La Chiesa di Favara ricorda P. Giuseppe Seggio

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Un  ricordo in un momento cittadino di preghiera a conclusione dell’Ottobre Missionario Favarese, con adorazione eucaristica e meditazione sul tema “Testimoni non Maestri”. Tra i testimoni in campo politico  GAETANO GUARINO, in campo ecclesiale nell’esercizio del ministero sacerdotale P. GIUSEPPE SEGGIO, la cui missione si concluse con il martirio il 5 maggio 1969 e P. PIETRO PROFETA, scomparso da poco.  sempre disponibile nel ministero della misericordia, amministrando il sacramento della Penitenza. E poi il Beato martire P. Pino Puglisi,  sulla cui figura, giustamentem assai conosnosciuta, non è il caso di aggiungere nulla, come pure sul beato giudice canicattinese Rosario Livatino, la cui memoria liturgica è stata fissata proprio domani 29 ottobre, giorno in cui perciò si terrà nella nostra  Cattedrale di Agrigento, un’ Assemblea di preghiera  per avviare il Cammino Sinodale nella nostra Arciodiocesi.

Per quanto riguardo  P. SEGGIO, e   capire un po’ la sua personalità, la sua  statura spirituale ed il suo impegno pastorale concreto,  riprendo quanto da me scritto e pubblicato su Agrigento Oggi e detto su Raio RF 101  nel giugno 2013, nella ricorrenza del  50mo del mio sacerdozio;  quando a grandi linee ho ripercorso le tappe fondamentali della mia vita, …ed io dal Vescovo del tempo, S.E. Mons. Giuseppe Petralia,  sono stato chiamato ad essere il suo successore come Parroco a S. Vito, dove ancora mi trovo.

………Ecco testualmente: “….. in questa ricorrenza ed in questi giorni, la mia mente va al passato, ai tanti ricordi di questi 50 anni di ministero, … soprattutto quando ho iniziato il mio servizio a S. Vito, nel maggio 1969, dopo il tragico ed assurdo fatto di sangue, con cui il mio predecessore, P. Giuseppe Seggio, ha concluso all’età di 47 anni, tragicamente, la sua vita, …. Padre Seggio, nei suoi oltre 23 anni di ministero a Favara, quasi tutti come vice parroco e quindi come parroco a S. Vito, aveva operato e quasi creato a Favara, nel tessuto umano e sociale – (come concordano tante, ma proprio tante testimonianze raccolte) – una grande rivoluzione culturale … un vivo interesse nel settore giovanile… aveva saputo infondere fiducia e creare amicizia, aveva saputo trasmettere tanti messaggi di rinnovamento e di speranza a questo tessuto umano e sociale favarese, …aveva saputo fare diventare la Parrocchia di San Vito un punto di riferimento per le forze più promettenti ed intelligenti di Favara, …. partecipando egli, P. Seggio, da protagonista… alle varie manifestazioni religiose e civili del paese, diventando l’amico, il consigliere di uomini politici e delle personalità più in vista e rappresentative dell’epoca, abbattendo tanti muri di miopia psicologica e di ignoranza, conquistandosi il rispetto delle istituzioni, la fiducia dei giovani, della gente di ogni rango e categoria sociale,…. del paese, di tutto il paese….rompendo con tante usanze e credenze del tempo!”. (cfr.anche “Frammenti di vita ” a cura di Antonio Arnone e Giovanni Marchica – Siculgrafica 2019- pag 65“)

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N.B.- Nel corso del’adoraziione eucaristica e nella preghiera, momento liturgico vissuto all’interno dela Chiesa del Rosario – (e non, per motivi meteorilogivi come programmato  in piazza Vespri davanti alla Chiesa MNadre, ancora chiusa al culto, per lavori di resaturo) –  è stata letta questa testimonianza :

LA MISSIONE DEL SACERDOZIO: Padre Giuseppe Seggio

In ogni epoca il male riesce a viaggiare anche attraverso vie inimmaginabili, facilitato talora da fragilità caratteriali, fortuite circostanze e congetture del tutto immaginarie. Se, poi, a ciò si aggiungono condizioni di particolare visibilità di ministeri che per loro
stessa natura portano a intessere fitte reti di relazioni, essendo riconosciuti come importanti riferimenti di cui potersi fidare, ecco che la radiosa luce, che da sempre è sinonimo di bene per coloro che vi si accostano senza pregiudizi e con onestà di pensiero, può essere pretestuosamente interpretata come “nemica” e come tale affrontata quando, invece, ci si ostina su posizioni di rigida chiusura e di impetuoso comportamento.

Fu così che la missione di don Giuseppe Seggio, parroco della Chiesa di San Vito, tutta orientata alla cura pastorale di un gregge entro cui confluiva non solo la parrocchia ma anche la città intera con rappresentanti di tutte le categorie sociali e professionali e, in particolare, con la migliore gioventù che rispondeva numerosa al suo apprezzato carisma comunicativo, venne equivocata per i suoi risultati ottenuti anche attraverso confronti, approfondimenti, iniziative ed eventi in cui la fede e l’insegnamento della Chiesa intrecciava la  cultura, i temi sociali e finanche la politica, sempre nel rispetto di valori quali la Vita, il Bene universale, la Dignità della Persona.

Una spiritualità antesignana di una Chiesa non più chiusa entro il tempio ma proiettata
ai cambiamenti di una società che diventava sempre più complessa, più consumistica e, nel contempo, aliena da principi, valori, ideali e fede. E se già allora, la lungimiranza di un prete di provincia aveva individuato quella che doveva essere la cura per contenere gli emergenti tumultuosi sconvolgimenti che avrebbero rivoluzionato gli usi e i costumi dell’umanità intera, oggi, quando i processi di globalizzazione e di uniformazione si sono completati dimostrando tutti i loro limiti e i loro rovinosi guasti, l’efficacia dell’azione missionaria ad extra di don Giuseppe Seggio emerge in tutta la sua inconfutabile attualità.

Il suo sacrificio, dunque, sia custodito nella memoria collettiva della nostra Favara che deve anche a lui il merito di aver mantenuto in vita, nel nostro tessuto sociale, il valore del servizio, dell’impegno, della giustizia e della solidarietà. Il suo sangue drammaticamente versato ha indicato a noi tutti il percorso da seguire per un
futuro di Pace e Amore.

 

 

 

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