunga serie di ritardi e di inadempienze, che non sono più tollerabili. Una struttura nuova, quella dell’Ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì, che dovrebbe potere soddisfare a tutte le esigenze del comprensorio, di oltre 100.000 abitanti, ma che invece per tanti aspetti lascia a desiderare, perché ancora non si è provveduto ad aprire alcuni reparti fondamentali come quello della Rianimazione, dell’Ortopedia, dell’Urologia, o che possiede un reparto di Cardiologia, molto limitato dalla mancanza di posti letto, e che avrebbe pure urgente bisogno di un reparto di neonatologia, visto il notevole aumento di nascite che negli ultimi anni si è registrato. Incredibilmente e inspiegabilmente poi, l’Ospedale “Barone Lombardo” non è dotato di una sala operatoria, di risonanza magnetica e non ha le attrezzature necessarie per diagnosticare, in tempi brevi, alcune malattie. Così, i pazienti sono costretti ad una penosa Via Crucis in altri ospedali, o per esempio a lasciarsi trasportare con l’ elisoccorso quando si tratta di infarto. Nella protesta dei cittadini, di Canicattì e del suo hinterland, non è in discussione la professionalità e lo spirito di sacrificio del personale medico e paramedico, ma solo la mancanza di progettualità dei politici, incapaci di realizzare nel migliore dei modi quanto è di loro competenza, magari intervenendo, se necessario, con energia contro una burocrazia lenta ed inefficiente, responsabile talvolta di insabbiare e rimandare alle calende greche, opere urgenti ed indispensabili.

Il Comitato di cittadini che si è costituito a Canicattì ha pensato, tra gli altri, di rivolgersi pure all’Arcivescovo mons. Carmelo Ferraro, che della pastorale sanitaria ha fatto un impegno prioritario del suo servizio episcopale, denunciando inadempienze a tutti i livelli, senza guardare in faccia nessuno, unicamente preoccupato di assicurare un migliore servizio a chi è in situazione di debolezza con la malattia.

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