Favara -Ricordare può giovare. Qualche riflessione per l’oggi rileggendo una lettera che, a suo tempo, ha fatto molto discutere, durante la sindacatura Russello

ECCO LA LETTERA DEL 10 MARZO 2010…. allora pubblicata su “PER la CITTA'” del direttore Franco Pullara……CON LE DISCUSSIONI, VALUTAZIONI, POLEMICHE, insinuazioni ecc.ecc.ecc DI QUEL PERIODO….Quanti interventi……in chiaro e magari con uno pseudonimo……mah ! comunque si discuteva appassionatamente……sui problemi del tempo….con Sindaco Russello……..

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La città si prepara ad accogliere l’annuncio ufficiale, ormai imminente, della nuova Giunta, con atteggiamenti diversi, per alcuni di ostilità, per altri di indifferenza, per altri ancora di attesa, e, infine, per una fascia – a mio giudizio non proprio ristretta, se non addirittura maggioritaria – di speranza.
Una nuova Giunta dopo un travaglio di oltre cinque mesi; un lungo periodo segnato anche dalla tragedia del 23 gennaio scorso, che ha drammaticamente messo in evidenza il degrado del centro storico, con tutti i problemi connessi di povertà, di emarginazione e di mancanza di sicurezza per la stessa incolumità fisica.
Il nuovo governo della città, inizia in un momento assai difficile, in cui, malgrado tutto, i partiti che nelle ultime elezioni hanno ricevuto il mandato popolare, hanno ritrovato il coraggio di rimettersi assieme, sicuramente nel proposito – mi auguro fermo e sincero – di seppellire la cultura delle divisioni e del disfattismo,- o del FALLIMENTO DI TUTTO E DI TUTTI – come è stato scritto in questi giorni scorsi.
Assolutamente prioritaria l’esigenza di dare risposta a quella grande voglia di cambiamento uscita dal segreto delle urne nelle ultime elezioni e provare, con senso di responsabilità e ritrovata grinta e determinazione, ad amministrare la città, uscendo dall’emergenza, con l’avvio di un cammino decisamente nuovo,dopo la tragedia del 23 gennaio; un cammino nuovo sotto il pungolo costruttivo dell’opposizione, anch’essa già predisposta, e comunque coinvolta e richiamata al suo ruolo di responsabilità.
A partire dai prossimi giorni, Favara avrà al governo una maggioranza legittimata dal voto popolare; una maggioranza che si assume le proprie responsabilità ed un’opposizione, anch’essa voluta dal popolo, che ne deve controllare l’operato.
Ciò, dopo il travaglio dei mesi scorsi, in cui sono emerse ancora in tutti i settori dei vari partiti, – dove più, dove meno – rilevanti debolezze e contraddizioni, malcelate furbizie e ambizioni personali, pur nel desiderio sincero di un cambiamento in meglio. La democrazia vera non nasconde le sue fragilità. Adesso, con buoni propositi, grazie alla tenacia e determinazione del Sindaco Russello, che ha via via rivelato, prudenza e saggezza, oltre a doti non comuni per gestire l’emergenza, sembra avviarsi subito, davvero una nuova fase, quanto meno, nella chiarezza, per affrontare i problemi sul tappeto.
Auguri a tutti i protagonisti e soprattutto alla città. Favara ha grande bisogno di coraggio nella chiarezza. Credo l’augurio di una franca risposta a questo bisogno, sia il più adatto per la prossima Pasqua.
Per la verità, nella ricomposizione della maggioranza, dobbiamo dire, che all’ultimo momento è venuta a mancare la sola componente consiliare che si rifà al PDL dell’on. Bosco, il quale ha accolto l’idea di una Giunta di salute pubblica, già in precedenza avanzata dai massimi esponenti locali del PD. Bosco ha voluto tuttavia, a chiare lettere, sottolineare di appoggiare pienamente e sostenere con tutte le sue forze i partiti del centro-destra, nella loro concorde decisione di questa ripresa di impegno comunitario per la città.
