MONS. GIAQUINTA VERSO GLI ALTARI

Notiziario di Telepace – venerdì 14.05.2004

 

MONS. GIAQUINTA VERSO GLI ALTARI

servizio di don Diego Acquisto

 

“La Croce del Vescovo non ha il Crocifisso, perché in quella croce deve essere crocifisso il Vescovo”.

Si tratta di un’affermazione, contenuta nei diari spirituali di Mons. Gugliemo Giaquinta, fondatore della “Famiglia Pro Sanctitate”, uomo dalla forte umanità, dalla poliedrica spiritualità, vescovo dal cuore pastorale grande e dai lungimiranti orizzonti spirituali, del quale il Card. Ruini, nella sua qualità di Vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha firmato lo scorso 14 marzo il decreto di inizio della causa di beatificazione, a poco meno di 10 anni dalla sua morte. Mons. Giaquinta infatti, siciliano di Noto, è morto a Roma, all’età di 80 anni, il 15 giugno del 1994. Ordinato Presbitero il 18 marzo 1938, era stato consacrato Vescovo di Tivoli nel 1968, prima come Amministratore Apostolico e poi, dal 1972 come Vescovo residenziale sino al 1986, quando per motivi di salute è stato costretto a lasciare il governo pastorale della diocesi. Figura esemplare di Vescovo, custode, maestro, educatore della fede, per stimolare alla santità con percorsi nuovi e magari alternativi a quelli tradizionali, Mons. Giaquinta, con i suoi scritti ed i suoi suggerimenti ha tracciato quello che può essere definito lo “stradario contemporaneo” della santità, opponendo al “pensiero debole” il “pensiero forte” di Gesù, il suo stile di vita, l’unico che, – nel labirinto delle molteplici opzioni umanistiche e religiose che hanno soprattutto contraddistinto gli ultimi decenni del secolo appena trascorso – può dare significato e valore all’esistenza, e portare a buon fine l’ anelito del cuore umano alla felicità e alla gioia piena.

E il nome di Mons. Guglielmo Giaquinta è legato al Movimento Pro Sanctitate, da lui suscitato e promosso, anticipando le autorevoli indicazioni pastorali e teologiche del Vaticano II sulla vocazione universale alla santità. Mons Giaquinta era un sognatore di questa vocazione, un sognatore anche se con i piedi per terra – come fanno notare tutti quelli che lo hanno conosciuto – perché la santità non si nutre di aspirazioni vuote e non fa restare con la testa fra le nuvole, ma spinge fortemente alla concretezza di impegno e di progetti, e si matura in una continua tensione di amore che prende gradualmente le forze vitali e le aspirazioni del cuore. Santità insomma, quella di Mons. Giaquinta, come vita di amore, come sviluppo pieno della vita di grazia che lo spirito cerca e forma nel cuore dell’uomo.

Ideatore e promotore di diversi Organismi apostolici, Mons. Giaquinta ha fondato, tra l’altro, le OBLATE APOSTOLICHE, laiche consacrate in un Istituto secolare, che stimolano alla santità nelle varie situazioni di vita e gli APOSTOLICI SODALES, sacerdoti diocesani che, sempre con l’ideale della vocazione universale alla santità, promuovo la spiritualità del Cenacolo. Nell’Editto per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione, il card. Ruini ha voluto mettere in evidenza le caratteristiche del Servo di Dio Mons. Giaquinta, “uomo di Dio, dotato di grande ingegno e di iniziative eccezionali, di carattere forte e dalla volontà tenace, sempre obbediente alla Chiesa ed al Sommo Pontefice”.

Nella nostra Arcidiocesi, Gruppi del Movimento Pro Sanctitate si trovano a Cambobello di Licata, Canicattì, Ribera, Ravanusa, Porto Empedocle e Agrigento. Gruppi che, particolarmente in questi giorni, sono in festa e pregano ardentemente perché il loro fondatore Mons. Gugliemo Giaquinta possa essere ufficialmente proposto alla venerazione dei fedeli, dopo aver superato positivamente il regolare processo canonico, con il conseguente giudizio del competente Magistero della Chiesa che dovrà riconoscere l’eroicità delle virtù.

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