Favara – Confronto tra due donne intelligenti e capaci. Il Consiglio Comunale ha comunque deciso: Anna Alba deve continuare ad amministrare la città.

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Anna Alba resta Sindaca di Favara per i restanti 18 mesi. Il Consiglio Comunale lo ha praticamente deciso anche se sicuramente non in maniera  chiara e lineare, ma  con alcune assenze sospette, con un PD spaccato nei suoi due Consiglieri Comunali, uno dei quali si è astenuto e l’altro ha votato “SI”  alla sfiducia, ecc. ecc… –  Comunque, nell’osservanza  della norma in vigore,  la conclusione è stata che  la Sindaca Anna Alba deve continuare nel mandato ricevuto dal popolo nel giugno 2016, sino alla naturale conclusione.

Questa è ormai una certezza che nessuno potrà mettere più  in discussione, dopo che ieri sera, a conclusione di un lungo e prolungato dibattitto in Consiglio Comunale in cui a prendere la parola sono stati tanti,  gli undici proponenti la mozione di sfiducia sono riusciti a guadagnare solo altri due voti, fermandosi così a 13.  Una quantità non sufficiente per raggiungere quel 60 per cento più uno dei 24 Consiglieri  che compongono la massima assise cittadina di Favara. E quindi la mozione di sfiducia non è passata ed  Anna Alba rimane sindaca di Favara per tutto il tempo che resta per completare regolarmente la legislatura e con tutti i diritti ed i doveri che la carica di Sidaco comporta.

Come avevamo auspicato, dopo le polemiche e qualche  episodio davvero  negativo dei giorni scorsi, su cui era intervenuta anche l’Associazione Provinciale della Stampa e non solo, tutto ieri sera si è svolto regolarmente, pur nella  diversità delle opinioni e valutazioni diametralmente opposte e contrastanti.

E quindi noi che avevamo parlato e titolato  di “Favara nella sfida della democrazia”, auspicando una sfida da accettare e vivere responsabilmente e con maturità,  confermando così  i grandi valori della democrazia, in un momento così sensibile e delicato come una libera discussione  sulla sfiducia, dobbiamo riconoscere che sul piano dialettico e relazionale dei lavori di ieri sera, la prova è stata superata positivamente.

A dimostrazione di ciò,  anche  la dichiarazione finale della Consigliera Marilì Chiapparo del Gruppo misto, prima firmataria della mozione ed agguerrita  relatrice in  aula  delle argomentate motivazioni per cui doveva essere,  a suo giudizio,  approvata la mozione; e  che alla fine comunque  si è complimentata con la Sindaca Alba per la sua grande capacità a sapersi destreggiare e  magari abilmente spostare l’attenzione sugli aspetti a Lei più favorevoli, conquistando il consenso di  alcuni Consiglieri dell’opposizione.

E la stessa Sindaca Anna  Alba, quasi di rimando, durante i lavori non aveva trascurato di volere indicare come prossima Sindaca di Favara,  a succedere alla sua legislatura, la stessa Marilì Chiapparo.

A nessuno sfugge la sottile, per entrambe  amara ma intelligente  ironia ……Un’ironia forse,  anche a loro insaputa, “sapienziale”,  di entrambe queste due donne intelligenti, che sostanzialmente ieri sera hanno dominato  la scena dei lavori del Consiglio Comunale. E che certamente sono le figure che più sono rimaste  impresse nell’opinione pubblica… e chissà per quali altri servizi alla Città potranno rendersi utili.

Perché in democrazia, naturalmente,  tutto è possibile e quello a cui sempre bisogna puntare è  però unicamente il bene della collettività.

Favara ha energie, capacità  ed intelligenze  da vendere ! ed in questo momento intanto  deve trovare in se stessa le forze necessarie per superare la difficilissima situazione in cui si trova, bai-passando tutti i giochetti, eliminando  le  furbizie politiche di bassa lega, accantonando risentimenti, rancori e veleni, con un nuovo impegno ed un soprassalto coraggioso di responsabilità  per il bene comune.

Favara deve essere salvata dai favaresi. E non può essere diversamente.

La democrazia è un valore prezioso e, dal punto di vista democratico,  superato positivamente  questo momento delicatissimo,  bisogna subito pensare a  recuperare tutto quello che è possibile nel tempo che resta; quello  che magari e/o comunque, per vari motivi,   non è stato fatto nei tre anni precedenti.

Diego Acquisto

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