Le motivazioni addotte dall’on. Nino  Bosco (nella foto) non vanno sottovalutate, perché egli richiama a comportamenti nobili e virtuosi, che è facile collegare con alcuni principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa; principi richiamati anche nel recente documento pubblico della Comunità Ecclesiale, “Per un atto di amore alla città”, a firma congiunta del Collegio dei Parroci e del Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino.
Come non condividere i richiami dell’on. Bosco a “invertire a Favara “la rotta politica” ed uscire dall’anomalia della confusione” ? E ancora, il richiamo ad “attenzionare concretamente i problemi del popolo”…a “mettere da parte ed abbandonare la linea della ricerca esasperata di poltrone, per fare prevalere, invece, l’interesse collettivo?”. E questo per puntare “sulle vere emergenze: lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità.” Su questo progetto – dice ancora testualmente l’on. Bosco – “sarò presente e partecipe, …per riuscire finalmente a misurare l’impegno per Favara, non su sterili promesse, ma per dare soluzioni, rapide e concrete, alla popolazione”. Pensieri nobili che devono essere condivisi e che sicuramente, vogliamo augurarci, saranno tenuti presenti dai Partiti e dai nuovi assessori che si sono caricati la responsabilità di governare la città, imbroccando la strada giusta. Fra due anni, sarà poi il popolo sovrano a giudicare nel segreto dell’urna e confermare l’attuale maggioranza o eventualmente mandarla a casa, per assegnare il governo all’attuale opposizione, e fare diventare opposizione l’attuale maggioranza, secondo le regole maestre della democrazia.
Ricordiamo che, da troppo tempo, la sensazione diffusa è che la politica miri solo al raggiungimento di interessi particolari a scapito di quelli generali. La voglia di cambiamento espressa dal popolo nel maggio 2007, deve essere tenuta presente dal Sindaco e dai nuovi assessori, specie dopo il 23 gennaio scorso. Essi devono dimostrare concretamente una vera inversione di marcia, per rendere palese che la furbizia e la scaltrezza non prevalgono sull’intelligenza onesta e sulla volontà seria di collaborare per il bene comune.
Ricordiamo che la Gaudium et spes definisce il bene comune “l’insieme di quelle condizioni che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere più pienamente e più speditamente la propria perfezione”(n.26). Chiaro il sottinteso che ci vuole l’impegno di tutti. I politici devono creare con le loro scelte le condizioni in questo senso. Favara, – è stato ripetutamente detto da tutte le parti politiche e non solo – dopo il 23 gennaio non è, non deve e non può continuare ad essere più la stessa. Ed allora si richiede un impegno corale, da parte dei politici, maggioranza ed opposizione, degli alti dirigenti del Comune, dei burocrati, di tutti gli impiegati ai vari servizi. Insomma , un impegno ed un atteggiamento nuovo veramente da parte di tutti, dal Sindaco, agli assessori sino all’impiegato con le mansioni che sembrano le più umili, ma sempre importanti, come ad esempio quelle del messo-notificatore, chiamato anche lui a compiere bene il suo dovere, perché una mancata o intempestiva notifica provoca guasti e rallenta l’iter delle decisioni dei vertici più alti.
Bando alla cultura ed alla prassi dell’appiattimento. Meriti e sanzioni non devono esser considerati una cosa del passato.
La Dottrina Sociale della Chiesa dice a tutti di muoversi nel binario del vedere, giudicare, agire, con tempestività e diligenza.
Favara ha tutte le potenzialità per risollevarsi dalle attuali difficoltà ed assicurare una migliore qualità della vita ai suoi concittadini.
Con sensi di stima, porgo a tutti AUGURI di feconda riflessione per il bene di Favara, in questo fine Quaresima e per la prossima Pasqua.
