De Gasperi e l’Appello ai liberi e forti– Editoriale lun.25-1-2021

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Lo dicevamo lunedì scorso, che il 18 gennaio, quando abbiamo ripreso le nostre conversazioni settimanali dopo la pausa natalizia, il 18 gennaio era una data storica…..con riferimento   al 18 gennaio 1919,  quando da parte di don Sturzo e di un Comitato …. dell’appena nato Partito Popolare Italiano, veniva  lanciato l’Appello ai «liberi e forti» rivolto a quanti, «uomini moralmente liberi e socialmente evoluti», erano disposti a impegnarsi a sostenere un progetto politico e sociale per l’Italia all’indomani della Prima guerra mondiale, per  allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ed attuare gli ideali di giustizia sociale,  migliorare le condizioni generali del lavoro e sviluppare le energie spirituali e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della “Società delle Nazioni”. E sempre nello stesso “Appello” del quale ne riferiamo solo qualche passaggio….e che consigliamo a tutti di leggere per intero, con una semplice e facile ricerca storica, si leggeva ancora: “Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali – la famiglia, le classi, i Comuni – che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell’Istituto Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto delle donne,…”.

Quindi anche il voto alle donne,  annunciato come un grande novità di programma….una novità  che sarebbe stata attuata – pensate –  per la prima volta poi nel referendum istituzionale, cioè quando bisognava scegliere tra monarchia e repubblica  del 2 giugno 1946.

Un uomo che è stato impegnato – sicuramente non il solo, ma assieme a tanti altri – uno dei tanti – comunque uno dei più impegnati e significativi del secondo dopoguerra, impegnato ad attuare quell’“Appello ai liberi e forti” è stato indubbiamente Alcide De  Gasperi (nella foto)…. L’uomo della nuova Italia, della nuova Italia post-fascista, Alcide De Gasperi l’uomo che ha attuato quell’Appello di don  Luigi Sturzo …..De Gasperi “antagonista di Mussolini” come titola un prezioso volumetto edito recentemente da Medinova , ……Vogliamo quindi parlare di Alcide e Gasperi, fedele discepolo di  don Sturzo antagonista di Mussolini….richiamando alcuni eventi fondamentali su persone e eventi successivi a quell’ “Appello ai liberi e forti” del 1919 … per capire   De Gasperi, “onesto uomo ed onesto padre di famiglia”, nobile e grande figura di statista nel groviglio dei problemi del dopoguerra, la seconda guerra mondiale…..De Gasperi che ha concluso la sua vita, a Borgo Valsugana, in provincia di Trento, il 19 agosto 1954. E vogliamo ricordarlo con un episodio avvenuto  oltre vent’anni prima della sua morte, quando, perseguitato dal fascismo, si trovò al centro di una  singolare vertenza tra   Mussolini ed il Papa, i quali per De Gasperi si scambiarono messaggi segreti.  Un  episodio questo dei messaggi segreti tra il Papa e Mussolini  davvero strano, in cui si coglie  anzitutto la  personalità dei due protagonisti contendenti, cioè da una parte  il capo del Fascismo e dall’altra parte il capo della Chiesa Cattolica, entrambi fortemente determinati a perseguire ideali diversi….e che  sono su posizioni opposte proprio sulla figura di De Gasperi…….del Capo del Fascismo, il Cav. Benito Mussolini, romagnolo di Predappio, classe 1883, si sa tanto; del Papa Pio XI invece  molto meno. Quest’ultimo, al secolo Achille Ratti,  lombardo-milanese di Desio, classe 1857, aveva alle spalle  un curriculum formativo e culturale assai diverso da quello di Mussolini.

Sulla forte personalità di questo Papa, determinato a concludere il Concordato, indugiano i biografi, riferendo qualche episodio particolare, il più colorito dei quali, è quello in cui, per chiudere definitivamente con quanti all’interno della Chiesa si opponevano ad ogni accordo con Mussolini, avrebbe detto: “Per il bene della Chiesa, io mi accordo anche col demonio”. Un’affermazione indubbiamente inusuale e forte per un Papa, da collegare però a quel sommo bene che per Pio XI era la famiglia, la sua tutela con il matrimonio-sacramento, che  celebrato in Chiesa col Concordato otteneva automaticamente gli effetti civili.—–Qualcosa che dovrebbe fare riflettere non poco oggi, in cui ad essere attaccata è proprio la famiglia cosiddetta “tradizionale”, formata da un uomo ed una donna, mentre quella “moderna”– (mi pare di capire) –  dovrebbe essere quella indicata con “paternità n.1” e  “paternità n. 2”.

Quell’espressione così dura,  che oggi potrebbe essere malevolmente interpretata, va compresa con  il  sommo valore che Pio XI attribuiva alla Famiglia, cardine della società, in cima sempre ai suoi pensieri.

Tutto il resto nel Concordato per Pio XI  veniva dopo ,  a partire  dalla necessità di assicurare al Papa la piena libertà, con la creazione di un  piccolissimo Stato quale la “Città del Vaticano” (SCV); uno Stato appositamente creato e riconosciuto  col Trattato.

Ma ritorniamo al caso De Gasperi, dicendo subito  che Pio XI, uomo di profonda sensibilità,  sentiva profondamente lo spirito di paternità universale legato al suo ruolo. Per questo avvertiva essere  suo dovere, per quanto possibile,  la tutela della dignità di ogni persona.

Di contro il cav. Mussolini  nel suo smodato sogno di egemonia, in quel periodo ricorreva a qualsiasi mezzo, compreso quello della fame, di affamare… per piegare al suo volere ogni avversario politico.—-

Ed ecco chiariamo lo scontro dei messaggi, … il “popolare” Alcide  De Gasperi, fisicamente fragile ed indifeso; il quale, (dopo l’assassinio di Matteotti, dopo la sterile protesta dell’Aventino e la conseguente dichiarata decadenza da parlamentare), aveva dovuto subire  due anni di carcere a Regina Coeli. E quindi “graziato” dal Re, per potere vivere, aveva trovato in Vaticano un modesto lavoro con relativo stipendio mensile.

In questa situazione, siamo nel 1931, ecco lo scambio dei messaggi segreti tra Mussolini che chiede al Papa un particolare “atto di cortesia”….uno strano atto di cortesia……di cui parleremo lunedì prossimo per capire i tempi di allora…..per capire  le persone di allora…..per capire la diversa personalità  del Papa e di Mussolini….per capire la politica di allora….tutto questo sarà oggetto della nostra conversazione di lunedì prossimo

E con questo pensiero,  che è anche un augurio di attenzione, perché il momento che viviamo richiede a tutti un supplemento di sforzo per affinare le nostre capacità di discernimento e di critica,  …con questo augurio da questa emittente Radio RF 101 un caro saluto a tutti, da parte mia don Diego Acquisto e da parte di Lillo D’Anna per la parte tecnica.

 

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