Nel referendum senza “quorum” la vera celebrazione della sovranità popolare

Referendum tra il SI ed il NO : la decisione spetta al popolo che celebra la sua sovranità

 Un quesito dalla semplicità sconcertante, quello a cui è chiamato prossimamente il popolo italiano domenica  20 e lunedì 21 settembre p.v.

Bisogna scegliere se il Parlamento (Camera e Senato), elemento cardine della democrazia, deve esser formato complessivamente da 945 rappresentanti del popolo, come già è stato sino ad ora da quasi un sessantennio, oppure, sempre complessivamente, da 600 come stabilito dal Parlamento recentemente, nell’osservanza della procedura di revisione costituzionale prevista, con doppia approvazione da parte sia della Camera che del Senato.

Adesso è chiamato a decidere definitivamente il popolo, al quale si pone il quesito: “945 come sino ad ora,  o meglio  600 rappresentanti ?”.

Un quesito dalla semplicità “sconcertante”!  come quello – ci viene di dire – che nel lontano 2 giugno 1946, dopo la catastrofe della guerra fu posto al popolo italiano; popolo chiamato alle une, per la prima volta davvero tutto, senza distinzione  né di  sesso , né  di censo, né di cultura. Bisognava scegliere  tra “Monarchia o Repubblica ?”.

Adesso la stessa chiarezza. Posto in questi  termini, con estrema chiarezza, senza possibilità alcuna di altre interpretazioni, diversamente da come è avvenuto in alcuni referendum dei decenni passati… in cui tra l’altro, l’indifferenza popolare per la delicatezza dei problemi, con tante incognite, ha fatto  persino mancare il quorum richiesto per la validità della consultazione.

Un quorum che adesso non c’è  perché espressamente previsto dalla normativa,  trattandosi  di un Referendum confermativo; un referendum – ricordiamo – che ha affrontato una doppia votazione positiva, sia alla Camera  che al Senato; e che, forse elemento non trascurabile, alla quarta,  ultima e definitiva  votazione ha ricevuto ben oltre il 90 per cento dei consensi dei deputati e dei senatori.

Il Referendum è stato provocato dal fatto che 70 rappresentanti del popolo, cioè molto meno  di un decimo dei 945, si sono pentiti della loro decisione ed hanno utilizzato un potere (a giudizio di non pochi) eccessivo, previsto tuttavia dalla legge ordinaria istitutiva del Referendum confermativo.

Ed a questo punto scatta il giudizio definitivo del popolo che a maggioranza, senza quorum,  deciderà definitivamente.

Comunque la si voglia pensare, cioè sia se si è favorevoli al SI’, sia che si è favorevoli al NO, il popolo italiano è chiamato davvero ad esercitare in questo caso la sua sovranità.

Sovranità che è il principio cardine della democrazia e della nostra Carta Costituzionale.

Un principio che spesso è stato, a giudizio popolare, scaltramente aggirato, specie nelle varie leggi elettorali che si sono succedute, approvate dalle maggioranze di turno forse tenendo d’occhio  gli interessi del proprio orticello pseudo-politico, e “rubando”  di fatto la sovranità  che in questo campo così delicato  appartiene e deve appartenere al popolo.

A questo riguardo, sappiamo tutti bene che anche la Suprema Corte   di giustizia ha dovuto dichiarare incostituzionale una legge elettorale che già la stampa libera e la gran massa del popolo, da tempo  aveva definito “Porcellum”.

Diego Acquisto

16-9-2020

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N.B.–L’articolo ha ricevuto notevole attenzione da parte di amici e non, con diversi espliciti consensi, accompagnati da qualche precisazione, utile anche  a riflettere meglio sulla preziosità della democrazia e sull’importanza  dell’evento Referendum.

Tra i tanti riscontri scritti mi pare doveroso riferire quanto ha voluto aggiungere come “precisazione tecnica” l’avv. Domenico Russello (nella foto), già sindaco di Favara, figura sicuramente notevole nell’attuale panorama politico favarese e non solo.

Ecco quanto mi ha scritto: “Nella seconda votazione la riforma non è stata approvata con il 90% di voti sia alla Camera che al Senato, perché in questo caso, ai sensi dell’ultimo comma  dell’art. 138 della Costituzione, non sarebbe stata soggetta a Referendum. In verità questa percentuale è stata ottenuta, in seconda votazione, solo alla Camera, ma non anche al Senato, dove ebbe solo la maggioranza di 180 voti favorevoli, non riuscendo a raggiungere i 2/3 come alla Camera”. E ancora:  “…grazie ai Senatori che hanno chiesto il Referendum si è sviluppato un bel dibattito politico-istituzionale”.

Io mi sono permesso di aggiungere: “Il fatto che 70 senatori (pentiti) su 315 abbiano la possibilità di chiedere un Referendum, dopo quattro passaggi parlamentari, nell’ultimo dei quali c’è chi parla di una maggioranza che ha sfiorato quasi il 100% ….questa norma può essere letta  come una prerogativa che la casta si è comunque riservata per “intralciare” la sovranità popolare”.

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Riguardo al possibile risparmio, a rispondere a quelli che dicono che si tratta di una cifra ssolutamente irrilevante ed irrisoria, su facebook girano  pure pareri assolutamente contrari, il più concreto dei quali, mi sembra quello di un certo Aldo De Michele con un’aggiunta di Antonio Costa,   che io vi ripropongo senza entrare nel merito …. ma solo per invitare ad una scelta più consapevole…….in un momento in cui con disarmante semplicità bisogna scegluere  tra 945  e  600 parlamentari, votando con una crocetta sul  NO se si vuole lasciare l’attuale stuazione …..e  sul  SI se invece si vuole la diminuzione………In ogni caso si richiede  dopo UNA BUONA LEGGE ELETTORALE per ristituire davvero al popolo la sua sovranità nella scelta dei parlamentari.

Ecco….meditate gente …….tutto serve per una scelta resposnabile…..   W la democrazia !

Aldo De Michele …PENSATE  – 345 ;

meno 345 Stipendi

meno 345 Missioni

meno 345 Alberghi

meno 345 Telefonini e tablet

meno 345 abbuffati alla buvet

meno 345 Spese di taxi

meno 345 Spese di assicurazione suppletive

meno 345 Raccomandazioni

meno 345 Porta borse

meno 345 Che non hanno carta intestata.

meno 345 Che non hanno la tessera gratis per viaggiare(areo,treno,taxi)

meno 345 Privi di autista e vetture di servizio.

meno 345 Pronti a vendersi a Lobby ed amici

meno 345 Proni alla mafia

meno 345 Nullafacenti

meno 345 Per sistemare amici,parenti,amanti e mogli.

meno 345 Indennità fine mandato

meno 345 Gettoni di presenza nelle Commissioni.

meno 345 Che si facevano i loro interessi.

meno 345 Che non hanno il Vitalizio e non fanno il ricorso.

meno 345 Che non potranno dare la reversibilità alla moglie o ai nipoti.

Ma vi rendete conto che questo è solo l’inizio perchè questi privilegi finiscano per 345 personaggi?

Ma riuscite almeno non dico dal punto di vista etico importante, ma da quello economico meno importante, a quantificarlo?

Ci voleva solo il m5 stelle, non i bla,bla,bla annoso, dei vecchi politicanti!..

Antonio Costa

– meno 345 porta borse

meno 345 segreterie parlamentari

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