Defuncta adhuc loquitur…Un ricordo di ALONGI “ANGILINA, a commento del libro  del figlio Mimmo  Castronovo

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….defuncta adhuc loquitur….Un’espressione  a cui subito ho pensato, dopo avere completato la lettura tutta d’un fiato del “diario-pamphlet di Mimmo Castronovo. Diario, ma anche in parte pamphlet, perché  in tutte le vicende autobiografiche narrate con un tocco di verismo ( superiore, mi è venuto subito di pensare, al classico verismo verghiano!) – non solo c’è il profilo biografico e soprattutto psicologico di una donna straordinaria nell’ordinarietà,  ma è anche sempre sottilmente bacchettato il quadro sociale  con tutto il contesto di  una vita dura, in un periodo particolarmente travagliato e difficile.

La donna a cui è dedicato l’elegante volumetto di 120 pagine, corredato alla fine  da una ventina di fotografie in bianco e nero ed a colori,…foto tutte  che parlano con la loro semplicità,… è “’Ngina” – come dice il titolo, per Mimmo sua madre….per me una donna straordinaria di fede vissuta nel silenzio e nell’ordinarietà, a servizio, negli anni più impegnativi del mio ministero di parroco,  di tanta gente della parrocchia S. Vito di Favara, soprattutto, (ma non solo !), come “ministro straordinario della distribuzione dell’Eucaristia”, per gli ammalati della parrocchia.

La zia “ANGILINA” come la chiamavo io e la chiamavamo  abitualmente in Parrocchia, allora con quasi il triplo degli abitanti di oggi, prima che il centro storico di Favara subisse l’eccezionale spopolamento a vantaggio dei nuovi quartieri periferici con case molto più grandi e comode.     

……Defuncta adhuc loquitur….subito mi è venuta in mente questa espressione, durante ed alla fine della lettura del volumetto del figlio Mimmo. Un’espressione che si trova nella “Lettera agli Ebrei”, in cui l’autore sacro, nel prosieguo del suo scritto di grande valore teologico, parla del prezioso valore della fede, non però interessato a costruirne una definizione teorica,  ma a tratteggiare con magistrali pennellate la storia resa santa dall’alleanza offerta da Dio all’umanità, e segnatamente da chi poi concretamente l’ha accolta nella sua vita personale, lasciandosene guidare ed illuminare, pur mettendo in evidenza ed  in conto le proprie debolezze e fragilità.

Una Fede cioè concretamente  in azione, che si fa guida e metro di valutazione nelle grandi, come nelle spicciole situazioni concrete della vita. E sullo sfondo della vita concreta della zia “ANGILINA”, leggendo quelle pagine, non potevo fare a meno di pensare alla sua sorella, a cui era tanto legata e che visitava ogni giorno, dopo la Messa a S. Vito, cioè la zia (come la chiamavo io) “Libertina” sposata Vassallo, anche Lei una donna di grande fede e di forte  tenacia umana.

Due donne, due sorelle,  che nel mio ministero nella parrocchia S. Vito di Favara, con ruoli assai diversi, mi hanno entrambe tanto sostenuto con la loro preghiera, i loro consigli, i loro sacrifici, la loro azione.

Per rendersi conto del giudizio che ho espresso all’inizio, e che ho pensato subito nel corso della lettura tutta d’un fiato, bisogna leggere il volume, che credo non destinato al  pubblico, anche perché  non mancano  riferimenti   precisi di situazioni e persone anche nominate con nome e cognome.

Persone  che allora, nella cultura del tempo, godevano di forte “prestigio sociale”,  con la nomea che avevano,  talvolta pure con qualche preciso riscontro  in campo penale, per quella che veniva chiamata l’“onorata” società. Da cui anche la stessa Chiesa istituzionale, successivamente, pur con qualche ritardo, ha preso ufficialmente e nettamente le distanze, soprattutto con Giovanni Palo II (papa dal 1978 al 2005) e  con l’attuale meraviglioso Papa Francesco, eletto nel marzo 2013, dopo l’inaspettato,  coraggiosissimo gesto di Papa Benedetto XVI, che, vedendo che le sue forze venivano meno ed i problemi aumentavano, ha rassegnato le dimissioni, previste dall’ordinamento giuridico cattolico, di cui quasi nessuno però dei suoi predecessori aveva fatto mai uso.

Per la “zia ‘Angilina”, a lettura ultimata, mi è venuto e mi viene subito di dire: “In Paradiso ti accompagnino gli Angeli ; al tuo arrivo ti accol­gano i martiri e ti introducano nella Città Santa, la celeste Geru­salemme. Ti accolga il coro degli Angeli e possa tu, con Lazzaro, povero qui in terra, godere il riposo eterno”.

Riposo eterno in cielo che è riservato a quanti hanno vissuto la loro vita terrena, con fede viva, con l’impegno a trasmettere que­sta fede, con l’impegno a rendere la fede, operosa nella carità, pensando all’unica ricchezza davvero indispensabile, quella inte­riore, l’unica che si trasmette in modo duraturo, l’unica che sfug­ga alla possibilità di furto, l’unica ricchezza che arricchisce vera­mente, senza lasciare discordie o provocare lacerazioni.

La fede è dono di Dio, dono che si riceve nel battesimo, e che il cristiano si sforza non solo di non perdere e di conservare, ma anche sempre più di accrescere, di potenziare, pur in mezzo a tutte le prove, talora anche dure, della vita.

In mezzo a tutte le difficoltà, il cristiano non perde la calma, la serenità, perché si lascia guidare ed illuminare dalla fede, ricor­dando la parola del salmista : “Luce ai miei passi è la tua Parola, o Signore”.

La fede, quando non è vissuta a livello epidermico e superficiale, diventa forza nella vita.

La fede, per cui ci si apre a Dio e si aderisce a Lui con intima, personale adesione, nel travagliato cammino della vita, pur mettendo in conto temporanee fragilità e debolezze. Così come riscontriamo nel Vangelo, con gli stessi apostoli che comunque coroneranno la loro vita col martirio, per testimoniare il Risorto.

La “zia ‘Angilina Alongi-Castronovo…..defuncta adhuc loquitur”, cioè defunta parla ancora.

La fede vera, autentica, non è quella che si considera come un vestito da mettere o da togliere secondo le circostanze, ma quella che  radica la propria vita in Dio e non consente turbamenti profondi di alcun genere.

Da questo punto di vista quasi una profezia, se pensiamo all’attuale situazione, con una Chiesa guidata da Papa Francecso, che proprio in questo mese agli associati all’ “Apostolato della Preghiera”, associazione della quale la signora Alongi Castronovo Angela, nata a Favara il 2-3- 1922 ed ivi deceduta il 16-9-2002, nella sua casa di “ ‘A CRUCI”, per tanti decenni  ha fatto sempre parte, tesserata ed associata,  non solo come semplice aggregata ma soprattutto come impegnata nella crescita e diffusione, invitando  cioè sempre altri a farne parte. A  fare cioè  apostolato col metodo più semplice che è però quello più efficace,  e che non richiede particolari abilità, ma solo la volontà di pregare e sacrificarsi, nel silenzio e nel nascondimento, per il bene degli altri.

Un tipo di apostolato veramente profetico. Per  essere concreti, nel corrente  mese di luglio Papa Francesco rivolge ai milioni di associati in tutto il mondo, l’invito a pregare “perché nelle attuali situazioni sociali, economiche e politiche conflittuali”, si sappia essere “coraggiosi ed appassionati artefici di dialogo e di amicizia”.

 

 

Sac. Diego Acquisto

 

05-07-2021

 

 

 

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