Sac. Diego Acquisto
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“Lettera aperta di don Diego Acquisto”
1. Anon 4 necessity on 13/03/2010 at 01:16 said:

Sotto l’abito di prete in Don Diego c’è sicuramente un uomo di grande spessore: uno con le palle quadrate si dice a Favara, no? Rosa Spina, più spina che rosa, conosce sicuramente Don Diego da vicino, non lo stima tanto e vuole metterlo in difficoltà. Ora io dico: don Diego, vuole cortesemente dare risposte concrete a rosa spina? Si dice anche che gli elogi AD UNA GIUNTA IPOTETICA siano fatti in virtù della presenza in questa di un prediletto………
2. Sac. Diego Acquisto on 13/03/2010 at 10:45 said:
Gentile Rosa Spina,
non credi che il tentativo di evangelizzare la politica anche con le lettere aperte possa pure contribuire ad avviare a soluzione,in maniera strutturale, i problemi delle giuste esigenze delle fasce più povere ?…non credi che per me questo comporti qualche rischio?…Mi consigli frose di starmene tranquillo ?…credo di no !
Per quanto riguarda il resto, “stile di vita e modus operandi” ecc…,credo che tu capisca bene che ognuno ha il dovere di trafficare i talenti ricevuti…e che, come ogni buon buon cristiano, anch’io ho il mio cammino di conversione….grazie x la collaborazione.
Ricambio affetto e sarei contento di un incontro personale franco e fraterno.
3. rosa spina on 13/03/2010 at 14:38 said:
Gentile anonimo è lapalissiano che io conosco Don Diego altrimenti non avrei potuto dire che ne conosco il modus operandi,ma non volevo assolutamente metterlo in difficoltà,lo ha fatto lei con le sue righe : si mette in difficoltà qualcuno quando questi ha qualcosa da nascondere,é questo che lei pensa di Don Diego?
Io gli ho anzi offerto la possibilità di dare una risposta alla domanda che molti si pongono e che lui ancora non ha dato.(perchè non celebra la Messa la domenica pomeriggio?)
Gentile Don Diego non mi occupo di politica,ma se lei crede che questa possa essere evangelizzata in modo da essere utile per le fasce più deboli posso solo dirle di continuare su questa strada.
E’ chiaro che per lei comporti dei rischi, come per chiunque prenda pubblicamente una posizione e gliene dò atto. Dice bene quando afferma che io non le consiglio di starsene tranquillo,infatti ritengo sia necessario,anzi indispensabile,agire ed attivarsi per il bene comune con i mezzi ed i talenti a propria disposizione e lei scrive molto bene.
Per quanto riguarda il resto non ho parlato di stile di vita(me ne guarderei bene),ma di stile che è cosa ben diversa ed ognuno ha sì il dovere di trafficare (?)i talenti ricevuti,ma in positivo.
Detto ciò resta il punto più importante :Ha garbatamente trascurato di rispondere alla mia domanda.
Io ritengo che prima occorre assolvere i doveri inerenti al proprio ruolo e, solo secondariamente,se si hanno tempo e capacità, occuparsi di altro. Mi spiego meglio:lei può interessarsi di politica, di giornalismo, può scrivere lettere aperte o chiuse…..ma solo se questo non sottrae tempo a quello che dovrebbe essere il ruolo primario :”essere” sacerdote con tutto quello che gravosamente comporta.
Con spinoso affetto,Rosa Spina.
4. Anon 4 necessity on 13/03/2010 at 19:52 said:
Si è capito, tutte le risposte tranne una: Perchè non celebra messa la domenica pomeriggio?
E’ “spinosa” come domanda ma, ahimè, pure a questa deve rispondere Don Diego: anch’io aspetto con ansia…
5. rosa spina on 14/03/2010 at 01:47 said:
Gentile anonimo,mi scuso ma non riesco a capire il significato della frase “Si è capito,tutte le risposte tranne una” sarebbe così gentile da spigarmela con parole semplici che io sia in grado di capire?grazie.
La domanda non è affatto spinosa, ma a quanto pare lo è darle risposta.
Cordiali saluti,Rosa Spina
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• Pasquale Palumbo on 10/03/2010 at 16:57 said:
Caro Don Diego, Le scrissi in un mio commento, che anche se Le voglio sinceramente bene, forse per Lei sarebbe più o
pportuno che si occupasse meno di politica, specialmente quando da per scontato (mi permetta di dirlo, in maniera utopistica)che tutto andrà per il verso giusto e che fra 2 anni i cittadini giudicheranno l’operato. Intanto non è ancora detto che la nuova amministrazione nasca…. e poi… non è proprio detto che durerà fino alla fine della legislatura e poi non è certo che….. etc …. etc….
