Don Pontillo ed il suo impegno di evangelizzazione con i BB.Culturali nell’Arcidiocesi Agrigentina

Proprio tante le  iniziative culturali nell’arcidiocesi agrigentina ! Ultima delle quali, quella appena conclusa ieri sera, con un folto e qualificato gruppo di persone provenienti anche dai paesi vicini, nello stupendo scenario della Chiesa di S. Lorenzo, in via Atenea ad Agrigento. Anche questa un’iniziativa voluta dell’infaticabile don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio diocesano dei BB.CC. e del MUDIA (Museo diocesano Agrigento).

E le varie iniziative, tutte di  notevole valore,   attirano  l’attenzione dei mass-media e della fascia culturale più elevata dell’agrigentino, ma non solo. Tant’è che negli ultimi anni si è registrato un aumento considerevole di visitatori, che adesso non infrequentemente talvolta  affollano le anguste vie del Centro storico dominato dalla Cattedrale, che in un passato non remoto, sembrava decisamente avviato al completo abbandono.

L’iniziativa di ieri sera, inserita nel contesto delle iniziative  di evangelizzazione fondate sulla cultura e sulla bellezza, come opportunamente ha tenuto a precisare don Pontillo aprendo i lavori, ha avuto come tema di riflessione, le conquiste che l’intelligenza umana  ha saputo realizzare nel campo dei mass-media, di cui  – ricordiamo – si è voluto interessare anche il Concilio Vaticano II, che ha  approvato un decreto, chiamato dalle prime parole in latino “Inter mirifica”, che significa “Tra le meraviglie…”.

Un decreto che espone la dottrina della Chiesa e l’uso pastorale che se ne deve fare dei mezzi di comunicazione sociale, oggi ancora più meravigliosi del passato.

Ed a San Lorenzo erano esposti tanti  tipi di radio, a partire da quello inziale a valvole, cioè il tipo usato da Guglielmo Marconi il 12 febbraio 1931. Quando alla presenza del Papa del tempo, Pio XI che in quella data inaugurava “Radio Vaticana”,  veniva introdotto da Marconi che rivolgeva al Papa queste parole: “Si compiaccia la Santità Vostra  di far udire la sua voce a tutto il mondo”.

Parole e foto che sono riportate nel libro “Altro Suono-La radio a valvole” di Calogero, (Lillo per gli amici) Di Pasquale, attorno alla cui persona ruotava  tutta la riuscita manifestazione di ieri sera.

Calogero Di Pasquale (nella foto), classe 1948, favarese doc,  è ornai da alcuni lustri un diacono uxorato della Chiesa Agrigentina, responsabile tecnico degli strumenti informativi della Curia, nonché a servizio del Tribunale Ecclesiastico.

Persona semplice e mite, dal temperamento cordiale e socievole, senza grilli per la testa, che nella vita ha dovuto vivere e superare momenti particolari e delicatissimi da non augurare a nessuno, con una cinquantennale esperienza di tecnico alle spalle come riparatore-fiduciario delle principali aziende nazionali di Radio e TV,  e per un buon periodo anche come elettricista all’Anic di Gela,  ereditando dal  padre questa passione,… accogliendo le pressioni e la collaborazione fattiva  di tanti amici, ha consentito la pubblicazione  di un prezioso ed elegante volume  di oltre 150 pagine, che, con essenziali spiegazioni e tante foto, racconta l’evolversi nel tempo dei mezzi di comunicazione sociale, soprattutto radio, ma anche televisione sino ai nostri giorni. Un volume dedicato al padre, Carmelo Di Pasquale (1920-2000), nobile e stimata figura di uomo e di lavoratore,  dal quale ha avuto instillata nel sangue la passione per l’elettrotecnica.

Un volume per nulla autocelebrativo, come ha opportunamente sottolineato in una breve ed interessante  introduzione il Preside Ing. Francesco Paolo Pulselli,  che nella prefazione al libro, parla di “questo bipede” che è l’uomo che “non si accontenta mai di come stanno le cose” e proprio a questa sua sete inesausta di conoscenza sono dovuti i progressi su tutti i campi, compreso quello della diffusione delle notizie attraverso le onde elettromagnetiche.

Mentre del più lungo ed elaborato intervento  di presentazione del Prof. Giovanni Marchica, pubblicato per intero su questo nostro sito web www.sanvitofavara.it,  in questa sede,  per ovvi motivi,  vogliamo solo riprendere il pensiero conclusivo, laddove il Marchica, facendo riferimento al famoso volume del sociologo-psicologo tedesco  Erich Fromm (1900-1980) “Essere o avere ?”  del 1977 ,   guadando alla vita ed al comportamento generale dice che Lillo Di Pasquale  ha impreziosito la sua esistenza: “…con il suo quasi mezzo secolo di attività professionale prima e hobbistica poi, volta più alla ricerca dell’appagamento interiore che non all’adesione incondizionata alle vane lusinghe della vita, prima tra tutte il denaro considerato come fine a se stesso…”.

Diego Acquisto

05-X-2019

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