“LAmico del Popolo” sulle prossime elezioni amministrative di Agrigento-città

Duro e pesante intervento del direttore de “L’Amico del Popolo” (nella foto), sulle prossime elezioni amministrative del capoluogo

Una denuncia destinata a fare scalpore. Perché non si tratta di un giornale qualsiasi, ma del “Settimanale cattolico agrigentino”, largamente diffuso in città e provincia,  che interviene a gamba tesa, con un linguaggio durissimo che non ammette equivoci di sorta.  Per   riferire di  operazioni pre-elettorali “disoneste”,  che non solo calpesterebbero le norme di legge e la  stessa Costituzione, ma anche le stesse basi etiche di un corretto comportamento umano.

Per scendere subito al concreto, il riferimento preciso è alle prossime elezioni amministrative  di Agrigento-città, di domenica e lunedì prossimi 4 e 5 ottobre, per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del Sindaco.

I giornali nazionali  in genere, sulla situazione  di Agrigento,  si limitano a mettere  in evidenza la grande confusione e le incredibili anomalie, per i tanti, troppi  cambi di casacca, di chi prima  era a destra ed adesso si presenta con la sinistra e viceversa, a partire dal Sindaco in carica (Lillo Firetto)  e dal suo predecessore (Marco Zambuto).

Il che provoca, unitamente  alle liste che li sostengono, scompiglio e  confusione.

Ed avviene la stessa cosa,  sempre per la carica di Sindaco, con  gli altri competitori,  cioè Franco Micciché (Civico), Marcella Carlisi (5-Stelle), Daniela Catalano (Lega), Angela Galvano (Sinistra).

Un intreccio aggrovigliato, grottesco e forse anche, almeno in qualche caso,  perverso,  che solo in terra  pirandelliana poteva verificarsi.  Ma  che comunque – bisogna dire – avviene nel rispetto formale  delle procedure democratiche, così come scritte.

La denuncia de “L’Amico del Popolo” tramite l’editoriale di questa settimana, appare ed è durissima, titolando “Disonesto”.

Un titolo che non tollera equivoci  e su cui anzi appositamente non manca la precisazione del direttore Petrone, che testualmente scrive : “Non trovo altro termine per bollare chi in questi giorni di campagna elettorale, in maniera scientifica, “gioca” sui bisogni primari della gente, promettendo posti di lavoro ed assunzioni, raccogliendo curricula con la promessa del posto in cambio del voto, o chi approfitta di una posizione dominante per fare  pressione  o “estorcere”, anche con il ricatto e il controllo, il voto della gente…”.

Parole chiarissime e durissime, che non hanno bisogno di commento e che giustificano il titolo scelto.

Un editoriale in cui vengono riferiti e dettagliatamente descritti, in una forma  semplice e popolarmente affascinante,  singolari e gustosi dialoghi, ed episodi proprio sulle prossime elezioni amministrative di Agrigento-città.

Un editoriale, questo di don Carmelo Petrone  da non perdere, ma da leggere e meditare.

Perché ad elezioni avvenute, se taluni episodi e comportamenti dovessero trovare conferma in sede giudiziaria, le conseguenze sarebbero disastrose.

E  non solo per i diretti risposabili, ma anche per l’intera città.

 

Diego Acquisto

01-X-2020

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