Il ricordo di un gande Vescovo, benemerito per la terra agrigentina e non solo

Ricordiamo oggi l’arcivescovo-vescovo di Agrigento MONS. GIOVANNI BATTISTA PERUZZO, scomparso a Molare come ieri il 20 luglio 1963, la città piemontese dove era nato il 14 luglio 1878, per oltre un trentennio vescovo di Agrigento, nel difficile periodo, antecedente e soprattutto seguente alla guerra, con la caduta del fascismo, il cambio da Monarchia a Repubblica dell’Italia, e l’inizio della vita democratico-repubblicana, con tutti i problemi connessi dei cattolici che rientravano direttamente in politica. Si costituì infatti, dopo la breve esperienza del PPI, la Democrazia Cristiana per contrastare l’affermazione in Italia del Comunismo sovietico, allora di stampo stalinista.
Scrive  De Gregorio (nella foto) nella biografia di Mons. Peruzzo : “Durante il fascismo i vecchi dirigenti del Partito Popolare non poterono fare nulla, perché ridotti all’impotenza e vigilati continuamente dalla polizia politica, Ma verso gli ultimi anni della guerra, si cominciò a gettare le fila per una prossima ricostituzione delle organizzazioni popolari che ritrovavano in don Michele Sclafani il loro capo naturale e in mons. Peruzzo l’ispiratore, la guida e il primo animatore delle nuove leve”. (cfr.pag.306).
Interessante a questo riguardo la narrazione di incontri segreti……tra rappresentanti del vecchio Partito Popolare ed i democratici cristiani delle altre province, tra cui l’on. Bernardo Mattarella, padre dell’attuale nostro Presidente della Repubblica.
Diego Acquisto
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Francesco Modica–Mons. Giovan Battista Peruzzo è stato uno dei più importanti vescovi agrigentini dei tempi moderni. Egli nacque a Molare (Alessandria) nel 1878 e vi morì nel 1963 a ottantacinque anni. Entrò giovanissimo nell’ordine dei Passionisti e divenne sacerdote nel 1901. Si dedicò all’apostolato e alle missioni ricevendo dai suoi superiori importanti incarichi. Era un grande oratore e aveva il dono della parola che, ora dolce e suadente ora solenne e penetrante, riusciva sempre a coinvolgere e commuovere l’uditorio. Nel 1924 fu nominato vescovo ausiliare di Mantova, nel 1928, vescovo di Oppido Mamertina e nel 1932 vescovo di Agrigento. Quando vi giunse si mise subito “al lavoro” con una serie di riforme su tutta la vasta diocesi che rinnovò non solo dal punto di vista ecclesiastico (parrocchie, seminari, ordini religiosi, congressi eucaristici, pellegrinaggi, Azione Cattolica), ma anche dal punto di vista sociale, civile e politico. Subì nel 1945 un attentato dal quale ne è uscito vivo per miracolo. Per il suo incessante e intenso apostolato Pio XII lo promosse arcivescovo e Giovanni XXIII lo nominò membro della Commissione teologica del Concilio Vaticano II. Morì improvvisamente il 20 luglio 1963 mentre si trovava per un breve riposo nel “Convento dei Passionisti” di Molare. La sua salma è stata traslata in Agrigento e, per sua espressa volontà, nella di lui tanto amata e prediletta “Basilica dell’Immacolata”.

Diego Acquisto–Grazie a Franco Modica x il suo prezioso contributo di approfondimento…..il titolo di arcivescovo fu dato “ad perdonami” a Mons. Peruzzo…..la diocesi di AG è stata dichiarata sede metropolitana nel 2000….. …e da questa data tutti i Vescovi hanno automaticamente anche il titolo-servizio di arcivescovo-metropolita………sulle diocesi suffraganee di Piazza Armerina e Caltanissetta

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