Lettera di commiato del Prof. Piero Carmina agli studenti

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Pietro o Piero Carmìna,  come  invece lo si chiamava comunemente,  quando  frequentava nella prima metà degli anno ’60 a Favara la Scuola Media nei locali del Seminario Vescovile Minore, dove il sottoscritto da vice-rettore  era anche  docente di francese.

Un testo, (la lettera che interamente pubblichiamo), che sta  ponendo molti interroggativi alla coscienza di tanti, persino dei nostri Governanti e di qualche parlamentare in particolare, che ne ha fatto oggetto di un suo intervento e quindi di una riflessione, pubblicamente, nell’Aula del Senato, sulla tragedia di Ravanusa, durante  una regolare  riunione, dopo un minuto di silenzio peer ricordare le  dieci vittime, in cui è compreso il piccolo Samuele, la cui nascita era già in programma, in ospedale,  il 15 dicembre 2021 .

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Lettera agli studenti dopo l’ultimo giorno di scuola.

La lettera di addio scritta dal Prof. di Storia e Filosofia,  Pietro Carmina, (prima di andare in pensione),  agli studenti del Liceo classico “Ugo Foscolo” di Canicattì (AG),  scritta nel suo ultimo giorno di scuola merita di essere scolpita nella pietra.

Dopo la sua tragica morte nell’esplosione di Ravanusa, le sue parole riecheggiano nelle pareti dell’anima. E sono ancora più suggestive.

 

 “Ai miei ragazzi, di ieri e di oggi.

Ho appena chiuso il registro di classe. Per l’ultima volta. In attesa che la campanella liberatoria li faccia sciamare verso le vacanze, mi ritrovo a guardare i ragazzi che ho davanti. E, come in un fantasioso caleidoscopio, dietro i loro volti ne scorgo altri, tantissimi, centinaia, tutti quelli che ho incrociato in questi ultimi miei 43 anni.

Vorrei che sapeste che una delle mie felicità consiste nel sentirmi ricordato.

 Ma una delle mie gioie è sapervi affermati nella vita; una delle mie soddisfazioni la coscienza e la consapevolezza di avere tentato di insegnarvi che la vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista.

Ho imparato qualcosa da ciascuno di voi, e da tutti la gioia di vivere, la vitalità, il dinamismo, l’entusiasmo, la voglia di lottare,

Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non “adattatevi”, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente.

Il pullman è arrivato. Io mi fermo qui. A voi, buon viaggio”.

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