FAVARA – MISSIONE GIOVANI

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lunedì 17.3.2003

FAVARA – MISSIONE GIOVANI

servizio di don Diego Acquisto

 

“Giovani sfigurati dal relativismo morale e dall’indifferentismo non solo religioso, dal bullismo e dal mito della velocità, dalla cultura del trasgressivismo, della violenza e della prepotenza; giovani sfigurati dalla cultura del nulla, giovani alla ricerca di paradisi artificiali, attraverso il consumo di alcol o di sostanze stupefacenti”. Gioventù davvero bruciata, incapace di serietà e di impegno. Si tratta di una fascia, per fortuna minoritaria, esistente anche a Favara, così come in altri Comuni dell’agrigentino, ma che proprio a Favara, nei prossimi giorni, sarà particolarmente amata ed attenzionata, con la Missione Giovani, animata dai Francescani. Una Missione iniziata a Favara, ieri, con una solenne concelebrazione presieduta dal Vicario Generale nella Chiesa Madre, e che vedrà impegnati sino al prossimo 30 marzo, 70 missionari francescani, tra frati, suore e laici. Una Chiesa Madre, ieri, gremita all’inverosimile, da tanti giovani dei vari Gruppi Parrocchiali e delle altre Associazioni in cui si esprime il variegato pianeta giovanile, da tanta gente comune, con la presenza di tutti i Parroci della Città, del Presidente del Consiglio Comunale, Stefano Nobile e del Sindaco Lorenzo Airò, oltre che di diversi Assessori e Consiglieri Comunali, di molti operatori culturali e del mondo economico, politico e sindacale della Città. Ricordiamo che l’esigenza di una particolare attenzione ai giovani, era emersa subito, con pressante evidenza, dopo i gravi fatti verificatisi a Favara, e che avevano visto protagonisti in negativo sicuramente i giovani, nei ripetuti atti incendiari contro l’Istituto Magistrale e con ogni probabilità, anche contro altri luoghi-simbolo della Città. L’attentato incendiario contro il portale centrale della Chiesa Madre, del maggio 2001, aveva suscitato profonda indignazione in tutti gli strati della popolazione, con la ragionevole supposizione che, anche in questo caso, la fascia giovanile, quella particolarmente emarginata e degradata, avesse potuto avere in qualche modo la sua parte. Un passato che adesso Favara vuole mettersi decisamente alla spalle, con l’aiuto della spiritualità francescana, concretamente testimoniata dai 70 Missionari, che incontreranno i giovani nei luoghi abituali del loro ritrovo, bar e sale gioco, strade e camper mobili, circoli e case private. La Chiesa-comunità lascia il tempio per farsi tenda, camper, percorso, ricerca, con la semplicità, l’entusiasmo e la gioia travolgente di Francesco d’Assisi. E, ieri sera, al termine dell’affollata concelebrazione della Chiesa Madre, se n’è già avuta una prima dimostrazione, durante la processione che ne è seguita da Piazza Vespri a Via IV Novembre, dove è stato inaugurato il camper, che, durante tutti i giorni della Missione, sarà punto di incontro, di accoglienza e di ascolto dei giovani, nel luogo proprio della Città, dove essi più numerosi abitualmente sempre si ritrovano . Intanto altre tende, a partire da oggi, sono state sparse per la città in prossimità delle scuole ed in altri luoghi e piazze. Una Chiesa con la capacità di uscire dal tempio, quella di Favara, come, a varie riprese ha voluto sottolineare don Nino Giarraputo, giovane Parroco del popoloso quartiere di via Agrigento ed assistente della Consulta Cittadina di Pastorale Giovanile, che ha lavorato non poco per la preparazione di questa Missione e che ieri a nome del Clero ha dato il benvenuto ai Missionari. Un tempo di semina quello della Missione. Una semina da cui si spera un abbondante raccolto.

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