Molto partecipata a Favara la Festa di S. RITA

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Grande manifestazione di fede ieri nella Chiesa di S. Vito attorno al venerato simulacro di S. Rita. Sono state sicuramente alcune migliaia i fedeli, provenienti da ogni parte della Città, che hanno reso omaggio alla “Santa degli impossibili”, nata nel sobborgo di Rocca Porrena nel 1381 e morta nel capoluogo, cioè nel Comune di Cascia, (oggi in provincia di Perugia), nel Monastero delle Monache Agostiniane il 22 maggio 1457, all’età di 76 anni.
Tante le richieste di grazia, tanti i desideri anche inespressi presentati alla Santa; visibile in molti la trepidazione e la commozione, espresse anche col segno visibile delle lacrime. Insomma un via vai lento e continuo di persone, di ogni età e condizione sociale, che con sacrificio hanno compiuto il “viaggio devozionale” a Santa RITA, accompagnate da figli e figlie.
Commovente la visione di giovani mamme, con bambini piccoli anche di pochissimi mesi o giorni….e qualcuna anche, oltre che con il piccolissimo in braccio, anche con un altro bimbo/a per la mano e magari con un’altra gravidanza iniziata.


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S. RITA è la santa della spina e della rosa…una delle figure più invocate e venerate dai praticanti cattolici e non solo. I genitori furono Antonio Lotti ed Amata Ferri, due “pacieri di Cristo” (antenati dei moderni “mediatori civili” e/o ”conciliatori”, ndr) impegnati allora con le lotte tra guelfi e ghibellini.
Alla bambina avuta in avanzata età venne dato il nome di Margherita, ma ben presto tutti la chiamarono Rita.
Prima di morire, immobilizzata a letto, chiese ad una sua cugina di portarle una rosa e due fichi dalla casa paterna. Era inverno, ma i frutti c’erano e la cugina glieli portò.-
E la rosa divenne il simbolo ritiano per eccellenza, di questa esile ed umile donna, riuscita a fiorire nonostante le spine che la vita le aveva riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori.
Donna semplice e piena di Dio, mirabile esempio di femminilità consacrata nell’oblazione d’amore, di vangelo vissuto, di santità incarnata nella ferialità dell’esistenza, anche nelle situazioni umanamente più drammatiche e difficili.
Di fronte alla crescita delle tensioni sociali di quel tempo, l’umile donna del piccolo villaggio di Rocca Porrena, testimoniò con tutte le sue forze il primato di Dio e del soprannaturale. Fulgido esempio di un ruolo determinante ed attivo della donna nel campo sociale; un ruolo che la donna avrebbe conquistato nel tempo sino ai nostri giorni…
Il culto di S. Rita, non risente il contraccolpo della secolarizzazione e continua ad attirare ed entusiasmare folle di fedeli, forse perché la vita della santa di Cascia presenta degli aspetti singolarmente attuali anche per l’uomo ed il cristiano di oggi. Il culto dei santi, praticato nel modo giusto, secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano II, è un valido alimento della vita cristiana e porta alla comprensione ed alla pratica d’un cristianesimo più autentico. Come dire che per la Chiesa la devozione ai Santi è buona, se non si ferma ai Santi, ma conduce a Gesù Cristo, unico Salvatore e Maestro.
A FAVARA nei giorni del Triduo e della festa di S. Rita non sono mancate nella Chiesa di S. Vito, alcune iniziative di carattere artistico-culturale per onorare la fisionomia umana e spirituale della Santa.
Così la proiezione del Film interscolastico, realizzata dagli studenti favaresi delle scuole superiori, “Cambiare si può! “ sulla piaga del fenomeno del bullismo; un film con la regia dell’Area “P.Pino Puglisi” del CPC coordinata da Gaetano Scorsone . e poi nel giorno della Festa,

la Mostra di Pittura nella Piazza S. Vito, coordinata e organizzata dal Maestro Vincenzo Patti

che, come scrive sui social Gaetano Scorsone, “spinto dall’inesauribile energia del suo grande e generoso cuore per la sua adorata Favara, il Maestro Patti è davvero una “ forza motrice per la divulgazione non solo dell’Arte ma anche della Cultura e della Legalità nella nostra città, con la sua formidabile squadra di collaboratori …. sempre presente in qualsiasi manifestazione per promuovere principi e valori che abbracciano l’uomo, l’ambiente, la Natura, la solidarietà”.
E durante la Messa della ore 17 – che ha visto una partecipazione veramente al di fuori di ogni più ottimistica previsione , con una Chiesa affollatissima ed una piazza antistante alla Chiesa, contemporaneamente gremita, la recita, da parte del Maestro Patti della formula di Preghiera dell’Artista, composta dal grande Papa santo Giovanni Paolo II.

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“Ciascun santo è un messaggio che lo Spirito Santo lancia all’umanità…… I santi sorprendono, spiazzano, perché la loro vita chiama e spinge ad uscire dalla mediocrità tranquilla e anestetizzante…”.- Così Papa Francesco nella recente esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”.
23-5-20189
Diego Acquisto

N.B–La preghiera per la Città, durante la solenne Messa conclusiva delle ore 20,00, è stata letta da Salvatore Sutera Sardo, cooordinatore del Consiglio Pastorale Cittadino.

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