Favara invasa dalla spazzatura. Sullo sciopero degli operatori ecologici,quale opinione?

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Non c’è giornale che non parli del problema spazzatura di Favara, con i titoli più scioccanti, come “Favara invasa dai rifiuti”, “Favara – Nuovo sciopero degli operatori ecologici”, “A Favara in pericolo la salute pubblica”, ”, “Favara-Stipendi non pagati, continua lo sciopero dei netturbini”, “Favara, una città immondezzaio in zona rossa”….” FAVARA TRA MONTAGNE DI “MUNNIZZA” E “ZONA ROSSA”…..ecc. ecc. ecc.

Credo che i titoli con le parole inusuali scelte (e magari scritte in qualche giornale, volutamente e per intero usando la lettera maiuscola, vogliano far capire a tutti la gravità della situazione.

La sola iniziativa seria di cui siamo venuti a conoscenza è stata quella di “Sicilia on Presse” che sull’argomento ha organizzato un pubblico dibattito trasmesso in diretta streaming, mobilitando tutto il suo staff, dall’editore Ioseph Zambito ai  giornalisti, a partire dal direttore Franco Pullara, a Leonardo Pitruzzella, a Giuseppe Moscato.

Insomma tutta la famiglia di “Sicilia on Presse”   per discutere sulla  situazione igienica e contagi a Favara, parlandone in diretta con  la sindaca di Favara, Anna Alba (nella foto accanto), ed il vicesindaco, Giuseppe Bennica, nonché assessore al ramo.

Una discussione ad ampio raggio su un unico tema: Situazione igienica ed intanto contagi covid in pauroso aumento di ora in ora., oltre naturalmente allo  sciopero dei netturbini che ormai ha superato i 15 giorni consecutivi, con tutte le conseguenze immaginabili  per la collettività, cos’ come sintetizzati nei titoli dei giornali.

Bisogna dire ed anzitutto dare atto, che i vertici dell’ Amministrazione Comunale, Sindaco ed Assessore al ramo,  hanno risposto a tutte le domande e fatto conoscere il loro punto di vista sui problemi drammaticamente sul tappeto, mentre, malgrado le numerose punzecchiature sui social,  del tutto assente al problema continua ad essere il Consiglio Comunale, anche nei suoi vertici ufficiali di rappresentanza. Da parte delle forze politiche la cronaca registra una recente lettera aperta da parte del Commissario straordinario della DC di Favara Antonella Vita che rivolgendosi alla Sindaca sulla spazzatura  scrive, tra l’altro : “…un problema che ormai sistematicamente e periodicamente si ripete e vede Favara sempre più sporca…”, sia per lo sciopero, sia per i cittadini indisciplinati.

Chi scrive non ha mancato  nelle settimane scorse di far conoscere il suo pensiero, tenendo a sottolineare che Favara si può salvare se ognuno, per quello che gli compete e  nel suo ruolo, fa la sua parte, senza perdere tempo, senza sconti e senza voltarsi dall’altra parte.

Cosa quest’ultima indubbiamente più comoda,  volutamente dimenticando che, tra i doveri del proprio stato, specie se si tratta di ruolo pubblico, c’è anche  quello di applicare le sanzioni, senza tentennamenti. E  vista la situazione – (specialmente al punto in cui siamo arrivati e non dovevamo arrivare! )  punire. Perché  anche per i genitori, quando necessario,  punire è pure un dovere, anche se sgradito.  Il bene pubblico poi  è prioritario sul bene privato. E adesso siamo in un campo vitale, come quello che riguarda la SALUTE FISICA. Che deve assolutamente essere   tutelata e  le responsabilità diventano davvero pesanti.

Da tutto il dibattito trasmesso, che è ancora possibile seguire consultando l’apposita pagina di facebook,   emerge chiaramente la grande difficoltà a gestire una situazione tanto complessa ed ingarbugliata. Intanto a sentire le varie opinioni,  pare proprio che ognuno  abbia fatto per intero la sua parte, cioè quello che doveva fare.

Ma il drammatico problema resta  ! e pare che niente di concreto si muova.

Senza entrare nel merito concreto delle opinioni espresse, chi scrive è convinto che qualcosa  ai vari livelli delle responsabilità si debba pur  annidare.

L’unica cosa indiscutibile è che gli operatori ecologici, che dopo aver prestato regolarmente il servizio avanzano lo stipendio di diversi mesi, (essi dicono cinque mesi), sono gli unici ad avere ragione.  Hanno chiaramente ragione  senza se e senza ma. E questo bisogna dirlo e se necessario gridarlo.

