Iniziata col gemellaggio tra Favara e Giuliana la XXI edizione della Settimana di Arte e Cultura,organizzata del Centro “Guttuso”.

Iniziata ieri a Favara la XXI edizione della Settimana di Arte e Cultura, segnata dal Gemellaggio tra i Comuni di Favara e Giuliana. Una data in qualche modo storica quella di ieri, per il Gemellaggio ufficialmente siglato, con una cordiale stretta di mano tra i due Sindaci, la favarese Anna Alba ed il giulianese Francesco Scarpinato, nello splendido scenario della Sala del Collare del Castello Chiaramontano di Favara. Un gemellaggio anche immortalato da una bella foto dei due sindaci, proprio nell’atto di stringersi la mano, con sullo sfondo l’esaltazione del valore della famiglia, tramite una coppia di coniugi favaresi, ben noti e stimati nell’ambiente cittadino, Lillo Montaperto e Piera Di Natale, quest’ultima nativa proprio di Giuliana e comunque entrambi da molti anni bene inseriti in servizi sanitari assai utili ai cittadini favaresi.
Tutto simbolicamente significativo e davvero bene augurante anche per l’inizio dell’annuale Settimana di Arte e Cultura Siciliana, ormai giunta alla XXI edizione.
Una settimana organizzata dal Centro Culturale “Guttuso” magistralmente pensato e diretto da un bel po’ di anni, da una persona veramente speciale, come l’infaticabile Lina Urso Gucciardino.
Una settimana ormai mentalizzata dai favaresi e perciò attesa, perché ricca di tanti, proprio tanti momenti culturali di grande valore, sui diversi settori scientifico-letterari che interessano il territorio siculo-agrigentino e favarese in particolare, coinvolgendo grandi e piccoli in varie attività.
Tra i tanti momenti assai interessanti di ieri, primo giorno, così come indicati nel programma – (che invitiamo quotidianamente, in questi giorni, a revisionare, anche in questa nostra testata giornalistica on-line) – emblematico è stato il momento inziale del gemellaggio tra le due città, Favara e Giuliana, entrambe con un ricco patrimonio non solo umano, ma anche storico-culturale alle spalle, testimoniato oltre che dai due Castelli di epoca federiciana, soprattutto dal legame particolare

con l’ideale che ha animato e caratterizzato due grandi personalità, entrambe altamente benemerite dell’umanità,

come Giuseppe Caronia (1884-1977)

 

 

e Calogero Marrone (1889-1945), GIUSTI TRA LE NAZIONI.

Il primo, Giuseppe Caronia, di origini giulianesi, chirurgo di chiara fama, che operando a Roma come direttore del reparto di malattie infettive degli Ospedali riuniti di Roma, nel periodo 1943-1944, durante i nove mesi dell’occupazione nazista ricoverò molti perseguitati politici, fra i quali tanti ebrei, mettendo a repentaglio la sua vita, quando spaventando i nazisti che venivano per controlli, li invitava piuttosto a fare presto e ad allontanarsi per evitare il grave rischio di contagiarsi. Così quel reparto divenne un luogo di salvezza per oltre cento persone. Il Caronia non fu scoperto e dopo avere attivamente partecipato alla vita politica di questa nostra Repubblica, la sua vita poté concluderla naturalmente,  all’età di 91 anni a Roma.

Il secondo invece, cioè Calogero Marrone, favarese doc, spesso chiamato il “Perlasca di Favara”, dopo avere maturato la sua formazione e personalità a Favara dove era nato, si era trasferito per motivi di lavoro a Varese. Dove sublimò il suo lavoro come capo dell’Ufficio Anagrafe al Comune, falsificando tante carte d’identità per centinaia di ebrei che furono salvati dai lager nazisti.
Un servizio, pure questo di Marrone, svolto senza curarsi del pericolo, pure prestato con dedizione e coraggio, che si è però concluso tragicamente con il martirio, nel campo di sterminio di Dachau, il 15 febbraio 1945.

Diego Acquisto

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