OGGI su Radio RF 101–lun.07.6.2021—Senza natalità non c’è futuro: le famiglie sono l’Italia.

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Lo ha detto Papa Francesco: senza natalità non c’è futuro. Se la famiglia riparte, riparte tutto….questo in estrema sintesi il messaggio che Papa  Francesco ha voluto lanciare   nei giorni scorsi , partecipando  agli Stati Generali della Natalità promossi dal Forum delle Associazioni familiari… un Forum che riunisce un insieme di associazioni e di sigle che  hanno comi principale impegno quello di attenzionare le problematiche familiari, a partire dalla nascita dei figli…..… il Papa, ben consapevole dei problemi delle famiglie, rivolgendosi ai numerosi partecipanti  si è introdotto  col dire: “Grazie”. “Grazie a ciascuno di voi e a quanti credono nella vita umana e nell’avvenire. A volte vi sembrerà di gridare nel deserto, di lottare contro i mulini a vento. Ma andate avanti, non arrendetevi, perché è bello sognare il bene e costruire il futuro. E senza natalità non c’è futuro”. E’ un ringraziamento accorato quello con cui Papa Francesco ha concluso il suo intervento in apertura dei lavori degli Stati Generali della Natalità, promosso – ripeto – dal Forum delle Associazioni familiari nell’Auditorium della Conciliazione e dedicato al destino demografico dell’Italia e del mondo.

Un grazie accompagnato dal plauso per l’assegno unico per ogni figlio approvato recentemente dal Parlamento italiano. Come ormai è ufficiale il  premier Mario Draghi ha annunciato che , a partire da luglio 2021,  ci sarà l’assegno unico per le famiglie. Un assegno unico ed universale  che comunque completamente, pur iniziando dal prossimo mese – per quello che ne so io –  partirà a regime da gennaio 2022, iniziando però  il percorso dal primo luglio prossimo. Pare che questa volta le cose siano  in qualche  modo semplificate….comunque è bene che i genitori  anche attraverso i vari Patronati – se necessario  seguano  bene la normativa e si avvantaggino del contributo statale……

Per quanto ne sappiamo noi l’assegno spetta a tutti i genitori dipendenti, autonomi o incapienti che hanno un figlio a carico di età fino a 21 anni. L’importo avrà un valore massimo di 250 euro, con una parte fissa e una variabile che sarà legata al reddito complessivo della famiglia. Sono anche previste una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento compreso tra il 30 e il 50% in caso di figli disabili.

È possibile fare richiesta dal settimo mese di gravidanza, e si potrà continuare a richiedere fino al compimento dei 18 anni del figlio; dopodiché sarà quest’ultimo, se iscritto all’università, a un corso professionale, oppure se svolge un tirocinio o il servizio civile o ancora se svolge un lavoro a basso reddito, a poter ricevere la somma spettante fino al compimento dei 21 anni in modo da favorire l’autonomia dei più giovani.

Il Pontefice nel suo intervento ha tenuto più volte a ribadire che il “tema urgente della natalità” è “basilare per invertire la tendenza e rimettere in moto l’Italia a partire dalla vita, a partire dall’essere umano…… citando anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che  ha definito la questione della natalità come “il punto di riferimento più critico di questa stagione”, dicendo che “le famiglie non sono il tessuto connettivo dell’Italia, ma “le famiglie sono l’Italia”.—Perché il futuro sia buono, occorre dunque prendersi cura delle famiglie, in particolare di quelle giovani, assalite da preoccupazioni che rischiano di paralizzarne i progetti di vita”. Con un pensiero particolare  del Papa – fate attenzione alle parole precise  – “alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia”, per timore – aggiungo io di perdere il lavoro – .

“Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”. —“La vita è il primo dono che ciascuno ha ricevuto”, ha ricordato il Papa. E “un figlio è il dono più grande per tutti e viene prima di tutto”. Oggi però “abbiamo dimenticato il primato del dono – il primato del dono! –, codice sorgente del vivere comune”. E questo è avvenuto soprattutto nelle società “più agiate, più consumiste”. —-Di qui l’invito “a ritrovare il coraggio di donare, il coraggio di scegliere la vita”. “Dov’è il nostro tesoro, il tesoro della nostra società? – ha incalzato il Papa – Nei figli o nelle finanze? Che cosa ci attrae, la famiglia o il fatturato? Ci dev’essere il coraggio di scegliere che cosa viene prima, perché lì si legherà il cuore”.—Il secondo pensiero offerto dal Papa ha riguardato il termine sostenibilità, “parola-chiave per costruire un mondo migliore”. Sostenibilità “economica, tecnologica e ambientale e così via”, ma anche “sostenibilità generazionale”, perché “non saremo in grado di alimentare la produzione e di custodire l’ambiente se non saremo attenti alle famiglie e ai figli”. La sostenibilità poi “fa rima con responsabilità”. E questo è “il tempo della responsabilità per far fiorire la società”.

E con quest’ultimo pensiero….. responsabilità per far fiorire la società…..un saluto a tutti ed auguri di buona settimana da parte mia, don Diego Acquisto e per la parte tecnica da Lillo D‘Anna

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