BMV del Monte CARMELO – Onomastico dell’Arcivescovo

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Notiziario di Telepace – martedì 13.07.2004

BMV del Monte CARMELO

onomastico dell’Arcivescsovo

servizio di don Diego Acquisto

 In pieno svolgimento in questi giorni in tutti i paesi della nostra diocesi, novene e tridui in preparazione alla festa della BMV del Monte Carmelo, segnata nel calendario della Chiesa per il 16 luglio, giorno quindi che viene considerato onomastico per quanti portano il nome di Carmelo, Carmela, Carmelina o Carmen, tantissime persone, tra cui il nostro arcivescovo mons. Ferraro, al quale la nostra emittente in anticipo formula vivissimi auguri di un servizio pastorale sempre più fecondo di bene, nelle difficoltà e tra il vivo dei problemi dell’ora presente. Diceva qualche tempo fa il Papa ai Vescovi: Viviamo in un mondo difficile e complesso… e il ministero del Vescovo non dev’essere all’insegna del trionfalismo, ma piuttosto della Croce. Il servizio episcopale porta con sé gioie e speranze, ma anche difficoltà, ansie ed enormi sfide pastorali. Ma le stesse sfide sono però anche grandi opportunità di crescita, che, adeguatamente sfruttate, consentono di prendere il largo con le vele spiegate, al soffio dello Spirito. La nostra famiglia di Telepace, allargata anche a tutti i nostri numerosi telespettatori, nella ricorrenza dell’onomastico, assicura all’Arcivescovo Mons. Ferraro, preghiera e collaborazione, nello stile suo proprio, a più riprese da tante parti apprezzato ed incoraggiato.

Il Carmelo è un monte che in Palestina si protende sul Mare Mediterraneo, e quindi già questo indica l=impegno di una salita e lo sforzo di raggiungere una vetta. Nell’A.T. si legge l’episodio del profeta Elia, il quale pregando sul Monte Carmelo durante una disastrosa siccità, vide in cielo formarsi una nuvoletta, che rapidamente si allargò e coprì la volta celeste, sciogliendosi in una lunga pioggia ristoratrice, grazie alla quale la terra riarsa ritrovò fertilità ed abbondanza.

La nuvola avvistata nella preghiera dal profeta Elia e la pioggia miracolosamente caduta dal cielo vengono considerate figure profetiche di Maria, fonte di ogni grazia e pioggia di santità sull’arsura del male. E ancora. Sul Monte Carmelo Elia difende la purezza della fede d’Israele nel Dio vivente, contro il culto idolatrico del dio Baal. Le difficoltà di allora non scoraggiarono il profeta a confrontarsi e ad accogliere coraggiosamente la sfida, confidando unicamente nella potenza del Dio vivente. Nel secolo XII, alcuni eremiti, ritiratisi sul monte Carmelo, vi hanno fondato l=Ordine dei Carmelitani, dedito alla contemplazione, sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio e successivamente la memoria liturgica è stata istituita, per ricordare la data in cui, il primo generale dell’Ordine, il monaco irlandese San Simone Stock, di ritorno dalle Crociate, ricevette dalle mani della Madonna del Carmelo, lo scapolare, con l’annesso valore simbolico della disponibilità a voler portare la croce ogni giorno. Come è facile notare, nella concretezza della vita cristiana, insieme alla celebrazione liturgica, “fonte e culmine della vita della Chiesa”, la tradizione testimonia una grande ricchezza di modalità di preghiera non solo privata, ma anche comunitaria, in quell’ambito generalmente chiamato “religiosità popolare”, che tanta significativa incidenza ha nella concreta vita spirituale dei fedeli.

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