Lei è troppo esperto per cadere in simili…. utopie caro Don Diego, ergo posso presumere che al di là della semplice speranza che le cose cambino e vadano bene, magari ci sia qualche altra cosa… che non so individuare. E un’ultima fraterna osservazione… freni le sua dita dopo avere raggiunto un certo numero di righe, la sintesi è un grande dono, che Lei ha, la sfrutti bene. Con sempre maggiore stima ed affetto da un… disfattitta che proprio tale non è, che la realtà, purtroppo la vede e molto bene (perdoni la mia presunzione).
• serio on 10/03/2010 at 18:55 said:
troppa politica ,si troppa ingerenza dalla chiesa favarese,don Diego esercita un grande potere -tecnica o politica lui c’e’ sempre-quindi anche lui e’artefice della disfatta favarese.Non vedeva l’ora ,ma perche?………………..
• martina on 10/03/2010 at 20:32 said:
perchè in questa terra dobbiamo avere preti che si occupano di politica e politici che si occupano della chiesa.
perchè don Diego non parla della povertà che c’e a Favara della gente che muore di fame, di tanti nostri concittadine anche della parrocchia di san Vito che vivono in catapecchie che possono venire giù da un momento all’altro. Forse don Diego e più interessato ad alchimie politiche che possibilmente lo portino a essere lui il candidato sindaco fra due anni?
don abbondio on 11/03/2010 at 01:18 said:
non voglio essere presuntuoso , ma don diego mi sembra molto vicino ad un allenatore di calcio , forse la formazione la fa lui? mi suggeriscono di dire che somiglia per modi al cardinale richelieu, purtroppo la verità è tutto il contrario di quello che si legge. è il politichese si sa!!!!!!!!!
Sac.Diego Acquisto on 11/03/2010 at 14:44 said:
Caro Pasquale, ricambiando stima ed affetto, ti invito a distinguere tra fare politica ed evangelizzare la politica.
• Pasquale Palumbo on 11/03/2010 at 17:57 said:
Scusi se mi permetto di… ridere, “allura u fa apposta”! Come può pensare che la cosa peggiore che ci sia al mondo: la politica favarese, possa essere evangelizzata? Aspetti e.. vedrà la prossima giunta di Favara e pure se ci fossi io (che non ci sarò ovviamente) sarebbe comunque….. (meglio che scriva omissis).
totò crapanzano on 11/03/2010 at 22:05 said:
caro padre acquisto anche io voglio fare gli auguri, come penso tutti i cittadini di favara, di buon lavoro al sindaco russello che ha saputo mantenere la barra dritta e forte in questi momenti difficili , ma scrivo perchè ritengo la sua una voce libera e necessaria per questa città, spesso mi trovo in disaccordo con le sue analisi un po’ distoniche e di parte, ma mi indigno rispetto a aggressioni verbali nei suoi confronti a dir poco intolleranti, continui a comunicare il suo messaggio, meglio sempre una voce in più che una in meno e la sua è una voce degna di ascolto.
