La Casta compie il piccolo-grande gesto dell’abolizione dei vitalizi per i deputati

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Un decreto coraggioso quello del Presidente della Camera Roberto Fico che ci sembra ricevere in queste ore consenso dalla stragrande maggioranza degli italiani. Che si augurano che, finalmente, si intraprenda la giusta strada per eliminare sperperi di denaro pubblico in quella che alcuni definiscono giungla retributiva che purtroppo da un bel po’ di anni sembra avere messo decisamente piede in Italia. Con discutibili giustificazioni di carattere giuridico, che in realtà sembrano però decisamente contrastare con qualcuno dei principi fondamentali della nostra Costituzione che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

E si parla di giungla non solo a livello nazionale, ma anche regionale tra le 20 Regioni italiane, specie, forse, nelle Regioni a Statuto speciale, a partire dalla Sicilia. Per dirne una, per esempio, è stato denunciato sui social, che l’Assemblea Regionale Siciliana con tutto il suo apparato di Governo e sottogoverno viene a costare di più dell’Eliseo, che come è noto è la struttura della Presidenza della Repubblica francese, che ha un’impostazione semipresidenziale per il Governo della Francia.

Ma andiamo alla nostra Italia, dove si sta facendo un gran parlare, perché proprio ieri, su precisa proposta del presidente Mov.5-Stelle di Montecitorio, Roberto Fico, l’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato il taglio dei vitalizi degli ex deputati, con nove voti della maggioranza (M5s e Lega), uno del Pd e due di Fdi. Si sono astenuti i tre di Forza Italia e non ha partecipato al voto l’esponente di Leu. Il provvedimento che andrà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno, dispone il ricalcolo dei vitalizi maturati fino al 31 dicembre del 2011 sulla base del sistema contributivo, così come per tutti i cittadini.

Apriti cielo ! se ne sentono in queste ore di tutti i colori, anche da parte di militanti politici degli stessi Partiti che pur non facendo parte della maggioranza di Governo, hanno comunque votato il provvedimento, ritenuto giusto ed equo. Ed in ciò, confortati anche dal parere del presidente dell’Inps Tito Boeri, che, da tecnico, ha osservato che i vitalizi dei parlamentari “sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati“.

C’è chi adesso dice che il vero privilegio non sarebbero i vitalizi d’oro, ma le doppie pensioni, su cui però gli stessi Pentastellati finora non avrebbero mostrato volontà alcuna di intervenire per eliminare la possibilità per gli ex parlamentari di cumulare vari assegni di diversa provenienza, con qualche lieve o lievissimo versamento aggiuntivo.

C’è chi in modo più ragionato sta mettendo in moto tutta la classe forense per affossare intanto questo provvedimento, dicendo agli interessati che anzi ci guadagneranno, perché dovranno essere risarciti del danno. E comunque – secondo l’opinione di non pochi personaggi di spicco, – a rimetterci, alla fine, sarà il Parlamento, cioè l’Italia, ed in pratica le tasche degli italiani, cioè del popolo minuto.

Non mancano per fortuna voci diverse che dicono che togliere i vitalizi non è e non deve essere considerato un “accanimento“, ma solo un tornare ad essere con i piedi per terra e fare un po’ di giustizia distributiva. Perché quando in una società ci sono trattamenti finanziari molto, molto squilibrati, come è attualmente in Italia, la democrazia, se non è in pericolo, non può funzionare. Non solo ! è anche inutile riempirsi la bocca di democrazia politica, se questa non si traduce , pur con i dovuti paletti ed accorgimenti , in democrazia economica, che non può restare insensibile di fronte alle ingiustizie ed alle gigantesche diseguaglianze sociali in aumento.

In questo attuale marasma di opinioni, mi viene da chiedere: “Cosa a farà la burocrazia ?”. …la burocrazia e la casta collegata. Mi viene da pensare, però per esorcizzarlo, che a livello nazionale, si potrebbe verificare quello che osservavano anni fa i Vescovi siciliani sul funzionamento della nostra autonomia. E cioè che quella stessa burocrazia, per tanti aspetti passiva di fronte alla sofferenze sociali , spesso inefficiente per i tanti lavori non cantierati, per le tante disponibilità perdute, i tanti fondi non utilizzati, come quelli europei, oltre che per le tante risorse di miliardi sprecati,… “quella stessa burocrazia, lenta, incapace, non qualificata, paurosa, poco flessibile, sa districarsi da certi vincoli procedurali, – quasi prodigiosamente – al momento meno opportuno !”. Un’ironia forte dei Vescovi siciliani…un’ironia ancora attuale.

Nel caso concreto – Dio non voglia ! – chi dovrà decidere non si collochi dalla parte sbagliata, contro il piccolo-grande gesto di coraggio compiuto ieri ! un gesto emblematico ed innovativo della casta politica, che deve servire da esempio.
E che sicuramente, senza maldestre furbizie, ha bisogno di essere accompagnato da altri interventi in altri settori, dove tanti milioni di denaro pubblico possono essere forse meglio utilizzati e valorizzati in settori davvero socialmente più utili.
Diego Acquisto

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