Favara, mozione di sfiducia all’Amministrazione Comunale: un momento assai delicato della vita democratica

Favara   nella sfida della democrazia. Una sfida da accettare e vivere responsabilmente e con maturità.

Proprio così può e deve essere visto il particolare momento  che la città sta vivendo, con una mozione di sfiducia in corso contro l’Amministrazione della Sindaca pentastellata  Anna Alba, che si è insediata nel giugno 2016 con oltre il 70 per cento dei consensi.

Una mozione densa di motivazioni, presentata con tutti i crismi di legge  che, a breve,  deve essere pubblicamente discussa dalla massima assise cittadina  formata da 24 Consiglieri, 14 dei quali sono del Movimento 5-Stelle, cioè dello stesso schieramento politico della Sindaca,  mentre i rimanenti 10 sono stati eletti per controllare l’operato dell’Amministrazione o come si dice normalmente per fare l’opposizione.

Maggioranza ed opposizione   sono in democrazia entrambe necessarie, indispensabili,  importanti ed utili.

Delicatissimo per  ovvi motivi il compito della maggioranza che ha ricevuto maggiori consensi e deve governare,  cioè  affrontare i problemi e risolverli o quanto meno avviarli concretamente a soluzione positiva.

Ma non meno importante  è il ruolo  dell’opposizione, che deve incalzare, controllare, vigilare, e  – se necessario – utilizzando tutti i mezzi legali previsti dalle norme, rimediare e punire, alimentando nel popolo la capacità di indignarsi quando le cose palesemente non dovessero andare, con il solo fine del bene comune,  evitando così che il popolo si   rifugi nella rassegnazione o peggio ancora nella disperazione.

Tutte cose che ha saputo fare molto bene nella primavera del 2016 proprio il Movimento 5-Stelle, raccogliendo poi una larga messe di voti ed assicurandosi a giugno non solo l’elezione del Sindaco, ma anche la maggioranza assoluta in Consiglio Comunale.

Adesso a Favara dopo tre anni di sindacatura pentastellata  la sfida è una mozione di sfiducia che deve essere necessariamente calendarizzata nei prossimi giorni.

Un momento assai delicato e grave quello  della discussione di una mozione di sfiducia.

E  per la  Comunità tutta e non solo per gli attori che la rappresentano, deve essere un momento di grande responsabilità e di maturità democratica.

Un momento di riflessione e di impegno per tutti e soprattutto per i Consiglieri Comunali che, al di là del Partito di appartenenza, rappresentando l’intera collettività  devono decidere unicamente puntando al bene comune.

L’eventuale approvazione della mozione,  secondo la normativa vigente,  potrà determinare la decadenza anticipata della Sindaca. Perciò data la delicatezza della decisione,  non si richiede  la  maggioranza assoluta dei componenti, cioè metà più uno,  ma una maggioranza più qualificata  che la normativa vigente fissa al 60 per cento più uno.

Il che nel caso concreto di Favara significa  che deve ricevere il consenso di 16 Consiglieri.  E tutto si deve svolgere alla luce del sole, senza votazioni segrete. Il popolo sovrano a suo tempo, come in passato, giudicherà tutti.

E’ il bello  della democrazia che c’è, senza bisogno di cercarla.

Una democrazia che abbiamo bella, pronta e chiara, nelle leggi vigenti e nella Carta Costituzionale, alla cui formulazione anche materiale – (è doveroso ricordarlo) –  ha non poco contribuito proprio un grande favarese come Gaspare Ambrosini (nella foto), membro autorevole dell’Assemblea Costituente, che ha pure  fatto parte attiva della Commissione dei 75.

Carta Costituzionale conquistata anche in Italia dopo tante lotte, tanti sacrifici ed anche tanto sangue, specie  in quel periodo cosiddetto del secondo Risorgimento, cioè la Resistenza.

Fa male leggere nei social il parere di alcuni secondo cui a Favara “Democrazia cercasi”!  fa male sentire denunciare  lamentele di “regole applicate per i nemici e interpretate per gli amici“,”  di “temi politici   trascurati e  sopraffatti da beghe personali”, “incapacità di dialogare e di confrontarsi su temi cruciali che riguardano la collettività”, “nel Palazzo si respira un’aria di odio che nulla o poco dovrebbe avere a che fare con la politica che è dialogo all’infinito”.

Osservazioni, appunti, atteggiamenti ignobili, accuse,  interrogativi che se veri richiedono in tutti subito e senza pensarci due volte  un supplemento di impegno ed un sussulto forte  di responsabilità.

Favara deve onorare la grande tradizione democratica  che è cresciuta in  questi decenni di vita repubblicana, nella stragrande maggioranza dei cittadini.

Lotta senza quartiere, senza se e senza ma,  ai veleni, all’odio, all’arrivismo che a  giudizio di qualcuno avrebbero  ormai creato “un clima tale che ha azzerato non solo lo stesso Movimento 5-Stelle  ma persino gli altri partiti, quasi vittima della surreale dimensione di assenza di dibattito e di azione costruttiva per il paese”.

Le notizie che circolano sono che al momento dei Consiglieri Comunali undici (sette pentastellati e 4 del gruppo misto) sono chiaramente per la sfiducia, avendo firmato e sottoscritto la richiesta;  gli altri sette dei quattordici pentastellati sono contrari. Dei sei rimanenti  non si conosce il pensiero e si dice  che sono in seria riflessione, come del resto – è doveroso precisare – anche tutti gli altri che pure si sono chiaramente espressi, ma che in un senso o nell’altro, ascoltando gli umori dell’elettorato, sino all’ultimo minuto possono cambiare posizione.

Diego Acquisto

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