Pino Sciumè on 12/03/2010 at 01:37 said:
Carissimo Don Diego Acquisto, La seguo sempre con piacere e apprezzo le Sue parole con il rispetto che un discepolo ha sempre per il maestro. Ciò premesso, mi consenta di dissentire su un aspetto della Sua lettera aperta a proposito della nascitura giunta di governo della nostra città. Mi è sembrato che Lei abbia voluto forzatamente mettere usa sorta di imprimatur al fine di dare a Favara una direzione politico-amministrativa per togliere dal disagio non la cittadinanza ma coloro che non riuscivano ad uscire da un tunnel durato non cinque mesi ma tre anni. Tengo a precisare che pur essendo di parte, ho sempre rispettato la volontà popolare. Quella volontà che come Lei ha sottolineato, ha deciso nelle ultime elezioni di dare una svolta al destino della nostra comunità. Ed è proprio a quella svolta che Lei si appella per accogliere pieni di speranza la nuova giunta comunale per poi poterla giudicare fra due anni sulle cose che farà per Favara. E’ di poche ore fa la notizia che i due terzi della ritrovata maggioranza si sono guardati bene dal partecipare alla riunione della soluzione finale per porre fine a questa sorte di Via Crucis che, visto il periodo, ci azzecca parecchio con le gravi decisioni da prendere. Ritiene Lei, carissimo Don Diego, che la Dottrina Sociale della Chiesa c’entri qualcosa su questo andazzo di cose? E’ ancora convinto che il vedere, giudicare ed agire abbiamo qualcosa a che fare con quello che sta accadendo? E poi: cosa c’entra la Dottrina Sociale della Chiesa, perchè la vuole adattare a questa piccola porzione di pseudo-politica? Il Congresso delle Chiese di Verona non ha forse stabilito una volta e per tutte che non è la provenienza partitica a fare di un uomo un buon cristiano? Le chiedo: che cosa ce ne facciamo di un “buon cristiano” se si rivela un pessimo politico?! Siamo tanti, mi creda, siamo molti, moltissimi a credere nella Dottrina della Chiesa, ma non siamo mai stati post-democristiani. Una persona o è onesta o non lo è, ma non ritengo giusto imbonire forzatamente la gente con la Dottrina Cristiana. Io posso anche capire il suo risentimento per la venere nuda, ma non posso accettare il suo voler insistere su una cosa che non va. La Dottrina Sociale ne esce mortificata. Diamo a Cesare quello che gli appartiene, perchè Cesare siamo tutti noi, infinitamente piccoli nei riguardi di Dio. Con la stima di ieri, oggi e domani.
Sac.Diego Acquisto on 12/03/2010 at 17:01 said:
Caro Pino, la tua lettera è da me largamente condivisa, soprattutto in tutti gli interrogativi che poni, la cui risposta mi pare davvero scontata e obbligata. Non capisco perchè parli”…imbonire forzatamente la gente con la Dottrina Cristiana” Una chiara assurdità. E soprattutto non capsico ancora di più perchè “La Dottrina Sociale ne esce mortificata”. Se mai… potrebbe esserlo l’interpretazione e …l’applicazione. Il Vangelo ( e la DSC che ne interpreta i valori) deve sempre essere proclamato, anche quando dovesse palesemente venire tradito e calpestato. La mortifcazione riguarderebbe chi tradisce, chi calpesta, chi si allontana da quei valori. Con stima e affetto.
• rosa spina on 12/03/2010 at 21:58 said:
Egregio Don Diego,
come mai “su carta” condivide il richiamo dell’on. Bosco ad “attenzionare concretamente i bisogni del popolo” e poi non si cura dei bisogni del “suo popolo” ossia della comunità, sempre più ristretta, formata dai suoi parrocchiani?
E’ facile richiamare gli altri all’assolvimento dei propri doveri, ma ai suoi ci ha mai pensato ?
Come mai la sua è tra le poche parrocchie, se non addirittura l’unica a Favara, dove non si celebra Messa la domenica pomeriggio?
Ha forse di meglio da fare? Come ad es. scrivere lettere aperte ?
Nella sua ultima parla di persone che svolgono umili mansioni, ma, hoimè,non mi risulta che lei abbia mai volto lo sguardo verso queste, se non per distoglierlo subito e volgerlo verso chi detiene potere e/o denaro (ma non per dare loro aiuto).Quindi conoscendo il suo stile ed il suo modus operandi avrà sicuramente voluto colpire qualcuno nascondendo scaltramente l’offesa dietro un elogio.E’ chiaro che questa è una mia illazione, ciò che è palesemente certo,invece,è la necessità assoluta che lei faccia un bagno nell’umiltà e resti a mollo per molto,moltissimo tempo (secula seculorum).
Con affetto,Rosa Spina

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