CHIESA e TELEVISIONE

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Notiziario di Telepace – venerdì 19.9.2003

CHIESA e TELEVISIONE

servizio di don Diego Acquisto 

La Chiesa non deve essere una inerme e defilata spettatrice dinanzi ai processi di comunicazione e di formazione della cultura e della coscienza europea, ma una protagonista della nascita della nuova realtà europea”. “Il processo di unificazione europea spinge le Chiese delle diverse nazioni non solo a confrontarsi o a scambiarsi conoscenze e progetti, ma anche a sviluppare strategie. La Chiesa è impegnata a trovare le strade della nuova evangelizzazione che può avvalersi di molti percorsi. E uno di questi, forse decisivo, è legato agli strumenti della comunicazione sociale.”

Lo ha dichiarato, intervenendo al seminario sulle iniziative televisive dei cattolici nei Paesi europei, che si è svolto nei giorni scorsi e concluso ieri a Roma, su iniziativa della Commissione europea dei media del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, secondo il quale, per le emittenti televisive cattoliche, bisogna porre la questione non solo dei programmi religiosi ma anche di una pluralità di altri interventi, in un panorama mediatico davvero variegato che va dalle tv generaliste a quelle commerciali. L’obiettivo è far cultura da cristiani secondo le diverse situazioni dei vari Paesi. E in alcuni di questi, magari presentarsi con l’etichetta di cristiani è un punto di forza. “La sfida è quella di creare una coscienza critica nei fruitori e di orientare l’utenza televisiva perché reagisca penalizzando determinati prodotti. Il popolo cristiano nelle sue diverse espressioni può diventare una coscienza critica in Europa, anche nell’indirizzare interessi di ascolto e orientare scelte produttive”.

Le indicazioni del Direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali della CEI ci stimolano a proseguire negli orientamenti del nostro lavoro agrigentino di Telepace, che vuole continuare a far conoscere avvenimenti, non solo religiosi, che hanno la Comunità come protagonista, in attività quotidiane, ordinarie, che però incidono sul piano sociale e portano una parola di speranza in ambienti di degrado. Ci sono ad Agrigento e nei nostri paesi della provincia, persone giovani e meno giovani, che seguono categorie particolari di anziani, handicappati, uomini e donne in difficoltà. C’è fervore non solo religioso, ma anche sociale in tante nostre Parrocchie, la cui intensa vita di fede è accompagnata da molteplici attività di promozione umana nei quartieri in cui sono radicate e in cui molto spesso sono l’unico punto valido di riferimento e di aggregazione.

Insomma, sia in campo civile che ecclesiale, tante persone come “madre Teresa”, immerse nell’anonimato, svolgono un’opera preziosa di servizio sociale, non per uno scopo di lucro, ma unicamente perché amore del prossimo. Telepace vuole continuare ad operare in questa direzione. E siccome la verità ha una sua particolare forza intrinseca di attrazione, la conseguenza non può che essere la maturazione graduale di una sana coscienza critica, in grado di operare scelte oculate, per la crescita della cultura del bene comune.

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