Nel saluto “pace e bene” sintetizzato il messaggio della spiritualità francescana

Attualità del messaggio di S. Francesco sintetizzato nel saluto “Pace e bene”.   E  quest’anno la ricorrenza di S. Francesco d’Assisi (1181-1226), patrono d’Italia, liturgicamente iniziata ieri sera con i primi vespri,  ha visto Papa Francesco, il primo Papa della storia che ha scelto questo nome, pellegrino ad Assisi e sulla toma del “poverello” firmare la sua terza enciclica “Fratelli tutti”.

Un’enciclica che riallacciandosi alle ultime ammonizioni di S. Francesco, già nel titolo è una sollecitazione forte, non solo alla fraternità di tutti gli uomini senza distinzione alcuna,  di razza o colore della pelle, ma anche con il creato, con la natura, troppo spesso dall’uomo non rispettata, anzi violentata con le conseguenze ben note.  Insomma una fraternità cosmica quella indicata da Papa Francesco.

 

Ed il  messaggio di S. Francesco è davvero ben sintetizzato nel saluto comune usato da quanti seguono più da vicino  la spiritualità francescana,  “Pace e bene”.

Un saluto bene augurante che in Sicilia cade quest’anno in una domenica in cui ben 61 Comuni, di cui  otto nell’agrigentino, tra cui Agrigento-città,  vanno a votare per rinnovare il governo locale, cioè Sindaco e Consiglio comunale.

Gli altri Comuni sono: Camastra, Cammarata, Casteltermini, Raffadali, Realmonte, Ribera, Siculiana.

Ad Agrigento si vota col proporzionale per eleggere 24 Consiglieri, mentre negli altri Comuni  col sistema maggioritario, in proporzione al numero degli abitanti, da un minimo di 10 Consiglieri a Camastra, ad un massimo di 16 a Raffadali e Ribera.

Il saluto francescano “Pace e bene” oggi da più parti ricordato, può sollecita a  riflettere sul  vero senso della pace ! e riflettendo quasi costringere a guardare in controluce alla situazione concreta in cui si vive.

Un saluto che può spingere allora a  guardare concretamente e con più coraggio, l’ambiente in cui si vive per un voto più responsabile nella scelta dei nuovi Amministratori.

Perché troppo spesso, a leggere anche la cronaca degli ultimi mesi,  le nostre città , purtroppo, nel passato remoto e recente sono   rimaste  vittime di furbesche manovre. Manovre  che sicuramente hanno evidenziato intelligenza di una certa qualità,  che , così come usata  però non ha prodotto il vero bene della città.

Al voto, provvidenzialmente questa volta,  nel segno di S. Francesco e della nuova enciclica sociale del Papa, può costituire un motivo in più per riflettere nel momento importante e  delicato della scelta nel segreto della cabina elettorale.

Quando la “pace” non produce “bene” c’è da concludere che non si tratta di vera pace !  e quindi l’impegno di tutti a costruirla, a partire dal voto.

Basta con manovre politiche, abili e furbesche,    che hanno assicurato ed  assicurano solo il mantenimento di un potere che non si traduce in servizio.

E la prova è nei tanti problemi irrisolti delle nostre città, sotto gli occhi sgomenti,  esterrefatti ed impotenti dei poveri ed onesti cittadini tartassati, a partire dall’immondizia che si vede dovunque, con grossi rischi per  la salute.

  1. Francesco, tra tutto il resto, ci ricorda che la pace non significa restare passivi ed  in  silenzio per non creare fastidi. Perché questa non sarebbe  pace, ma paura,  omertà,  mancanza di appartenenza al contesto in cui si vive,  mancanza di vero amore per  l’uomo immagine di Dio.

Né  la pace  è starsene tranquilli a casa propria, come se nulla fosse o starsene dentro le mura di una chiesa o di qualsiasi ente o istituzione, restando confortevolmente disancorato dalla realtà.

Francesco e Papa Francesco con la sua enciclica ci sollecitano ad una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un dato, ma una conquista.

Che fa gridare per le ingiustizie, per i poveri, per coloro che perdono il lavoro, per gli immigrati accolti solo nei cosiddetti centri di accoglienza per interessi personali !

In questa luce ed in quest’ottica da  Assisi il richiamo alla  fraternità indica la via da seguire in  questo nostro mondo, anche agrigentino,  spiritualmente ferito e malato, da una  crisi anzitutto spirituale, fonte poi anche  di crisi socio-economica, ecologica e sanitaria.

Urgente – ci dice Papa Francesco – riparare la casa comune dai danni umani e ambientali,  che hanno pure prodotto ed aggravato le diseguaglianze sociali.

Diego Acquisto

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