Il mio ricordo di Padre Arcieri

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Volentieri ho accolto l’invito di don Lillo Di Salvo, attuale parroco della “luna”, cioè della Parrocchia BMV-mediatrice di tutte le grazie,   di tracciare un ricordo di don  Giuseppe Arcieri, con il quale ho condiviso non solo tanti anni di Seminario, seppur  per ragione di età in classi diverse, ma anche tanti anni di ministero presbiterale in questa nostra Favara, seppure in parrocchie diverse.

Una figura,  questa di Don Giuseppe ARCIERI, lontano predecessore di don Lillo,  che merita di essere ricordata, come lodevolmente è stato deciso.

Si tratta davvero di  una nobile figura di sacerdote e di uomo, vissuto a Favara dal giorno della sua ordinazione presbiterale nel 1958 sino all’ottobre 1980, quando si è trasferito nella sua Cammarata, dove era nato il 15.2.1933 e dove  ha concluso la sua vita il 12 gennaio del 2008.

Ecco un breve profilo biografico con alcune date importanti della sua vita.

E’ stato ordinato sacerdote da S. E. mons. Francesco Fasola, nella Basilica dell’Immacolata ad Agrigento il 31.5.1958; siamo nell’anno centenario delle appirizioni della Madonna a Lourdes.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, subito viene nominato Vice del Rettore mons. Giuseppe Di Marco,  del Seminario Minore di Favara.

Nell’ottobre del 1963, restando in Seminario come docente, il servizio di vice Rettore viene assegnato al sottoscritto e lui viene anche nominato Parroco della Parrocchia Maria SS. Delle Grazie (alla Chiesa vecchia), l’odierna cosiddetta “Grazia vicina”, mentre iniziava in quel quartiere, denominato “Luna” l’espansione edilizia, che nell’arco di un decennio avrebbe assunto sostanzialmente le dimensioni attuali.

E per questo don Arcieri, che capisce subito l’evolversi della situazione, dopo appena qualche anno dall’inizio del suo servizio come parroco, (succedendo al primo parroco don Sciacchitano), si preoccupò subito per l’elaborazione di un progetto per  costruire  una nuova Chiesa. Che è quella attuale, inaugurata nella seconda metà degli anni ’70.

Chi scrive è testimone dei grandi i sacrifici e delle tante  preoccupazioni che ha comportato la costruzione di questa nuova Chiesa, a cui – bisogna dire – non poco allora ha collaborato l’on. Angelo La Russa, deputato alla Regione ed in alcuni periodi anche assessore.

E quella della Grazia-luna è stata la prima nuova Chiesa, seguita qualche anno dopo da S. Giuseppe Artigiano, (dove per tanto tempo, essendo nei tempi di una rabbiosa contestazione,  nei muri esterni, si leggeva a vista d’ occhio, in vernice nera la scritta (“– chiese + ospedali” )….  Una scritta rimasta per tanti anni, che  faceva capire  quale era in talune fasce sociali, specie giovanili, certa cultura del tempo.

Negli anni  ’70, anni difficili della contestazione che ha coinvolto anche buona  parte della Chiesa agrigentina al suo interno , – (anni in cui soprattutto Favara si è trovata al centro di una effervescente situazione ecclesiale, con risonanza nazionale) –  P. Arcieri, nella sua qualità di responsabile-coordinatore pastorale della zona, seppe svolgere con moderazione, prudenza ed equilibrio un ruolo di pacificazione e di invito alla serenità.  Puntando anzitutto ai valori fondamentali più importanti, che seppe tutelare in ogni circostanza e mai sacrificare per convenienza di popolarità.

Un  atteggiamento ed un comportamento che gli procurarono,  subito e nel tempo,  la stima unanime.

Sacerdote di grande e profonda spiritualità, offriva per la sua Parrocchia e per Favara le sue sofferenze che mai lo hanno abbandonato nella sua vita di seminario e nella sua vita sacerdotale. Sofferenze , in taluni periodi ancora più accentuate, ma che non fermavano il suo zelo ed  il suo  impegno apostolico, per la diocesi, per la Parrocchia, per la città,  per la Conferenza  S. Vincenzo della quale per tanti anni è stato Assistente spirituale saggio ed apprezzato.

Per concludere il mio ricordo,  mi piace riprendere quanto da Lui scritto come proposito nell’immaginetta-ricordo della sua ordinazione presbiterale del  31 maggio 1958.

Un pensiero che trovo  trascritto, in alcuni miei appunti disordinatamente conservati.

Ecco il testo che a me sembra sintetizzare bene quello che realmente è stata   la  vita e la  missione presbiterale  di Padre ARCIERI,  a Favara, prima in seminario e poi come parroco,  e   sul finire  del 1980 sino alla morte, a Cammarata.

 

Ecco l’ impegno “profetico” della sua missione sacerdotale:

“Dio solo per fine

Gesù per modello

Maria per aiuto

Me stesso in sacrificio”

 

Chi vi parla ha partecipato ai solenni funerali presieduti dall’Arcivescovo S.E. Mons. Carmelo Ferraro (nella foto) nella Chiesa Madre di Cammarata, lunedì 14 gennaio 2008, ascoltando numerose testimonianze  di sincera stima e di grande affetto.

Favara allora,  lo ha  voluto poi  ricordare  il  successivo 31 gennaio, all’interno della Conferenza S. Vincenzo, che  in quel giorno ogni anno  festeggia il suo patrono S. Giovanni Bosco, grande figura di apostolo dei giovani ed educatore.

Cosi come non pochi, ancora  ricordano proprio Padre Arcieri.

 

Diego Acquisto

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