Festa di San Bartolomeo Apostolo e Martire

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Notiziario di Telepace – martedì 24.8.2004

Festa di San Bartolomeo Apostolo e Martire

servizio di don Diego Acquisto

Festa liturgica oggi di San Bartolomeo apostolo, uomo generoso e leale, nativo di Cana in Galilea, nominato nei Sinottici e negli Atti degli Apostoli, ed identificato dalla tradizione con quel Natanaele del Vangelo di Giovanni, perché il nome Bartolomeo, che significa “figlio di Tolomeo,  sembra proprio essere un patronimico. Bartolomeo non è il prototipo di quelli che accorrono appena chiamati, anche se poi sarà capace di donarsi totalmente a una causa; egli ha le sue idee, le sue diffidenze e i suoi pregiudizi. La sua adesione a Gesù non è immediata come altre. Di Gesù gli parla con entusiasmo Filippo, suo compaesano di Betsaida, che gli dice: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth”.

Basta questo nome – Nazareth – a rovinare tutto. La risposta di Bartolomeo è subito negativa, segnata da un radicale pessimismo: “Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?”. L’uomo che vive a Betsaida, una città imprenditoriale, con quello che viene chiamato il suo “mare di Galilea”, con le varie aziende della pesca, davvero non spera nulla da quel paese Nazareth, un paese di montanari testardi e rissosi.

Ma Filippo replica ai suoi pregiudizi col breve invito a conoscere prima di sentenziare: “Vieni e vedi”. Ed ecco che si vedono: Gesù e Natanaele-Bartolomeo, che si sente dire: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”. Spiazzato da questa fiducia, lui sa soltanto chiedere a Gesù come fa a conoscerlo. E la risposta: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico“, produce una sua inattesa e debordante manifestazione di fede: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Quest’uomo diffidente è in realtà pronto all’adesione più entusiastica, tanto che Gesù comincia un po’ a orientarlo: “Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico credi? Vedrai cose maggiori di questa”.

Troviamo poi Bartolomeo scelto da Gesù con altri undici discepoli per farne i suoi inviati, gli Apostoli. Poi gli Atti lo elencano a Gerusalemme con gli altri, “assidui e concordi nella preghiera”. E anche per Bartolomeo (come per Andrea, Tommaso, Matteo, Simone lo Zelota, Giuda Taddeo, Filippo e Mattia) dopo questa citazione cala il silenzio dei testi canonici.

Ne parlano le leggende, storicamente inattendibili. Dopo la Pentecoste, sarebbe andato verso l’India, ma non siamo sicuri quali regioni si intendesse per India e avrebbe svolto il suo ministero in Asia Minore e in Mesopotamia. Le fonti su di lui e sulla sua morte sono varie e discordanti. In Armenia avrebbe convertito il fratello del re esorcizzandone la figlia, e per questo sarebbe stato condannato a morte, subendo un martirio tremendo: scuoiato vivo e decapitato. Queste leggende erano anche un modo di spiegare l’espandersi del cristianesimo in luoghi remoti, per opera di sconosciuti e tutte le Comunità cristiane ambivano ricollegarsi all’evangelizzazione di un apostolo. Il modo in cui fu martirizzato S. Bartolomeo, diverso a seconda delle fonti, ha fatto fiorire leggende fantasiose ed una ricca iconografia. La leggenda di san Bartolomeo è ricordata anche nel Giudizio Universale della Sistina: il santo mostra la pelle di cui lo hanno “svestito” gli aguzzini, e nei lineamenti del viso, deformati dalla sofferenza, Michelangelo ha voluto darci il proprio autoritratto.

 

 

Lancio del servizio

Festa liturgica oggi di San Bartolomeo apostolo, prototipo di quelli che non accorrono subito appena chiamati, perché egli ha le sue idee, le sue diffidenze e i suoi pregiudizi. La sua adesione a Gesù insomma non è immediata come altre, anche se poi però anche lui, sarà capace di donarsi totalmente alla causa dell’evangelizzazione, coronando la sua vita col martirio.

 

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