CEI: PROLUSIONE del CARD. RUINI

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Notiziario di Telepace – martedì 20.01.2004

CEI: PROLUSIONE del CARD. RUINI

servizio di don Diego Acquisto

Ricca ed articolata, la prolusione, al Consiglio Permanente della CEI, che si è aperto ieri a Roma, del card. Ruini, il quale, seppur in modo sintetico, ha tracciato un’ampia panoramica, a livello nazionale ed internazionale, dei problemi ecclesiali e civili, che più interpellano in questo momento l’opinione pubblica. Dalla vasta ricaduta, del Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace, alle tragiche condizioni in cui vivono e muoiono milioni di bambini, in varie parti del mondo, a causa della fame, dell’abbandono, delle malattie, dello sfruttamento lavorativo, di turpi abusi, del triste fenomeno dei bambini-soldato, alla memoria, che proprio in questi giorni, la Chiesa cattolica e quella Ortodossa fanno in Ucraina, dei milioni di persone che 70 anni fa hanno perso la vita sotto l’oppressione comunista in quella nazione. Un’ampia panoramica, che sul piano interno dell’Italia, non si è limitata soltanto a ricordare che le riforme istituzionali non devono minimamente mettere in discussione l’unità della nazione, ma che, pur nella riconosciuta complessità dei problemi, talvolta enfatizzati, che travagliano il nostro Paese, ha riconosciuto che esistono ragioni di fiducia, invitando pressantemente le varie forze politiche e sociali a non lasciar cadere le possibili intese e collaborazioni, soprattutto per quanto riguarda le riforme istituzionali, definite banco di prova della volontà di collaborazione. La conflittualità sociale e la rivendicazione degli interessi delle singole categorie, condotta avanti a prescindere da ogni norma, così come avviene nel settore dei trasporti, proprio in questi giorni, conduce ad esiti perniciosi. E ancora, i problemi legati ai ritardi della riforma della giustizia, le lacerazioni per la necessaria riforma del sistema pensionistico, l’aumento del costo della vita con l’ulteriore impoverimento delle fasce sociali più deboli, il crescente invecchiamento della nostra popolazione, la lotta al terrorismo, interno e internazionale – un dovere, questo, più attuale che mai – la necessità di una nuova formulazione della legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo, – mentre la CEI per i media cattolici si prepara ad approvare un Direttorio sulle comunicazioni sociali – la proposta di legge sulla procreazione medicalmente assistita – una legge non cattolica, perché non corrisponde all’insegnamento etico della Chiesa e per la quale si auspica un clima di dialogo maggiormente connotato da razionalità, con un atteggiamento più sereno di valutazione, senza alzare steccati e barricate.

Oltre a tutti questi ed altri problemi, la prolusione del Cardinale Ruini, nella sua parte centrale ha affrontato, non solo i problemi pastorali del rinnovamento missionario della Parrocchia, che dovranno essere messi a punto nell’Assemblea Generale di maggio, nella quale saranno ripresi – ha detto – le tematiche dell’iniziazione cristiana, ma ha allargato lo sguardo, volando davvero in alto, quando ha parlato della “missione” cristiana che non è “prevaricazione”, ma “rivendicazione di verità”, in base alla quale “non è possibile adattarsi a una mentalità scientista e nello stesso tempo agnostica e relativista”.

No, dunque, all’”assolutizzazione” dell’”autosufficienza” del mondo empirico; no, anche ad alcune “tendenze” delle “grandi religioni orientali”, definite “insoddisfacenti e non accettabili”. In particolare, Ruini ha puntato il dito contro l’etica che “pone al centro la selezione naturale e la vittoria del più forte”, ma anche contro quelle “forme di religiosità che fanno riferimento a un divino non conoscibile e impersonale”, grazie alle quali “la stessa persona umana perde la sua consistenza, diventa qualcosa di relativo e transitorio, tende a dissolversi”, portando con sé anche “la differenza irriducibile tra il bene e male, presupposto di ogni autentico approccio etico“.

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