E ciò, a parte il disagio ed il gravissimo pericolo per la salute,  dei cittadini tutti e di quelli onesti in particolare, che avendo regolarmente pagato non ricevono il servizio dovuto.

Gli stessi netturbini oltre al pericolo  anche loro per la salute,  subiscono il disagio di non avere nulla da mangiare, non avere il necessario per dar da mangiare alle loro famiglie !  E si tratta di  oltre  sessanta famiglie, con bambini anche piccoli.

Gli operatori ecologici sono gli unici ad avere ragione senza discussione. Per  tutti gli altri il loro giudizio deve essere provato e vagliato.

Intanto che cosa si sente ? !… sentite un po’…. ai netturbini  si consiglia di tornare al lavoro per non continuare a  perdere altre giornate di stipendio, come pare che suggerisca l’assessore Bennica (nella foto).

Una cosa questa – (che  a me sembra, non me ne voglia nessuno !) indecente ed abnorme.

E mi chiedo dove sia finito lo spirito dello “STATUTO DEI LAVORATORI, la famosa legge 20 maggio 1970, n. 300 , approvata a larga maggioranza , – ( allora soprattutto da  DC e PSI, mentre il PCI, (oggi PD) si è astenuto) – che ha fissato  le norme principali della Repubblica Italiana in tema di diritto del lavoro, che è l’unico diritto esplicitamente enunciato anzitutto proprio all’inizio come diritto fondamentale e poi all’articolo 36 che  dice che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Allora, negli anni ’70,  si diceva che quando si sciopera per non aver ricevuto lo stipendio di un lavoro regolarmente prestato, nulla poteva essere tolto per i giorni di sciopero,  che in quel caso, senza se e senza ma,  doveva e deve esser giudicato sacrosanto.

Forse questo ( per me  ovvio)  criterio, per le classi più deboli è stato abolito ? Di fatto o di diritto ?

Francamente non lo so e non  mi raccapezzo.  Mi viene da dire:……..boh !…….. Da  chi ?….

Mi piacerebbe e sarebbe credo interessante saperlo,  e comunque discuterne. Perché a mio giudizio non retribuire gli operatori ecologici anche in questi giorni di “sciopero sacrosanto” dopo cinque mesi di stipendio non ricevuto, sarebbe un’ulteriore grave e palese  ingiustizia che dovrebbe fare indignare la coscienza comune.

Diego Acquisto

12-4-2021

Su facebook scambio di opinioni

Domenico Bruccoleri: l’ unico che puo’ riconoscere il salario ai lavoratori che hanno scioperato per la mancata retribuzione è il datore di lavoro che resta obbligato a retribuire i lavoratori che hanno prestato regolarmente la loro opera. Tutto indipendentemente dall’ eventuale contenzioso tra quest’ ultimo e il comune. Questo si risolve con altri istituti normativi di cui non difettano le imprese cosi chiamate proprio perchè assumono il rischio d’impresa come i ritardi di pagamento da parte della P.A. Temo che non avverrà le imprese non si faranno carico del danno che comunque hanno procurato ai dipendenti. Occorrerebbe una forte mediazione politica come è avvenuta in altri tempi ma oggi mancano gli attori per farlo. P.S. per il resto il tema del servizio, dei suoi costi, della sua efficienza ed efficacia rimane in attesa di una classe dirigente capace di avviarlo a soluzione. Un tema per la prossima campagna elettorale.

Diego Acquisto………ma da semplice cittadino quale sono specie in questo campo, mi viene da dire: “Ad ogni obbligo di legge (ed in questo caso anche di Costituzione), possibile che non corrisponda automaticamnet una sanzione adeguata al danno arrecato ?”.

Domenico Bruccoleri

Diego Acquisto andrebbe inserito nel contratto di servizio il criterio discriminante della regolarità retributiva dei dipendenti dell’ impresa e le sanzioni come una delle garanzie per avere un buon servizio. Ma ci vuole la politica per coinvolgere i soggetti che devono convenire che tale previsione contrattuale deve essere condivisa; la fatica del negoziato per costruire un accordo. Il ricorso al giudice del lavoro non dà certezze spesso le sentenze statuiscono che in assenza di prestazione lavorativa (per quanto in esercizio di un diritto costituzionalmente protetto) non da diritto al salario.

Padre Diego Acquisto è ora di tornare alla tensione ideale della dottrina sociale della chiesa;

Ai contenuti della dottrina socialistaliberale

Per i “laici”

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