Da Favara ed Agrigento messaggi forti per il Corpus Domini !

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Messaggi evangelicamente forti e dirompenti ! Da Favara e da Agrigento, luoghi da cui abbiamo chiara e documentata notizia..

Da Favara, dove nella grande Chiesa Madre – ( che sicuramente per spazio e posti a sedere è una delle più grandi della nostra diocesi ) – letteralmente gremita e con tantissime persone in piedi che occupavano ogni spazio libero, l’arciprete don Giuseppe D’Oriente, che ha presieduto con tutti i parroci la concelebrazione, non ha mancato tra l’altro di pregare ufficialmente per il nuovo Governo, auspicando che in tutto o almeno in buona parte possano finalmente essere attuate le promesse elettorali.

E quindi nell’omelia, don Giusweppe in uno stile di grande semplicità e senza alcuna enfasi oratoria, tra le tante cose, ha avuto parole estremamente chiare e dure contro chi sfrutta gli operai, costringendo a firmare ricevute di denaro lontane dalla realtà. Cioè si firma per una cifra, ma in effetti il datore di lavoro ne consegna realmente un’altra notevolmente inferiore.

E da Agrigento, dove l’arcivescovo-metropolita Card. don Franco Montenegro, dopo avere concelebrato la S. Messa con i parroci della città nella chiesa San Domenico, al termine della processione cittadina in piazza Cavour, nel suo solito affascinante stile, quasi naif, con coraggio profetico ha, tra l’altro, testualmente detto che la negazione dell’acqua e del pane è un assassinio senza spargimento di sangue”.

Denunciando contestualmente con amarezza “l’indifferenza…per le colpevoli distanze”… di tanti che si dicono cattolici e credenti e che invece vivono a grande distanza da Gesù e dai suoi amici che sono i Santi. Verso i quali si professa pure tanta devozione, come per esempio “ San Calogero, il nostro Bel Vecchio , a cui ci sentiamo tanto legati, che non si rinchiuse nel suo eremo, ma ricco di Te, portava pane e acqua agli appestati”.

Ed a proposito di pane ed acqua, per sottolineare che stava mettendo il dito sulla piaga tipicamente agrigentina , ha fatto ricorso anche a Danilo Dolci, “Un uomo, che amava la Sicilia e i siciliani, e che ha scritto: “Non esiste alcuna civiltà senza acqua: senza saper valorizzare l’acqua, senza saper amministrare l’acqua […]….. In ogni tempo, civiltà e gestione dell’acqua si identificano”).
Messaggi insomma sia da Favara che soprattutto da Agrigento, che sicuramente non dovrebbero lasciare tranquilli quelli che attualmente gestiscono in un certo modo il potere in tanti servizi alla Comunità civile.
Servizi troppo spesso assai costosi, seppur visibilmente carenti; e di cui tuttavia per furbizie giuridiche ormai consolidate i cittadini non riescono a liberarsi.
Intanto la cronaca registra questi messaggi che hanno potuto ascoltare migliaia e migliaia di cittadini che proprio ieri, domenica del Corpus Domini, hanno partecipato alla Messa ed alla solenne processione eucaristica.
Messaggi che alcuni benpensanti potrebbero anche giudicare fuori tema e fuori contesto, ma che invece l’Autorità religiosa ha creduto opportuno proprio lanciare e di proposito, anche forse approfittando di una partecipazione fuori dall’ordinario e per dire che se la fede non è seguita dall’impegno concreto per tutelare la dignità dell’uomo, quella è una fede non autentica, se non proprio alienante.
Altro che religione “oppio del popolo”! questi messaggi sono uno scossone alla Politica ed a quanti responsabilmente vogliono praticarla, senza poi lamentarsi dei risultati che escono dalle urne. Perché il messaggio se tocca direttamente chi gestisce la cosa pubblica, è rivolto anche ai cittadini che, nel segreto dell’urna ed al momento giusto, hanno il dovere di votare con coscienza, punendo chi non cura il bene comune.
Diego Acquisto

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