DOMANI SOLENNITÀ dell’EPIFANIA

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Notiziario di TELEPACE – Mercoledì 05.01.2005

DOMANI SOLENNITÀ dell’ EPIFANIA

servizio di don Diego ACQUISTO

 Domani la Chiesa celebra la festa dell’Epifania, una parola di origine greca che significa, rivelazione, manifestazione del Signore. Sul piano della rievocazione storica si celebra il ricordo di quella manifestazione del Signore che fu la venuta dei Magi a Betlemme. I Magi rappresentano i popoli pagani, chiamati anch’essi alla Grotta di Betlemme, perché Gesù è il salvatore di tutti. Si celebra dunque domani l’apertura dell’orizzonte della salvezza a tutti i popoli, la cattolicità della Chiesa, che è la grande famiglia, voluta da Gesù, per continuare nel tempo la sua opera di salvezza. Si ripetono in tanti nostri paesi domani, suggestive tradizioni per rievocare la pagina evangelica, ben conosciuta ed affascinante, del viaggio dei Magi verso Betlemme con la guida di una stella. Una pagina evangelica che propone il tema del rifiuto, oltre a quello della ricerca e dell’accoglienza. Oltre a quelli che lo cercano, altri preferiscono ignorare il Bambino Gesù o addirittura tentano di eliminarlo. I Magi dichiarano l’intenzione di adorare il Bambino e di essersi messi alla ricerca, perché hanno visto la sua stella. Erode e quelli che sono attorno a lui a Gerusalemme simboleggiano il rifiuto, un rifiuto camuffato, perché Erode ha la stoffa dell’abile politico, che finge di collaborare e con melliflue parola lascia intendere ai Magi di volere anche lui adorare il nato bambino.

I Magi che dapprima non percepiscono il raggiro, saranno successivamente aiutati a capire le reali intenzioni di Erode e per un’altra strada faranno ritorno alle loro regioni.

Il carattere popolare, quasi ingenuo del racconto evangelico, come pure il significato della stella, espressione del linguaggio cosmico di Dio, domani verrà rivissuto nei nostri paesi dalle tante tradizioni che nel corso del tempo si sono accumulate, mentre nelle assemblee liturgiche saranno vissuti i temi più impegnativi dell’accettazione o del rifiuto della salvezza. Sia in Oriente come in Occidente l’Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica, trascendente singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio. Ai pagani è attraverso il mondo visibile che Dio parla: lo splendore del sole, l’armonia degli astri, la luce delle stelle nel firmamento sconfinato, elementi tutti che sono portatori di una presenza certa di Dio.

Partendo dalla natura, i pagani possono – come dice S. Paolo – “compiere le opere della legge”. Ma, ora “in questi giorni, (Dio) ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo ” (Eb 1,2). I molti mediatori della manifestazione della divinità trovano il loro termine nella persona di Gesù di Nazaret, nel quale risplende la gloria di Dio e che come insegna il Vaticano II è contemporaneamente “mediatore e pienezza della rivelazione”

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