Non ci sono due Papi-Anche se vestito di bianco,  si tratta del card. Ratzinger

Nella Chiesa non ci possono essere e non ci sono mai due Papi. A me pare che questa debba essere la prima osservazione a margine di tutti i pareri e commenti che vengono espressi in questi giorni dopo la pubblicazione del libro “Dal profondo dei nostri cuori” da parte  del guineano card. Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti  e del “papa emerito”.

Un’espressione quest’ultima  che dà adito a qualche equivoco, perché teologicamente e giuridicamente parlando,  dopo le dimissioni, in realtà, anche se vestito di bianco,  si tratta di un Cardinale, in questo  caso  del card. Ratzinger, il quale a suo tempo ha tenuto espressamente,   subito  a sottolineare che sarebbe stato il primo a professare obbedienza al Papa, che tramite il Conclave lo Spirito avrebbe donato alla Chiesa.

Personalmente ho sempre ammirato e mi ha fatto molto riflettere il coraggio, frutto sicuramente di un dono particolarissimo dello Spirito,  e quindi davvero eccezionale che ha avuto Papa Benedetto. Il quale valutando le sue condizioni personali e  fisiche “coram Domino”, davanti al Signore, ha compreso essere suo dovere di coscienza rassegnare le dimissioni, unicamente per il bene della Chiesa. Così Papa Beneetto XVI, dopo avere iniziato il servizio petrino alla Chiesa  il 19 aprile 2005, lo ha concluso, per sua liberissima decisione, il 28 febbraio 2013.

E lo Spirito ha regalato alla Chiesa un Papa dal taglio e  dalla statura spirituale ed umana come Papa Francesco, che ascolta e fa tesoro di tutte le opinioni, rispettando quanti sentono  il dovere di parlare, ma contemporaneamente poi  non si sottrae al dovere di decidere, in un senso o in un altro,  con lo stesso coraggio che ha avuto il suo predecessore.

All’affermazione che abbiamo più volte sentito ripetere, da parte dei due  grandi uomini di Chiesa, che hanno scritto “Non possiamo tacere”, sicuramente non sta a noi entrare nel merito e spiegare quello che hanno voluto dire e che comunque hanno detto, con quella libertà di spirito che deve essere considerata un dono per tutti.

Da precisare pure quello che sul libro si è poi appreso… che  cioè il “papa emerito” si è sottratto alla titolarità del libro, anche se, contestualmente  lo stesso ha pure affermato che nel libro  ci sono pagine effettivamente scritte da Lui.

La Chiesa è il “Popolo di Dio”, “nuovo Israele”,  una “societas” comunque ordinata e  strutturata in  forma gerarchica per volontà del suo divino fondatore.  Così  è stata sin dall’inizio, con gli  Apostoli ed i  Padri apostolici, tra i quali non sono mai mancate diverse sensibilità e anche differenti opinioni. Anche questa una grande ricchezza per la Chiesa, ieri come oggi.

Il valore del celibato, che è materia non dottrinale ma disciplinare , si è affermato soprattutto nel secondo millennio,  come  un grande dono che Dio, gradualmente, ha  fatto alla Chiesa.

Come è noto, Papa Benedetto XVI,  ha dato le  disposizioni che sappiamo in deroga alla legge del celibato, per i gruppi di anglicani che chiedevano pressantemente di volere entrare in comunione con Roma,  con  il Motu proprio del 4 novembre 2009,  “Anglicanorum coetibus” . E da più parti è stato ricordato che , come è noto,  l’eccezione serve per confermare  la regola.

Papa Francesco per quanto riguarda l’Ammazzonia, dopo il Sinodo che si è celebrato e dopo  tutte le discussioni che ne sono seguite, pure ancora in corso con l’ultimo libro dei due  autorevolissimi uomini di Chiesa, farà conoscere le sue decisioni che prenderà in assoluta libertà .

Se dovesse decidere  per  un’eccezione per l’Amazzonia, nessuno si potrebbe scandalizzare. Del resto si parla  unicamente  di  “viri probati uxorati”, cioè  di uomini sposati e di retta vita, già con  una certa età che hanno dimostrato solida formazione umana, spirituale e  familiare. In pratica proprio in sintonia con il pensiero ratzingeriano sugli anglicani.

Ed a mio giudizio, sicuramente, se Papa Francesco dovesse decidere per  questa eccezione sull’Amazonia,  il primo a professare pubblicamente obbedienza sarà il card. Ratzinger……a cui seguirà anche quello del card. Sarah.

I problemi ci sono,  ci sono sempre  stati nella Chiesa;  in altri periodi  ce ne sono stati anche di molto più gravi……

La serenità,  la luce e forza dello Spirito  daranno a  Papa Francesco il coraggio per la decisione migliore.

E sarà davvero il caso i dire: “Petrus  locutus est per  Franciscum”. Ossia   “Roma locuta, causa finita”.

  Diego Acquisto

 18-1-2020

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