Meminisse iuvat…Convegno al Palacongressi di Agrigento, con la presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Massimo D’Alema. 18.3.2000

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Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Regione, Signor Sindaco, Autorità, Gentili Signore e Signori, nel portare a questo qualificato consesso il saluto del Vescovo della Diocesi di Agrigento, Mons. Carmelo Ferraro, mi consentirete di portare un brevissimo contributo a questo incontro, per conto del Vescovo e  anche  dell’Ufficio Diocesano per i problemi Sociali e il Lavoro, che ho l’onore di dirigere e dell’omonima Consulta.

L’incontro odierno, che rappresenta sicuramente un momento alto di confronto tra il governo nazionale e quello siciliano, si colloca in un contesto temporale caratterizzato da una serie di segnali preoccupanti, che testimoniano le difficoltà in cui versa la società agrigentina.

Una serie di recenti episodi hanno evidenziato i pesanti rischi che la drammatica mancanza di lavoro può determinare sulla tenuta dell’ordine pubblico e rispetto ad una forte azione di contrasto alla mafia, alla sua cultura di violenza, di sopraffazione e, a volte purtroppo, di seduzione.

La Chiesa Agrigentina, guidata dal suo Vescovo, ha più volte puntato il dito sulla gravità di questi fenomeni, mettendo in guardia le istituzioni competenti, rispetto al clima che si respira e che ogni giorno che passa diventa sempre più esplosivo, come confermano il considerevole aumento di suicidi per la mancanza di un lavoro e la disperata aggressione ad un funzionario dell’Ufficio di Collocamento di Licata.

I ripetuti tentativi, da parte nostra, di offrire tavoli di confronto, sia per prendere consapevolezza dei rischi sociali a cui si va incontro, sia per discutere di concrete opportunità per alleggerire l’atmosfera, ci auguriamo che in futuro trovino adeguata accoglienza, da parte delle pubbliche istituzioni, per la tutela della dignità dell’uomo, anche in questo estremo lembo della terra italiana, troppo spesso trascurato e marginalizzato

In questa direzione, come aiuto concreto alla nostra terra agrigentina, si potrebbe anche ipotizzare, come ha ufficialmente chiesto il nostro Vescovo, che il  Governo Nazionale, a proposito dell’attuale emergenza sociale, dovuta al costante aumento della disoccupazione, rifletta sull’opportunità di predisporre adeguati interventi, come avviene, quando si tratta di fronteggiare uno stato di  calamità naturale.

Auspichiamo comunque, che questo incontro, con la presenza del capo del Governo Nazionale, possa avere una connotazione che sia la più concreta possibile, in termini di nuove possibilità di lavoro e quindi di speranza per le nostre popolazioni. Ciò, anche introducendo tra i due livelli di governo, regionale e nazionale, i termini di uno scambio virtuoso di impegno civile: da una parte la determinazione a percorrere senza tentennamenti un cammino ispirato ai principi della legalità, della trasparenza e dell’impermeabilità alle infiltrazioni mafiose; dall’altra la disponibilità dello Stato a fare la sua parte sino in fondo, per sostenere la crescita di un territorio che vuole abbandonare definitivamente i piagnistei e le rivendicazioni lamentose, per  rivendicare con forza  la possibilità di essere messo in grado di cogliere quelle opportunità che sono a portata di mano, grazie al prezioso capitale umano di cui  dispone.

Sono passati quasi sette anni dall’incontro che, in questo stesso Palazzo dei Congressi, il Santo Padre ha avuto con i rappresentanti delle forze sociali della nostra provincia.

Riecheggiano ancora nelle nostre menti le parole di speranza e di incoraggiamento che Giovanni Paolo II rivolgeva in maniera ferma, indirizzandole soprattutto alle nuove generazioni e indicando loro, la necessità di condividere una nuova cultura dell’iniziativa, come risposta alle difficoltà contingenti.

La possibilità che questo invito possa essere raccolto dipende da tutti noi e principalmente da chi può contribuire alla modernizzazione del Paese e alla riforma della pubblica amministrazione, non più rinviabile se si vuole evitare che la burocrazia continui a scoraggiare le attività imprenditoriali e a rappresentare il principale elemento che contribuisce ad annullare il potenziale competitivo del nostro sistema territoriale.

Un esempio emblematico per rendere più plasticamente le disfunzioni, è la duplicazione delle autorizzazioni di rito, è la farraginosità dei meccanismi; tutto a causa del clamoroso ritardo nell’applicazione della normativa che prevede l’istituzione dello sportello unico per le imprese.

Questa considerazione la giriamo a chi quotidianamente indica la web-economy come una grande opportunità per il Paese e per il mezzogiorno, facendo giustamente rilevare come questa sia la direzione per recuperare il terreno perduto e per  valorizzare l’intuito, l’intelligenza, la fantasia di tanti giovani siciliani ed agrigentini, che possono benissimo inserirsi nei processi di innovazione e di internazionalizzazione del mondo economico e produttivo.

Nella speranza che questo incontro possa produrre risultati concreti, voglio esprimere l’augurio che le forze politiche, sociali, imprenditoriali e culturali della provincia possano recuperare quello spirito unitario che ha animato la preparazione della visita del Santo Padre nella città dei templi, facendo tesoro del messaggio che ci ha lasciato.

In una prospettiva di rinnovamento e di profonda e costante maturazione personale, comunitaria e sociale, ci sostiene la convinzione che le grandi potenzialità culturali ed etiche, degli uomini e delle donne della nostra terra, possano ritrovarsi in un progetto di sviluppo originale, illuminato da una tensione collettiva capace di fare crescere la società agrigentina e di avvicinarla ai più evoluti livelli   di civiltà.

Ancora un deferente saluto all’on. Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Massimo D’Alema, un grazie al Presidente della Regione per il cortese invito e buon lavoro a tutti, dal sottoscritto e da Sua Eccellenza il Vescsovo Mons. Carmelo Ferraro.  AG–18-3-2000

Sac. Diego Acquisto

N.B.- Intervento non effettuato per mancato invito a prendere la parola….Totò Pezzino, presidente della Consulta diocesana della pastorale sociale e del lavoro…. ed il sottoscritto (nella qualità di delegato vescovile) dai primi posti in cui eravamo stati assegnati, …abbiamo abbandonato i lavori, dando notizia alla stampa…..l’indomani la notizia è rimbalzata sul GdS, con la sottplineatura di “incidente diplomatico”…..il Vescovo Mons. Carmelo Ferraro ha condiviso la “protesta” dei suoi rappresentanti…..

 

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