FAVARA 3 maggio-Ritrovamento della CROCE–AL CALVARIO: “Viaggiu ‘a la CRUCI”

COMUNICATO 2 maggio 2018******”Cu và lu 3 di maiu a la santa cruci campa cuntentu e mori felici”——Domani 3 maggio è la giornata in cui la tradizione cristiana ricorda il ritrovamento della Croce di Cristo.
A Favara il pensiero di tanti devoti va al Calvario dove sempre troneggia la CROCE.
E ci piace riproporre all’attenzione il detto siciliano, un tempo molto diffuso, che, interpretando il largo e positivo sentire di larga parte del popolo su quello che è il simbolo più sentito della fede cristiana, parla di una gioia e di una felicità che segna la vita del credente, non solo nel corso di questa vita, ma anche nell’altra che segue e che non finisce mai più.
Un detto legato proprio alla data di domani, 3 di maggio, che nella dolce e saporosa lingua dialettale dice: “Cu và lu 3 di maiu a la santa cruci campa cuntentu e mori felici”.
Chiaro l’invito ed il consiglio di visitare la Croce il 3 di maggio, quella Croce che per noi a Favara fa riferimento al CALVARIO, oggetto sempre di tanta attenzione e devozione in tutto l’anno, ma soprattutto in particolari date, come quella del 3 di maggio.
Per questo la CONFRATERNITA domani terrà aperto il Calvario, dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 21,30. I fedeli così potranno alternarsi nelle visite e nelle preghiere tradizionali, sostando all’interno della restaurata Cappella, dove nel pomeriggio alle ore 17,30, da parte dell’Assistente Spirituale della Confraternita sarà anche celebrata la S. Messa, a cui seguirà l’esposizione del SS. Sacramento simo alle ore 21,30, quando l’arciprete don Giuseppe D’Oriente impartirà la benedizione eucaristica e celebrerà la Santa Messa.
La devozione alla CROCE spinge sempre a momenti intesi di spiritualità. Perciò l’auspicio è che tra le varie intenzioni di preghiera, in sintonia con quanto in precedenza suggerito dai Parroci e dal Direttivo del CPC, non manchi la preghiera per la nostra Italia e per la nostra Favara, in questo periodo in cui c’è il dovere di riflettere seriamente per il buon governo, a livello nazionale e cittadino.
L’auspicio sincero è che, con spirito di generoso servizio, si affrontino i gravi problemi della collettività, considerando questo impegno come il modo migliore per onorare la CROCE di Cristo.
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Sac. Diego Acquisto
Parroco S.Vito ed Assistente Spirituale
della Confraternita della Santa Croce.

N.B.
Dal punto di vista storico ricordiamo che il ritrovamento della Croce di Cristo, è collegato agli scavi voluti e compiuti al Calvario di Gerusalemme da S. Elena , mamma dell’imperatore Costantino, (imperatore dal 306 al 337), che con il famoso Editto di Milano (313) concesse la libertà di culto a Cristiani e chiuse il lungo e terribile periodo delle feroci persecuzioni. Di questi lavori al colle Golgota (in latino Calvario) abbiamo diverse testimonianze : da parte dello storico Eusebio di Cesarea (265-340); nei resoconti di diversi pellegrini a conclusione del loro pellegrinaggio; ed infine nel discorso “De Obitu Theodosii” (sulla morte di Teodosio) di S. Ambrogio (339-397) , in cui il santo vescovo esplicitamente parla, tra l’altro, dell’ “inventio Crucis” (ritrovamento della Croce).
Ai tempi delle Catechesi di S. Cirillo, vescovo di Gerusalemme (315-387 d.C), la Croce di Cristo, trovata da s. Elena, madre dell’imperatore, era già innalzata sulla roccia del Calvario (Golgota). Il complesso Calvario-Sepolcro formava un’unica struttura sacra: sul sepolcro Costantino aveva innalzato la chiesa dell’Anastasis cioè della Resurrezione (Anastasis in greco), che è tuttora una chiesa cristiana di Gerusalemme, sull’unico luogo della cui esistenza si possiedono prove archeologiche, che confermano la tradizione che indica quello come il luogo della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù. In questa Chiesa Cirillo teneva le sue catechesi mistagogiche. Nella tredicesima catechesi battesimale, parlando della Crocifissione e morte di Cristo, dice: “Fu vera la sua passione; vera infatti fu la sua crocifissione… Se invero qui ora lo negassi, insorgerebbero per confutarmi questo Golgota dove adesso siamo tutti riuniti”.
Radicata quindi nella coscienza del mondo cristiano, non solo la devozione alla Croce, ma anche la particolare sensibilità ad alcune date fissate dalla tradizione. Tra queste, quella del 3 maggio, anche se la riforma di Papa Paolo VI del 1970 ha lasciato come festa liturgica nel calendario solo quella del 14 settembre, festa dell’ “Esaltazione della Croce”.

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