L’OMELIA di Mons. Romeo

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giovedì 27.2.2003

L’OMELIA di Mons. Romeo

servizio di don Diego Acquisto

Ha lasciato il segno, l’omelia di mons. Paolo Romeo, nunzio apostolico in Italia, nel corso della solenne concelebrazione, che si è svolta nella nostra Cattedrale per la recente festa di S. Gerlando.

“Mafia, sopraffazione, corruzione, egoismo, interessi illeciti – ha detto – sono per la Chiesa conseguenza dell’allontanamento da Dio, frutto delle passioni dell’uomo: solo una nuova evangelizzazione può aprire orizzonti migliori”.

Come volere sottolineare, in perfetta sintonia con tante omelie di Mons. Ferraro, l’urgenza di una nuova evangelizzazione, capillare ed efficace, sull’esempio di S. Gerlando, che in un tempo particolarmente difficile travagliato non meno del nostro, ha saputo rifondare la nostra chiesa, riportandola all’entusiasmo ed alla purezza della fede delle origini.

Non solo. Mons. Romeo, nella sua qualità di rappresentante del Papa, assicurando la nostra Chiesa locale del sostegno, della fiducia e della comprensione della Chiesa universale, ha voluto ricordare “il grande appello del Papa ai piedi del Tempio della Concordia a coloro che sono caduti nelle dinamiche della mafia “; un appello _ ha dichiarato _ che “continua ad essere attuale e a gridare alla conversione” in una società – in parte simile a quella di tanti paesi dell’America latina – una realtà questa dell’ America Latina ben nota al prelato e in parte come quella della nostra Sicilia ,- “profondamente marcata dalle conseguenze del peccato” .

Mons. Paolo Romeo, nato ad Acireale il 20 febbraio 1938, nunzio apostolico in Italia da meno di due anni, dal 1967 a diretto servizio della Santa Sede, prima come segretario di nunziatura nelle Filippine, quindi in Belgio, poi nel Venezuela e nel Rwanda Burundi, nel cuore dell’Africa nera, prima di essere consacrato vescovo e quindi nominato nunzio apostolico ad Haiti, per passare poi, sempre come nunzio in Colombia e quindi in Canada, prima di rientrare in Italia, succedendo a Mons,. Andrea Cordero lanza di Montezemolo, che lascia la carica di nunzio per raggiunti limiti di età.

Un’esperienza ricca e varia, quella di mons. Paolo Romeo, figura notevole di diplomatico saggio, intelligente e versatile, a cui vengono largamente riconosciute doti non comuni di prudenza, tenacia, nonché di vita interiore austera, ma coniugata con un’intensa cordialità di rapporti.

La sua presenza ad Agrigento in occasione della festa di S. Gerlando, ha onorato sommamente la nostra Chiesa Agrigentina, stimolata ad un nuovo e più efficace impegno di evangelizzazione, per riscoprire le radici ed i valori che contano, aprendosi tuttavia al nuovo che irrompe nella storia, continuando a proporre una civiltà basata sul rispetto della persona e sull’amore. L’indizione del Congresso Eucaristico, programmato per il 21 giugno, festa del Corpus Domini, che impegnerà la nostra diocesi a rivedere il proprio stile di vita, ricentrandosi sull’Eucaristia, vuole andare proprio in questa direzione, riflettendo sulla presenza di Cristo nella storia e sulle concrete strade dell’uomo che vive nel nostro territorio.

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